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Ultimo enigmatico evento con Odifreddi e l'Orchestra della Magna Grecia

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Domenica 15 aprile ultimo “enigmatico” evento della nona edizione di Musica Civica.

Il grande matematico Piergiorgio Odifreddi svelerà alcuni dei più misteriosi “Rompicapi musicali”.

A seguire il concerto “Enigmi in musica”.

 L’Orchestra della Magna Grecia, diretta da Maurizio Lomartire, suonerà anche le Enigma Variations di Elgar, il brano tanto analizzato, ma non ancora completamente “risolto”. Grande attesa per la spettacolare Toccata di Bach-Stokowsky e per il Medley di Roberto Molinelli su temi di Verdi, John Lennon e Paul Mc Cartney, tutto in prima esecuzione assoluta a Foggia.

Appuntamento alle 19 al Teatro Giordano.

L’ultimo appuntamento della nona edizione di Musica Civica sarà un incontro all’insegna dei misteri irrisolti, tra rompicapi musicali ed enigmi matematici, alla scoperta dei numeri e delle formule che sono dappertutto intorno a noi e regolano, più o meno direttamente, la nostra vita. Le interazioni tra il mondo dei numeri e quello dei suoni sono moltissime, poliedriche e talvolta misteriose, così come quelle tra matematica e vita degli uomini. E solo un matematico originale può provare a svelare la soluzione di alcuni interrogativi che hanno attanagliato le menti di musicisti, filosofi e pensatori nei secoli.

Domenica 15 aprile, a partire dalle 19, lo farà per il pubblico del Teatro Giordano il grande Piergiorgio Odifreddi nella conversazione “Rompicapi musicali”.

Il professore racconterà di come i più importanti matematici, fisici e filosofi della storia (Pitagora, Platone e Keplero) abbiano scoperto ed elaborato teorie sul legame tra musica, natura e matematica, ossia sull’armonia del mondo.

Il famoso saggista condurrà gli spettatori in un viaggio appassionante tra numeri, proporzioni, scale musicali e costellazioni, facendo luce su diversi misteri, che si parta da una toccata di Bach o da un brano di John Lennon.

Il suo intervento introdurrà, di volta in volta e con un continuo dialogo con l’orchestra, all’ascolto dal vivo di tre composizioni interessantissime e sotto diversi aspetti enigmatiche.

L’Orchestra della Magna Grecia, diretta da Maurizio Lomartire, eseguirà infatti la Toccata tratta dalla Toccata e Fuga in re minore BWV 565 di Bach-Stokowsky, il medley arrangiato da Roberto Molinelli sui temi della Traviata verdiana, con incursioni nel mondo musicale di John Lennon e Paul Mc Cartney e, fulcro del programma, un brano detto, brevemente, Enigma Variations composto dall’inglese Edward Elgar.

Le quattordici variazioni, ciascuna intitolata con un acronimo, così complesse, meditate, mature, nascono per caso una sera dell'ottobre 1898. Ciascuna fa riferimento a una persona della cerchia di amici e familiari del compositore. Raccontano momenti di quotidiana familiarità e amicizia, di umorismo e gioia di stare insieme. Da un secolo non c'è più nessun enigma sulle iniziali dei nomi che contrassegnano ogni variazione in quanto i dedicatari sono stati tutti identificati. Ma un altro enigma non è stato sciolto e forse non lo sarà mai. Nelle note di programma della prima esecuzione l'autore dichiarò che «lungo e sopra la costruzione 'procede' un altro tema più ampio che non si suona» e che nessuno ha mai individuato: un contrappunto nascosto, per il quale si è pensato di tutto, da un tema di Mozart a una canzone popolare.

Una vera perla chiude l’edizione 2018 di Musica Civica, contrassegnata da un grande successo di pubblico e di critica per l’estrema varietà delle proposte musicali e delle tematiche, sempre molto attuali, affrontate con immediatezza e capacità comunicativa dai relatori di grande calibro chiamati a raccolta a Foggia dalla direttrice artistica Gianna Fratta.

“Non posso che essere soddisfatta – commenta - per la grande partecipazione di pubblico che anche questa nona edizione ha registrato. Non riusciamo mai a soddisfare tutte le richieste e questo è un traguardo eccezionale per una rassegna che pone al centro la musica colta e la trattazione di tematiche di grande impegno civile. La grande sfida e la vera novità di questa nona edizione sono state le nuove tecnologie, i disegni luci avvincenti, le scenografie virtuali, gli effetti ologrammatici sapientemente abbinati all’ascolto di brani spesso in prima esecuzione assoluta. Chi sperimenta, chi rischia, vince! Questo è stato l’insegnamento di Musica Civica 2018 per noi tutti, e siamo in tanti, che abbiamo creduto in un progetto unico e modernissimo”.

