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Monte Sant’Angelo dopo le votazioni del 4 marzo

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Mi si chiede cosa penso dei risultati delle votazioni del 4 Marzo, non tanto a livello nazionale, quanto a livello locale. Una situazione che rimarca in maniera forse più eclatante rispetto a quella generale, in quanto il movimento 5Stelle a Monte Sant’Angelo ha superato quasi il 42%, tanto da creare, per la prima volta in città, un clima di meraviglia, ma nello stesso tempo una situazione di evidente disagio e protesta contro l’attuale politica che ci governa. Una politica, per la verità, in crisi di identità, non solo da oggi, ma da diversi anni. Quindi un voto di  “protesta”, contro l’attuale politica, che purtroppo in tutti questi anni ha posto in primo piano il  “personalismo” partitico, più che le esigenze e le aspettative della popolazione tutta. E tutto questo, oggi, così come a livello generale, si riflette nella pesante sconfitta del PD, che ormai è fuori da ogni realtà sociale e culturale, chiuso ad ogni cambiamento che proviene dalle esigenze della popolazione. Del resto sappiamo bene che la realtà non si governa da sola, ma essa va subordinata innanzitutto e soprattutto alle esigenze della gente e quindi della comunità. E tutto questo lo vediamo giorno dopo giorno specie se lo si rapporta ai giovani e alla loro situazione, alquanto precaria e incerta nel domani.

Giovani che ormai hanno perso qualsiasi fiducia nella politica, ma soprattutto qualsiasi speranza di cambiare il mondo e quindi la loro vita, migliorando la propria situazione sociale e culturale, oltre che economica. Giovani che ormai sono costretti a lasciare i loro paesi e a vivere lontano dalla famiglia e dai propri amici. Ma questo estraniamento dalla propria realtà locale, oggi, si manifesta anche e soprattutto fra la gente, che non trova più alcuna fiducia in chi ci governa e che non ha alcuna idea di cambiamento dell’esistente. Altro che sogni nel cassetto? In questi ultimi 9 mesi di politica locale poco è stato fatto  e progettato, se non incontri di rappresentanze e di facciata senza che poi alcun progetto sia stato approntato. Progetti che riguardano soprattutto la crisi occupazionale che ormai da anni attanaglia la nostra città, specie per quanto riguarda il settore edilizio, ormai fermo per troppa saturazione abitativa, con un evidente decremento del valore degli immobili e la preoccupante situazione delle case sfitte, che supera ormai più della metà di quelle occupate.

Un danno per l’intera popolazione di  Monte Sant’Angelo, che giorno dopo giorno si vede impoverita, creando un evidente disagio economico, oltre che sociale. Crisi generalizzata che in questi ultimi anni ha colpito, in modo quasi irreversibile, diversi settori economici e sociali, fra cui il ricco patrimonio agro-forestale, ormai in evidente abbandono e senza che un'agenzia qualificata possa gestirlo in maniera razionale ed eco-sostenibile. Un settore orami privo di prospettive e di capacità organizzativa sul piano economico e ambientale. Intanto si parla sempre di cultura e di turismo. Ma di quale cultura si vuole parlare se tutti i nostri “attrattori culturali”, vedi la Biblioteca Comunale, il Museo Etnografico Tancredi, i Beni Culturali in generale, il Centro Storico, sono abbandonati a loro stessi, senza un Piano di Gestione o un Piano di Rigenerazione Urbana Sostenibile.

E poi vogliamo fregiarci della qualifica di Città dai Due Siti UNESCO, quando su di essi ancora nessun Progetto è stato fatto ed avviato? Dove è andato a finire, ci chiediamo, l’Ufficio UNESCO o il Piano di Gestione riguardante non solo il Sito e quindi il Santuario micaelico, quanto la buffer zone, che è parte integrante del Sito, con i suoi elementi architettonici ed urbanistici, fra cui le chiese, i palazzi storici, l’architettura spontanea dei vari Rioni, le case a schiera, ecc.Insomma l’intero contesto del nostro Centro Storico, con i suoi valori ambientali e   culturali, è  rimasto solo sulla carta, in un bellissimo “programma” politico-culturale dei partiti, in cui si metteva in primo piano la partecipazione della gente per “CambiareMonte”, “capace di dare risposte concrete ai  bisogni e alle esigenze che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare”.Per non parlare, poi, del nostro patrimonio immobiliare comunale, abbandonato a se stesso e lasciato in un completo degrado, il Piano di Recupero e di Valorizzazione dell’entroterra, l’arredo urbano, ormai diventato l’emblema della nostra decadenza morale e fisica, la riqualificazione della Piana di Macchia e l’area industrializzata e infine il recupero delle nostre tradizioni popolari e del nostro patrimonio artigianale, la cui assenza sta impoverendo il nostro tessuto storico-culturale.

Evidentemente il cambiamento è avvenuto solo di facciata, senza che i veri problemi della gente potessero essere affrontati realmente e  risolti. Del resto la sola arma della gente, oggi, è quella di esprimere il proprio dissenso con il voto e  con la protesta silenziosa, che ormai serpeggia in maniera evidente fra le varie classi sociali, da quella dei giovani a quella dei  disoccupati, che in massa hanno votato 5Stelle, in segno di protesta e di dissenso con l’attuale situazione politica. Né d’altra parte si vede qualsiasi iniziativa che possa far invertire l’attuale situazione socio-economica sia a livello locale che nazionale. Il voto del 4 Marzo è, quindi, un voto contro l’attuale situazione politica, sia a livello nazionale che locale, un voto di protesta e di denuncia contro  l’immobilismo politico-economico, oltre che culturale dei vecchi partiti. È tempo di cambiare veramente le cose, dando alla nostra città e all’Italia una nuova speranza e una nuova fiducia di rinnovamento per un concreto  e duraturo sviluppo socio-economico, oltre che culturale.

GIUSEPPE PIEMONTESE

 

Read 190 times Last modified on Last modified on Marzo 12 2018

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Fototeca a cura di Arcangelo Palumbo

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