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Fuori la grande distribuzione: Mauro di Santo propone un consorzio territoriale di aziende con punti di vendita propri

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Mauro Di Santo è un consigliere della Coldiretti nella circoscrizione di Ascoli Satriano, uno dei 15 soci fondatori dell'associazione “Granosalus”, un componente del Comitato di Gestione di Rete Spac (Sistema produttivo agro-alimentare di Capitanata), il presidente della cooperativa agricola "L'Oro dei Grifoni" di Ascoli Satriano, ma si ritiene soprattutto un “Contadino”. Aggiungiamo che è anche referente del gruppo “Capitanata compra al Sud per il Sud”.
Scrive: «Negli ultimi anni ho visto, sentito e partecipato alla costituzione di reti di aziende, osservando che il risultato prefisso non è stato mai raggiunto. Se qualcuna delle aziende è stata capace di inserirsi nel mercato, non è stato per le virtù di una rete ipotetica. Noi siamo aziende, produciamo qualità e sul mercato siamo il simbolo del nostro territorio. Le belle parole si scontrano inesorabilmente col sistema di vendita. Pur avendo già i nostri prodotti piazzati sul mercato, siamo per forza di cose soggetti ad un mercato "filtro", ovvero il mercato di acquisto. Sì, perché la vendita avviene tramite la GDO oppure attraverso i mercati di nicchia o internet. Queste vie prevedono una serie di limitazioni per le aziende, tali che spesso bisogna persino mantenerne le distanze. Mi riferisco naturalmente soprattutto alla GDO.
L'eventistica, soprattutto se adornata dalla politica, non porta nessun fatturato alle aziende. Ritengo persino inutile far presentazioni o eventi territoriali, che non apportando nessun valore aggiunto all'azienda, mettono in mostra l’inutile politico di turno. Le aziende vivono di fatturati, non di gloria. La qualità dei prodotti non proviene da un evento o da un politico, proviene esclusivamente dal terreno e dalla “Buona Pratica Agricola”, fatta da cultura centenaria tramandata da contadino a contadino, da padre in figlio.
Tutto questo, però, transita per forza di cose attraverso il sistema di vendita sopracitato.
A pagarne le spese sono i produttori e i consumatori, visto che il prezzo alla base è basso, ma negli scaffali o sulla vetrina internet è alto.
Invito i fautori di questa nobile iniziativa (Capitanata compra al Sud per il Sud) a riflettere su ciò che ho scritto, a progettare una vera soluzione, dove l'eventistica di folclore deve essere solo contorno e non fulcro dell'iniziativa.
La mia proposta è quella di creare un consorzio territoriale di aziende con punti vendita propri. E aprirli sull'intero territorio nazionale ed internazionale. Ormai il mondo vuole il vero "made in Italy", tracciato e certificato. E solo noi possiamo offrirlo al mondo intero, senza essere soggetti a mercati d'acquisto di terzi, i quali si arricchiscono alle spese di chi lavora e ama la propria terra». Mauro di Santo conclude: «Nessuna GDO, nessun mercato di nicchia, nessuna vetrina internet».
Siamo sicuri che le proposte del “Contadino” Mauro Di Santo faranno discutere e saranno tenute in considerazione.
(A cura di Michele Eugenio Di Carlo)

 

 

Last modified on Last modified on Maggio 17 2018

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