Molti i personaggi e gli artisti celebri che si sono avvicendati negli otto appuntamenti domenicali cominciati a gennaio, confermando la rassegna foggiana una delle più coinvolgenti e innovative a livello nazionale.

Tanti i promotori e sostenitori dell’iniziativa, tra cui Comune di Foggia – Assessorato alla Cultura, Regione Puglia, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Servizio della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, Fondazione Apulia Felix, Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, oltre a molte realtà imprenditoriali del territorio che credono nella qualità e nella novità della proposta culturale di questa rassegna; tra esse l’azienda Capobianco, il Gruppo Salatto, la Banca Mediolanum, Fortore Energia, Ubik e altre.

Musica Civica 2018 è stata possibile grazie al sostegno di Multimedia Art Experience, progetto cofinanziato dalla Fondazione con il Sud e da altre 17 fondazioni aderenti all’Acri nell’ambito del bando Funder35, oltreché di 3Digital Concert – Musica classica, opera lirica e nuove tecnologie danno spettacolo, in collaborazione con Associazione Spazio Musica di Foggia, Fondazione Apulia Felix di Foggia, Acli sede provinciale di Foggia e cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

Biglietti in vendita a Foggia al botteghino del Teatro Giordano a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo (dalle ore 18.00 di domenica 15 aprile) al costo di 15 euro per platea, I ordine di palchi e II ordine di palchi centrali, di 12 euro per II ordine di palchi laterali e III ordine di palchi e di 10 euro per il loggione.

Domenica 15 aprile 2018 ore 19.00

Foggia, Teatro “U. Giordano”

CONVERSAZIONE

Rompicapi musicali

con Piergiorgio Odifreddi

Gli enigmi in musica

Orchestra della Magna Grecia

Maurizio Lomartire, direttore

PROGRAMMA

J.S. Bach – L. Stokowsky: Toccata dalla Toccata e Fuga in re minore BWV 565

  1. G. Verdi – J. Lennon – P. Mc Cartney: Alfredo in the Sky with Lucy

Arrangiamento di Roberto Molinelli

  1. E. Elgar: Variazioni su un tema originale per orchestra, Enigma, op. 36

Tema - Andante

Variazione I - L'istesso tempo "C.A.E."

Variazione II - Allegro "H.D.S-P."

Variazione III - Allegretto "R.B.T."

Variazione IV - Allegro di molto "W.M.B."

Variazione V - Moderato "R.P.A."

Variazione VI - Andantino "Ysobel"

Variazione VII - Presto "Troyte"

Variazione VIII - Allegretto "W.N."

Variazione IX - Adagio "Nimrod"

Variazione X - Intermezzo: Allegretto "Dorabella"

Variazione XI - Allegro di molto "G.R.S."

Variazione XII - Andante "B.G.N."

Variazione XIII - Romanza: Moderato "* * *"

Variazione XIV - Finale: Allegro Presto "E.D.U."

Note d’ascolto

Capita a volte di esser convinti che le cose siano sempre state così, semplici, logiche. Come mettere su un disco dei Queen. Come una scala di Do maggiore. Come un Preludio di Bach o un Notturno di Chopin.

E invece arriva un bel giorno un amico appassionato di matematica o di astronomia (o di Poirot!) e ci spiega che in realtà gli enigmi sono dappertutto. Come?

Ebbene sì, il legame tra musica e matematica non è soltanto un'illusione acustica: dal monocordo di Pitagora al canone inverso e retrogrado di Schönberg, dal contrappunto di Bach alle strutture polifoniche del XX secolo, le interazioni tra il mondo dei numeri e quello dei suoni sono moltissime, poliedriche e talvolta misteriose. Il grande Odifreddi ce lo dimostra svelandoci la soluzione di alcuni enigmi musicali che hanno attanagliato la mente di molti musicisti nei secoli. Non solo. Il professore ci racconta di come i più grandi matematici, fisici e filosofi della storia - Pitagora, Platone, Keplero - abbiano scoperto ed elaborato teorie sul legame tra musica, natura e matematica, ossia sull’armonia del mondo.

Un viaggio appassionante tra numeri, proporzioni, scale musicali e costellazioni che ci prepara ad ascoltare dal vivo una composizione “enigmatica”, fulcro del programma musicale.

Infatti dopo l’ascolto di un brano di Bach che ha ispirato Stokowsky per la perfezione numerica della sua concezione e il medley arrangiato da Roberto Molinelli incentrato sulla Traviata di Verdi, l’orchestra della Magna Grecia si confronterà con un brano detto, brevemente, Enigma Variations.

