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Lettera alla città di Monte...

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Lettera alla città di Monte Sant'Angelo.

È tempo di decidere a chi affidare le sorti del paese; un paese troppo tempo lasciato a se stesso, senza guida e senza un progetto politico-culturale. È tempo di tracciare una via maestra, da cui partire per rifondare dalle basi la società civile e politica della nostra città, per troppo tempo immersa in un profondo senso di impotenza e di mancanza di speranza nel proprio futuro. È tempo delle grandi decisioni, che possano orientare la comunità verso chi realmente è capace di dare alla città una nuova svolta, ma soprattutto una nuova visione della realtà, per troppo tempo ferma su pregiudizi e visioni assolutamente egoistiche e personalistiche. È tempo che la politica e il mondo culturale si aprano alla città, a quella parte viva e attiva che intende creare, attraverso nuovi progetti e nuove proposte, un clima di serena partecipazione alla vita del paese, ma soprattutto una nuova visibilità fondata sulle esigenze della gente e della stessa città. Una città che, lo ribadiamo, ha tutte le potenzialità per diventare una città del futuro, attraverso la sua cultura, ma soprattutto attraverso le sue potenzialità in campo economico, legate all’agricoltura, al patrimonio forestale, all’ambiente, al turismo, al settore alimentare e infine all’accoglienza attraverso la riscoperta delle proprie tradizioni e della cultura gastronomica.

Ma per fare questo c’è bisogno di mettere da parte ogni atteggiamento personalistico ed egocentrico, che a volte rende nullo quello spirito di apertura e di inclusione, di cui oggi la città ha bisogno e di cui da tempo si sente la necessità. Atteggiamenti personalistici che purtroppo stanno minando alla base il senso di responsabilità all’interno di una possibile coalizione intorno all’unico partito, quale potrebbe essere oggi il PD, che si presenta, da un punto di vista istituzionale, capace di dare alla città una nuova svolta e un nuovo percorso. Per questo c’è bisogno che ognuno, oggi come non mai, faccia un passo indietro e prima di pensare a se stesso, pensi al bene della città e si renda conto che al di sopra di ogni cosa vi è il bene comune della città e quindi della sua gente.

Purtroppo la grande difficoltà, oggi, in una città che sta vivendo un periodo di grande smarrimento morale e civile, è quello di trovare delle persone all’altezza del compito da intraprendere, e che siano accettate da tutti e ben viste sul piano sociale, morale e culturale, oltre che politico. Elementi base per avere un largo consenso e una larga partecipazione di voti e di stima. Purtroppo veniamo da un clima politico troppo devastante e di rottura sociale, tale da non permettere una continuità fra il passato e il presente; un passato che purtroppo ha creato, oppure a contribuito a creare, una profonda crisi sul piano sociale e politico, oltre che economico, tale da minare alla base qualsiasi dialogo e qualsiasi collaborazione. A questo punto ci chiediamo: il nuovo che sta nascendo, attraverso i partiti che fino ad adesso sono stati all’opposizione della vecchia amministrazione e i nuovi movimenti che sono sorti alla vigilia delle prossime elezioni 2017, vedi La Città Nuova, Monte Riparte, Monte al Centro, Le Nuvole, e altri, saranno in grado di stringersi intorno ad un candidato sindaco, efficiente ed aperto alla città? Saranno in grado di progettare una nuova città aperta ed inclusiva? Una città partecipata e consapevole di produrre nuove idee e nuovi progetti intorno ai Beni culturali, al ricco patrimonio boschivo, alla Piana di Macchia, al turismo, al commercio, al decoro urbano, ma soprattutto al benessere della gente? Da parte nostra lo speriamo e ne siamo convinti, anche se il tutto dipenderà, una volta designato la figura del sindaco, dalla volontà di collaborare prima di tutto ad un progetto politico-culturale, che sia l’espressione dell’intera coalizione e poi che si l’espressione della nuova realtà e della nuova città che si vuole costruire, con la voglia di riscatto e di innovazione sul piano sociale, economico e politico, all’insegna del “bene comune”.

GIUSEPPE PIEMONTESE
Società di Storia Patria per la Puglia

 

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Fototeca a cura di Arcangelo Palumbo

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