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Per una politica...

Published in Anima dei luoghi Written by  Giuseppe Piemontese Marzo 29 2017 font size decrease font size increase font size
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Per una politica dell’innovazione e della partecipazione

Seguo con una certa apprensione e nello stesso tempo partecipazione a tutto ciò che riguarda il mondo politico-culturale della nostra città, un mondo che oggi si presenta alquanto variegato, per le varie iniziative che si stanno intraprendendo a livello di movimenti civici e a livello di partiti, di cui solo il PD riesce a far trapelare qualche proposta, con la sua iniziativa di larghe intese, tendente a creare un largo consenso e una grande partecipazione della gente alla vita politica della città, con l’intento di raggiungere un fine comune, che è quello di creare “un processo di rinascita civile ed economica e di riappropriarsi per intero del proprio destino… capace di valorizzare idee e contributi programmatici di partiti e aggregazioni della società civile come del mondo del lavoro e dell’associazionismo, per esempio quelli emersi nel dibattito animato, in queste settimane, dai movimenti civici “La Città Nuova”, “Monte Riparte” ed altri gruppi organizzati”. Anche se vi sono elementi che sono ancora legati al passato e che faranno del tutto per riappropriarsi del potere, che in questo momento sta loro sfuggendo. Elementi che sono legati ad un passato che è l’espressione di un sistema di potere, che purtroppo, in questi ultimi vent’anni, ha determinato una profonda crisi non solo sociale ed economica, quanto politico-istituzionale.

Oggi non è possibile rifarsi al passato, senza tenere conto di ciò che sta succedendo a livello di movimenti civici, e spero anche all’interno del PD, che con le loro idee e i loro progetti, possono dare alla città una nuova spinta, creando un clima di nuovo fervore e di nuove speranze nel domani. Per questo un partito, come il PD, non può escludere a priori ciò che di nuovo sta nascendo, né trascurare proposte e idee che vengono dalla società civile, senza fossilizzarsi in puri calcoli elettorali, che le gente comune non capirebbe, né accetterebbe.

Oggi c’è bisogno assolutamente di cambiamento e di nuove energie fresche, che provengono dalla società civile più responsabile e più sana. Nuovi protagonisti della politica locale. Nuove energie che possano vivificare la politica locale e creare un nuovo corso verso lo sviluppo e la crescita. Purtroppo ciò non è accettato dalla vecchia classe politica, che si crede ancora oggi indispensabile, tanto da credere che senza di essa il paese è destinato a fallire. Secondo noi non vi è futuro se il tutto non si basa su una nuova visione della vita politico-culturale della città e del suo territorio, su una nuova dimensione di partecipazione condivisa verso il “bene comune” e quindi verso una nuova progettualità della città e delle sue potenzialità intrinseche legate al territorio. Siamo per un nuovo corso che abbia in sè nuove idee e nuovi progetti, tali da incidere profondamente nel tessuto sociale ed economico del paese. Un paese dove regna una profonda sfiducia verso tutto ciò che è legato al passato, i cui protagonisti non hanno avuto la capacità di dare alla città una nuova dimensione e una nuova visione legata al presente, e quindi alle nuove potenzialità che esso oggi ci pone di fronte, dal turismo legato ai beni culturali al turismo ambientale, dalla valorizzazione del ricco patrimonio agro-forestale alla valorizzazione della Piana di Macchia, fino alla elaborazione di Piani settoriali legati al commercio, all’agricoltura, all’industria, alla rigenerazione del Centro storico, all’artigianato, alla gastronomia locale e ai suoi prodotti tipici. Un Sito UNESCO, come lo è oggi il Santuario di San Michele e di riflesso la Città di Monte Sant’Angelo, non può chiudersi nella sua dimensione locale, ma esso deve aprirsi verso il mondo intero e quindi verso il globale.

Dobbiamo essere convinti che tale riconoscimento UNESCO, se ben inserito in un Piano di Valorizzazione e di Rigenerazione urbana, potrebbe essere il trampolino di lancio per quanto riguarda il turismo religioso e culturale, con un occhio legato alla sostenibilità e alla salvaguardia delle bellezze naturali e paesaggistiche dell’intero territorio del Gargano. Una nuova visione, quindi, del presente, che abbia da una parte una direzionalità locale, e dall’altra una dimensione globale, in collegamento in rete con gli altri Enti e Istituti che operano nel campo del turismo, della cultura e in generale dell’economia. In questo caso, al di là dei programmi politici che ogni movimento o partito andrà a predisporre, ciò che conta è la valutazione della realtà di oggi, tale da predisporre una “agenda” scadenzata nel breve e medio periodo, articolata per specifici scopi, che lavori più che sulle intenzioni, quanto sull’esistente. In altri termini ciò che oggi la gente vuole è una graduale trasformazione della realtà, basata sul buon vivere e su un progressivo miglioramento della qualità della vita, con un Piano economico, che possa assicurare alla città uno sviluppo e una crescita attraverso investimenti pubblici e privati, tanto da creare le premesse per un primo inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. In questo caso ciò che deve prevalere non sono tante le intenzioni e le idee, quanto la realtà che deve riempire di contenuti i progetti. Quindi bisogna creare un bipolarismo culturale ed economico fra locale e globale, che abbia come finalità una crescita non solo economica, quanto uno sviluppo solidale ed equo, attraverso una maggiore partecipazione di tutti alla vita politica, rendendosi ognuno corresponsabile di ciò che fa, ma soprattutto prendendo coscienza del proprio luogo, tale da cambiarlo e fare in modo che le aspettative siano confacenti alle esigenze personali e soprattutto della comunità in generale, in nome e per conto del bene comune.

 

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Fototeca a cura di Arcangelo Palumbo

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