Queste Variazioni, così complesse, meditate, mature, nacquero per caso. Una sera dell'ottobre 1898 Elgar improvvisava sul violino, distratto, senza uno scopo. La moglie l'interruppe ammirando la bellezza di una melodia, della quale egli non si era neppure accorto. Stupito dall'entusiasmo di lei, Elgar, ritrovata la melodia, la accomodò, e poi chiese. «Ti fa pensare a qualcuno?», «Certo, a Billy Baker che esce dalla stanza». In quel momento di serata in famiglia le Variazioni stavano nascendo. A lady Elgar (C.A.E.) toccò la prima variazione, a Billy Baker, William Meath Baker (W.M.B) la quarta e così via. Fu dunque naturale che Elgar dedicasse la sua opera «a tutti gli amici che sono qui ritratti». Da un secolo non c'è più nessun enigma nelle iniziali dei nomi, perché i dedicatari sono stati identificati tutti.

Eppure un altro enigma non è stato sciolto e forse non lo sarà mai. Nelle note di programma per la prima esecuzione l'autore dichiarò che «lungo e sopra la costruzione 'procede' un altro tema più ampio che non si suona» e che nessuno ha individuato: un contrappunto nascosto, per il quale si è ipotizzato di tutto, da un tema di Mozart a una canzone popolare.

«Non c'è un gran guadagno artistico o musicale nel risolvere l'enigma di ogni personaggio; l'ascoltatore dovrebbe sentire la musica come musica, e non darsi nessuna fatica nelle complicazioni di un “programma”», dichiarò Elgar. Ed è giusto. Eppure ogni personaggio è raffigurato in questa musica con caratteri così netti, nella figura, nei gesti, nel comportamento, nelle manie, che qualche curiosità pratica è più che giustificata.

I (C.A.E.) Caroline Alice Elgar, la moglie. II (H.D.S-P.) Hew David Stuart-Powell, un pianista dilettante, che suonava con Elgar in un trio, e si allenava improvvisando sulla tastiera arpeggi su varie tonalità. III (R.B.T.) Richard Baxter Townshend, un vecchio eccentrico di Oxford, con una voce profonda che all'improvviso diventava acuta e stridente. IV (W.M.B.) il già incontrato William Meath Baker, che una volta uscì a precipizio dalla stanza sbattendo la porta (a Lady Elgar era rimasto il divertito ricordo). V (R.P.A.) Richard Penrose Arnold, figlio del poeta e critico Matthew Arnold; R.P.A. era un melomane «sarcastico e spiritoso». VI (Ysobel) Isabel Fitton, una suonatrice di viola, allieva di Elgar, qui rappresentata con affettuosa simpatia (e appunto le viole con una bella frase aprono la variazione). VII (Troyte) Arthur Troyte Griffith, architetto, malaccorto dilettante di pianoforte. VIII (W.N.) Winifred Norbury, amica degli Elgar: il brano descrive la quiete del suo castello settecentesco. IX (Nimrod) August Johannes Jaeger, un amico tra i più cari di Elgar, qui in una delle variazioni più ricche e sincere: «Ho trascurato i tuoi modi esteriori e ho visto soltanto l'anima buona, amabile, onesta che è in te», gli dichiarò l'autore. X (Dorabella, Intermezzo) Dora Penny, che evidentemente ricordava a Elgar la ragazza civetta di Così fan tutte: tutta la musica poeticissima è un fruscio alato e gentile con soste, incertezze, riprese, perché la Penny balbettava un po'! XI (G.R.S.) George Robertson Sinclair era organista nella cattedrale di Hereford, ma «la variazione non ha niente da fare con organi o cattedrali né con G.R.S. se non alla lontana. Le prime battute me le ha suggerite il suo grosso bulldog Dan», il quale era caduto nel fiume e con grandi sforzi ma allegramente era tornato a riva. XII (B.G.N.) Basil G. Nevison, un buon violoncellista e «un caro amico di sempre». XIII (***Romanza) La pagina più romantica e profonda. Una donna in viaggio per mare, alla quale è rivolto un intimo augurio (il clarinetto cita una stupenda melodia di Mendelssohn, da Meeresstille und glückliche Fahrt): un altro enigma. A chi pensa, con tenerezza non troppo celata, Elgar? Si è creduto per molto tempo che la donna fosse l'aristocratica lady Mary Lygon, e Elgar in un suo libro di ricordi del 1913 aveva, più o meno, confermato l'ipotesi. Di recente N. Reed (in The Musical Times, agosto 1984) ha avanzato l'ipotesi probabile che si tratti di una giovane americana, un amore nascosto di Elgar, Julia Worthington, morta proprio nel 1913. XIV (E.D.U. Finale) È Elgar stesso, chiamato familiarmente 'Edoo' dalla moglie. Con ironia e umoristica solennità il musicista nel ritrarre se stesso esprime la gratitudine alla tradizione sinfonica di cui sa con gioia di far parte. E si congeda dall'Ottocento, fiducioso nel futuro.

