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Galleria Schingo: "Didattica e ideologie durante il ventennio: la cultura dell'omologazione. 1925-1945".

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L’Amministrazione Comunale e l’Assessorato alla Cultura, al fine di attivare una importante riflessione sul rapporto tra didattica e ideologie, promuovono la mostra intitolata "Didattica e ideologie durante il ventennio: la cultura dell'omologazione. 1925-1945", che si terrà presso la Galleria d’Arte Contemporanea “L. Schingo”, da lunedì 24 Aprile a sabato 6 Maggio 2017.

L'inaugurazione della rassegna è prevista lunedì 24 aprile alle ore 19,00. Il programma prevede i saluti istituzionali del Sindaco avv. Francesco Miglio e dell’Assessore alla Cultura avv. Celeste Iacovino. A seguire l’intervento del Consigliere Comunale Antonio Stornelli, il quale relazionerà sull’importanza dell’evento.

“Abbiamo deciso di organizzare questa mostra dedicata alla celebrazione del 25 aprile – dichiara l’Assessore alla Cultura, avv. Celeste Iacovino - per sottolineare che la ricorrenza della Festa Nazionale della Liberazione per tutti i cittadini italiani rappresenta il giorno di riconquista delle libertà perdute e di conquista di nuove libertà. Nel ventennio dal 1925 al 1945 gli studenti italiani hanno subito nelle scuole una didattica  permeata dall’ideologia, volutamente costruita su testi e metodiche che, reprimendo sentimenti libertari, portasse alla formazione di generazioni allineate con il pensiero del regime. La liberazione dell’Italia, frutto del sacrificio di tanti uomini e donne che hanno  donato la loro vita per conquistare diritti e libertà, rappresenta il risultato della ribellione coraggiosa  e forte di chi  ha rifiutato  questo assurdo  progetto di omologazione”.

“La mostra – afferma il consigliere comunale Stornelli - avrà come oggetto l'auto-rappresentazione del fascismo nei testi didattici, con particolare attenzione alla riflessione sul rapporto tra materie di insegnamento e ideologia durante il regime fascista proprio concentrando l’attenzione sull’aritmetica insegnata nella scuola elementare. Attraverso l’analisi concreta dei materiali direttamente imposti dal regime, si tenterà di dimostrare lo stretta connessione tra didattica e ideologie e, in particolare, tra una materia assiomatica come la matematica e l’irriducibile dimensione ideologica che vi si connette nel momento della pratica didattica”.

La lettura della mostra segue quattro direttrici: storica, storico-disciplinare, tematica e “matematica”. La prima, quella storica, ci introduce nel contesto generale di quegli anni. La seconda ripercorre le tappe della progressiva ideologizzazione della materia e della scuola. Questo aspetto è decisamente il meno adatto a una didattica non specialistica e mira solamente a dare conto del lavoro storiografico di scavo e confronto con la bibliografia esistente sull'argomento. La terza linea è certamente la più stimolante per l'uso didattico: dal corpus degli esercizi raccolti abbiamo individuato i temi più caratterizzanti della propaganda fascista quali il mito del duce, il mito di Roma, le colonie, l'esaltazione dell'intervento sociale del regime, i richiami continui all'azione dell'Opera Nazionale Balilla, il bellicismo, la battaglia del grano, l'autarchia. La quarta linea, quella matematica, propone una riflessione sui meccanismi attraverso i quali l'ideologia fascista penetrava nella didattica: dalla semplice giustapposizione di problemi e motti mussoliniani fino all'inserimento di elementi semplificati di una teoria politica all'interno dei testi dei problemi.

La mostra, per la cui disponibilità si ringrazia l’Istituto Alcide Cervi di Reggio Emilia e il suo curatore Gianluca Gabrielli, composta da 29 pannelli, sarà visitabile tutti i giorni, dalle ore 9 alle 12 e dalle 18 alle 20, con la messa a disposizioni di visite guidate a cura della dott.ssa Carmen Antonacci.

 

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