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Politica e Cultura...

Published in Anima dei luoghi Written by  Settembre 16 2017 font size decrease font size increase font size
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Politica e Cultura. Nuovi manager della città e per la città”

Trovo interessante la proposta di Gianfranco Dioguardi riguardante la necessità di creare una Scuola di Alta formazione politico-culturale per la  governante  delle città. Proposta che oggi si rende necessaria in quanto ormai il governo di una città non può essere delegato solo a chi nell’ambito politico-sociale ha avuto più voti o più consensi da parte di un partito o di una coalizione. In questo senso bisogna andare “a scuola di città”, per diventare un Sindaco preparato e pronto ad affrontare le sfide che oggi la città presenta. Sfide di grande valenza non solo politica, quanto di valenza culturale, sul piano manageriale e sul piano decisionale. L’idea è di Gianfranco Dioguardi, imprenditore barese illuminato, docente universitario, tra i fondatori dell’ingegneria gestionale, il quale  ha appena pubblicato per Donzelli Editore il libro Per una scienza nuova del governo della città (2017), il cui obiettivo è quello di «fornire gli strumenti culturali necessari a formare nuove figure professionali, i manager urbani, in grado di contrastare i drammatici fenomeni di degrado fisico e sociale che caratterizzano le metropoli contemporanee». Tale compito, demandato al Sindaco di una città, nasce in Gianfranco Dioguardi, da una lunga presa di coscienza e conoscenza diretta riguardante gli aspetti gestionali dell’impresa, con specifico riferimento all’edilizia e quindi al mondo dell’architettura e dell’urbanistica. Del resto le ultime opere di Gianfranco Dioguardi riguardano il settore dell’urbanistico, con opere come Ripensare la città (2001) e Nuove alleanze per il terzo millennio. Città metropolitane e periferie recuperate (2014).

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Monte Sant'Angelo - Rione Rupoli

Con la globalizzazione le città hanno assunto un ruolo di primaria importanza per quanto riguarda la vita dei cittadini, ma soprattutto il raggiungimento di un certo grado di benessere e quindi di qualità della vita. Qualità che purtroppo viene messa in discussione e a volte sottoposta a gravi problemi sociali  ed economici, oltre che culturali. Infatti, oggi ci troviamo di fronte a problemi come il degrado fisico e ambientale delle città, alla nascita di enorme periferie, fonti di gravi disaggi sociali e mentali, a  nuove forme di disuguaglianze fra la popolazione, tanta da creare disagi nel campo del lavoro e nel campo dell’occupazione. Il tutto visto come fonte di malessere che si ripercuote nella vita quotidiana delle città. Da tutto ciò nasce l’esigenza di creare e dotare la città di organismi ben preparati a gestire non solo il settore urbano, quanto il rapporto fra la città e la gente, in maniera professionale e competente.  Anche perché la città siamo noi e di conseguenza tutto ciò che succede in città si ripercuote direttamente ed indirettamente sulla persona umana, come singolo e come collettività.  In questo senso il futuro di una città diventa anche la base e la prospettiva del nostro futuro.

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Monte Sant'Angelo. La visuale

Da tutto ciò nasce l’esigenza di conoscere innanzitutto il territorio in rapporto non solo alla città, ma soprattutto alla sua storia e alla sua cultura, in un cammino simbiotico fra scelte di fare ed esigenze della gente da  rispettare in campo sociale, economico e culturale. Oggi, infatti, non si può operare se non si conosce il proprio territorio. E questo vale non solo per un Sindaco, ma anche per tutti coloro che assumono dei compiti gestionali riguardanti la vita di una città o di una comunità. In questo senso bisogna innanzitutto studiare il territorio e capire ciò che esso richiede sul piano sociale ed economico, attraverso nuove forme di gestione e nuovi approcci di potere in grado di cambiare una situazione e renderla quanto più è possibile migliore e confacente alle esigenze  della gente. In questo modo uno dei principi con cui un Sindaco deve operare è quello del rapporto costante con la popolazione e ad essa dare ciò che si aspetta e ciò di cui ha bisogno. Da ciò nasce l’esigenza di formare una classe politica portatrice non solo di valori sociali e culturali, ma anche di saperi e competenze, tale da essere pronta ad ogni sfida che la città presenta. Quindi “nuovi manager della città e per la città”, che sappiano superare quel distacco che si è creato in questi ultimi anni fra la politica e  la cultura. E questo specie per una città come Monte Sant’Angelo, che attraverso il suo Santuario micaelico, è diventata dal 2011 Città UNESCO, e quindi città aperta al mondo, in quanto Patrimonio dell’Umanità. Purtroppo c’è da notare che la politica non dialoga più con la cultura, o parla dall’alto del potere, mentre la cultura non è più la critica della politica. In questo senso bisogna ritornare a creare una città della cultura, da cui la politica deve prendere ciò che di propositivo ha da offrire e da trasmettere, nel segno dell’identità dei luoghi e nel rispetto dell’anima di ogni città e di ogni territorio.

GIUSEPPE PIEMONTESE, Società di Storia Patria per la Puglia

 


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Fototeca a cura di Arcangelo Palumbo

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