Piergiorgio Odifreddi

Ogni cosa della vita sembra un gioco di numeri o di ordine matematico per il professore.

Nella sezione “biografia” del suo sito internet si troverà scritto solo: anagrammi di Piergiorgio Odifreddi - 1) “rigido, rigido e perfido”; 2) “oggidì preferirò Iddio”. Un personaggio fuori dal comune. Una persona che ama gli enigmi e anche far sorridere i suoi ammiratori.

Classe 1950, Odifreddi è matematico, logico e saggista.

Ha studiato matematica in Italia, Stati Uniti e Unione Sovietica, e insegnato logica presso l’Università di Torino e la Cornell University. Il suo lavoro scientifico riguarda la logica matematica, in particolare la teoria della calcolabilità, che studia potenzialità e limitazioni dei calcolatori.

Collabora con La Repubblica e Le Scienze, e nel 2011 vince il premio Galileo per la divulgazione scientifica. Tra i suoi libri ricordiamo la trilogia logica C’era una volta un paradosso (Einaudi, 2001) e Le menzogne di Ulisse (Longanesi, 2004), la trilogia geometrica C’è spazio per tutti, Una via di fuga e Abbasso Euclide! (Mondadori, 2010, 2011 e 2013), la trilogia biografica In principio era Darwin (Longanesi, 2009), Hai vinto, Galileo (Mondadori, 2009) e Sulle spalle di un gigante su Newton (Longanesi, 2014) e il volume scritto con Benedetto XVI Caro papa teologo, caro matematico ateo (Mondadori, 2013). Per Rizzoli ha pubblicato Come stanno le cose (2013) e Il museo dei numeri (2014).

I saggi scientifici di Piergiorgio Odifreddi, che l'hanno posto ai vertici mondiali della sua disciplina, sono stati spesso in testa alle classifiche di vendita, dei veri best sellers come i volumi Dalla Galilea a Galileo, Labirinti dello spirito, Divertimento geometrico (2003), Il diavolo in cattedra (Einaudi, 2003) a Zichicche (Dedalo, 2003).

Il lavoro divulgativo di Piergiorgio Odifreddi esplora le connessioni fra la matematica e le scienze umane, dalla letteratura alla pittura, dalla musica agli scacchi e sta portando la scienza su vari media, forte di uno spirito acuto e brillante e di una cultura vastissima.

Maurizio Lomartire

Maurizio Lomartire è attivo come compositore, arrangiatore, violinista, violista e direttore d’orchestra. Ha collaborato e collabora con artisti di fama come Bacalov, Piovano, Amoyal, Apap, Rosenberg e con orchestre internazionali, quali l'Orchestra Filarmonica “Klassica” di Pietroburgo, l'Orchestra Filarmonica di Poznan, l'Orchestra di Stato del Messico e molte altre.

Ha studiato violino e viola con Janssen, Stochmialek e Dervishi, oltre ad aver conseguito la laurea in Musicologia. Si è dedicato alla direzione d’orchestra studiando con Bellugi, Kalmar e Panula. Svolge attività concertistica come strumentista e direttore in Italia e all’estero. Ha diretto prime esecuzioni di opere di Ferrero, Saracino, Tamborrino e Garcia Abril.

Dal 1997 al 2008 è stato Direttore musicale dell’Orchestra Ico della Magna Grecia di Taranto. Da qualche anno si è avvicinato con grande consenso al jazz come autore ed esecutore. Insegna presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari.

Maurizio Lomartire suona strumenti Yamaha e Cantini. La sua musica è pubblicata da Eleutheria Edizioni Musical.

Orchestra della Magna Grecia

Nasce nel 1992 per volontà di un gruppo di musicisti animati dalla voglia di realizzare il sogno di dare ai giovani talenti della loro terra l'opportunità di esprimersi, emergere, affermarsi nel mondo attraverso la musica. Da allora questo percorso continua grazie ad un binomio di entusiasmo ed energia che ha permesso all’orchestra di diventare nel 2003 Istituzione Concertistica Orchestrale (ICO). L’orchestra, in tutti questi anni, sotto la direzione artistica di Piero Romano, scrive la sua storia condividendo idee e progetti con importanti direttori e solisti d'eccezione quali Bellugi, Agiman, Nanut, Cassuto, Ventura, Kantorov, Bruson, Maggio Ormezowsky, Maisky, Askenazy, Camino, Zimerman, Lupo, Ciccolini, Solenghi, Stewart, Canino, Bloch, Bollani, Noa, Feidman, Amoyal, Krylov, Devia, Ughi, Bosso, Barra, Desideri, Camilo e molti altri. Dal 2005 al 2017 il ruolo di direttore principale è stato ricoperto dal famoso compositore Luis Bacalov, recentemente scomparso. Dal 2012 il direttore musicale dell'orchestra è il grande musicista Luigi Piovano.

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