Salva

Salva

L'accademia calcio Monte per la promozione del settore calcistico giovanile di Monte Sant'Angelo

Published in Altri Sport Written by  Aprile 13 2017 font size decrease font size increase font size
Rate this item
(0 votes)

L’importanza dello sport nell’educazione e nella formazione dei giovani è al giorno d’oggi fondamentale, soprattutto all’interno di comunità come quella angiolina dove la disgregazione sociale e l’invasività di fenomeni criminali come la mafia stanno caratterizzando gli ultimi anni di convivenza sociale. Allo scopo di mantenere viva la passione per lo sport e di diffondere la pratica calcistica, trasmettendo ai ragazzi nati dal 2000 al 2011 i rudimenti del gioco del calcio, è nata circa 2 anni fa l’Accademia calcio Monte, che mette a disposizione, dei bambini e degli adolescenti fino ai diciassette anni, istruttori esperti e qualificati, molti dei quali con un passato da calciatori nell’Unione sportiva garganica, la società calcistica nata intorno agli anni cinquanta del secolo scorso che precedette la nascita del Monte Sant’Angelo calcio, quello che è attualmente il nuovo sodalizio calcistico che vide la luce una decina di anni fa grazie all’impegno di alcuni imprenditori montanari decisi a salvare dal fallimento il glorioso Monte.

I tre soci promotori e fondatori della nuova accademia calcio Monte sono Matteo Cotugno, ex difensore del Monte negli anni ottanta-novanta, Vittorio De Padova, con un passato nelle giovanili sempre del Monte, Niccolò Lauriola, da sempre appassionato di calcio, tutti e tre intenzionati a creare una vera e propria accademia giovanile, in modo da sostituire la scuola calcio che esisteva fino a poco più di due anni fa e che evidentemente non soddisfaceva più le esigenze di una società che negli ultimi anni si è evoluta a tal punto da passare dalla Terza categoria alla Promozione. A parlare al cronista de l’Attacco è Matteo Cotugno, colonna del Monte agli inizi degli anni novanta, selezionato addirittura dalla Nazionale militare, un giocatore che ha militato in Eccellenza quando l’Unione sportiva garganica se la batteva con le migliori squadre della Regione per raggiungere la Serie D, un traguardo che la società angiolina per la verità non ha mai raggiunto.

“Abbiamo intrapreso questa nuova avventura sportiva – rivela Cotugno a l’Attacco – al fine di valorizzare il settore giovanile montanaro, che negli ultimi anni, in un certo senso, languiva. I bei tempi del N.A.G.C. sono finiti ormai da un pezzo e un po’ tutti sentivamo l’esigenza di promuovere il calcio a Monte Sant’Angelo partendo dalle fasce d’età più verdi, in modo da tentare di lanciare qualche giovane più interessante anche nei campionati professionistici. Per questo – dice sempre Cotugno – abbiamo deciso di affiliarci oltre che alla Federazione Giuoco Calcio anche all’Udinese calcio, una società, quella friulana, che ha fatto del potenziamento del settore giovanile il suo credo. L’Udinese al giorno d’oggi è una delle società al mondo più organizzate dal punto di vista giovanile, proponendo sempre giovani molto interessanti talvolta impiegati in Serie A, ma anche in Premier League o in Championship e nella Liga Spagnola.

Ogni mese gli esperti del settore tecnico dell’Udinese fanno una capatina a Monte Sant’Angelo per degli incontri formativi coi ragazzi iscritti all’Accademia Calcio Monte, incontri che si ripetono nel corso della stagione e che permettono ai circa duecento ragazzi, seguiti dai nostri istruttori, di ampliare le conoscenze sulle tecniche e sulle regole del Gioco del Calcio, per uno sport da tutti ritenuto il più bello del mondo e per questo seguito da milioni di appassionati in Italia e all’estero. Il nostro intento – spiega Cotugno – è quello di insegnare ai bambini i rudimenti di uno sport come il calcio che ormai è diventato popolare in ogni angolo del Pianeta, ma anche risponde all’esigenza di promuovere la socializzazione tra i ragazzi montanari, educandoli e formandoli al rispetto di sé e dei propri amici, e nel contempo abituandoli alle difficoltà della vita”.

Lealtà e riguardo per gli avversari sono in realtà i principi cardine cui si ispira l’accademia-calcio montanara, anche allo scopo di togliere decine e decine di bambini dalla strada. Gli allenamenti si svolgono più o meno due volte a settimana negli impianti comunali come il campo sportivo nuovo, la palestra “Bisceglia” e la palestra della scuola elementare Tancredi, permettendo a tutti gli iscritti di seguire le lezioni impartite da istruttori e allenatori qualificati e titolati. Questo l’organigramma dell’Accademia calcio Monte: Vittorio de Padova, presidente; Matteo Cotugno vicepresidente; Stefano Ciociola segretario; Giuseppe Sansone e ancora Matteo Cotugno (allenatori Uefa B) del settore allievi; Luigi Lauriola, Niccolò Lauriola, Giuseppe Cassa per la categoria esordienti; Michele Lauriola e Simone Lombardi per la categoria pulcini; Vittorio de Padova per la categoria Primicalci; Stefano Ciociola e Potito di Marzio per la categoria Piccoliamici.

Tra gli iscritti ci sono anche 4 ragazze desiderose di apprendere la tecnica e le regole del football, ma in maggioranza, come è ovvio, le lezioni vengono impartite ai giovanissimi, agli esordienti e ai pulcini, che in questo mese di aprile saranno impegnati in una serie di incontri agonistici che potrebbero proiettarli verso una maggiore notorietà e che daranno loro la possibilità di calcare nel mese di giugno la Dacia Arena di Udine, se solo riusciranno a fare bottino pieno negli incontri preliminari di San Severo e Ordona. Per le altre categorie, i rispettivi campionati stanno ormai per concludersi, dopo una stagione in cui sono stati tanti gli appuntamenti agonistici in cui i ragazzi montanari dell’Accademia calcio sono stati impegnati. “Dal punto di vista però delle infrastrutture – lamentano un po’ tutti gli istruttori – ci sarebbero dei servizi che andrebbero migliorati, a cominciare dall’impianto di illuminazione dello stadio che presenta ben due fari non idonei , che vanno riparati al più presto per consentire gli allenamenti in notturna, soprattutto invernali. In secondo luogo andrebbe creato, all’interno degli spogliatoi, un reparto anche femminile per consentire anche alle atlete di sesso femminile di cambiarsi e farsi la doccia, tutte migliorie a cui dovrebbe pensare la pubblica amministrazione”, magari anche in persona dei commissari prefettizi che governeranno fino all’11 giugno.

Matteo Rinaldi

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

L'Angolo di Mimì Palena

Fototeca a cura di Arcangelo Palumbo

1.jpg