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Per una leadership carismatica e competente

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La realtà si lascia trasformare solo se si ha una visione d’insieme delle esigenze della gente, da cui partire per creare le condizioni tali da rendere l’utopia in realtà e i desideri in progetti reali. Purtroppo in tutti questi anni, per quanto riguarda la realtà di Monte Sant’Angelo, sono venute meno sia le utopie che i desideri della gente, per cui tutto quello che si è fatto, in realtà ben poco, è bastato a creare in noi stessi e nella comunità, un senso di vuoto e di mancanza di fiducia nel futuro. Un futuro che ormai si allontana sempre più, in quanto non vi sono uomini all’altezza di trasformare i desideri e le esigenze della gente in realtà, tale da creare le condizioni di un buon vivere e di un benessere generalizzato. Una città, vedi le riunioni delle varie coalizioni in campo per le prossime amministrative, in balia di se stessa, in quanto, come nel passato e ancora oggi, manca qualsiasi senso di far politica, che abbia una base minima di progettualità legata al proprio territorio e quindi ad una nuova visione della città. Basta riferirsi al fenomeno, triste e preoccupante, del decremento della popolazione locale, che ha visto la città essere privata in pochi anni di ben 4250 unità, passando da 17.011 ab. del 1981 a 12.757 ab. del 2016. Un fenomeno che ha colpito soprattutto i giovani, ma anche la classe media, il modo del lavoro, legato all’industria, all’agricoltura, all’artigianato e all’edilizia. E questo perché la politica, dal 1980 ad oggi, non ha mai realizzato né progettato qualsiasi Piano economico, tale da fermare l’emorragia del mondo del lavoro e quindi dei giovani, costretti a lasciare il proprio paese per motivi di lavoro, impoverendo così il nostro tessuto sociale, economico e culturale, con grave danno al patrimonio urbano, che ha visto da una parte un grande sviluppo urbanistico, a danno non solo del paesaggio e quindi del territorio, quanto a danno soprattutto del centro storico e della città consolidata, che man mano si sono spopolati, tanto da creare dei vuoti nel tessuto urbano, a causa del decremento demografico. Oggi, così, scontiamo decenni di inettitudine politica e di mancanza di visione di una città, che, sebbene sia diventata, con il Santuario micaelico, uno dei centri più importanti della Puglia e dell’Italia meridionale, sconta sul piano sociale ed economico, la mancanza di Piani economici legati alle sue potenzialità. Del resto siamo convinti che da soli i Beni culturali e il Santuario micaelico, non siano sufficienti a supportare l’intera economia della città   e quindi lo sviluppo che la città potrebbe avere. Il turismo, sia religioso che culturale, deve essere correlato da una economia legata all’ambiente e quindi al territorio, attraverso la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio agro-forestale, tanto da creare una organica e robusta filiera legata allo sfruttamento del patrimonio boschivo, ma soprattutto all’agriturismo e ai prodotti genuini della nostra terra. Tutto ciò potrebbe creare le condizioni per incrementare i posti di lavoro, il cui fine deve essere alla base per la crescita della nostra città.

Oggi, da quello che si vede in giro, alla vigilia delle elezioni, sia i partiti e che i nuovi movimenti che sono sorti non fanno altro che discutere del prossimo candidato sindaco, e di quale posto i singoli componenti delle varie coalizioni devono occupare, senza che si parli minimamente di programmi e di analisi del presente. Ciò che è stato fatto, da parte di qualche movimento,   riguarda solo una parziale visione della realtà locale, che in maniera verticistica, crede di poter risolvere le varie problematiche locali, senza capire che solo attraverso la collaborazione di tutti e l’assunzione di responsabilità del mondo lavorativo e giovanile, la realtà può essere cambiata, assumendosi in prima persona il ruolo del cambiamento e quindi della rinascita. Rinascita che deve albergare innanzitutto nel cuore della gente, al di fuori di stucchevoli e deplorabili comparse esterne, tale da creare le condizioni e le capacità di far proprio il destino di se stesso e della città in cui vive. Purtroppo si assiste sempre più ad atteggiamenti distruttivi e poco costruttivi fra le forze politiche in campo, con la convinzione che ognuno basti a se stesso. Senza capire che da soli non si va da nessuna parte.

Oggi, bisogna essere consapevoli che viviamo un momento di alta responsabilità, a livello individuale e collettivo, e che i desideri di un solo singolo non possono condizionare la vita di una città e l’assetto di una possibile coalizione. C’è bisogno di tanta umiltà, carisma e competenza, nel progettare il futuro di una città e quindi di un’amministrazione che abbia il senso della responsabilità, ma soprattutto la coscienza di operare per il bene comune, dando così alla città il senso una nuova speranza e di una nuova visione nel futuro, superando gli egoismi di parte e instaurando fra tutti un cordiale senso di collaborazione e di responsabilità reciproca.

 GIUSEPPE PIEMONTESE
 Società di Storia Patria per la Puglia

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Fototeca a cura di Arcangelo Palumbo

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