Ludovico Abbaticcchio, garante dei diritti dei minori della Regione Puglia prova a spiegarlo in modo semplice. Perché bisogna ricordare il 25 aprile 1945, cosa è successo e cosa significa per noi oggi.
Lo fa con una lettera indirizzata ai ragazzi e alle ragazze con un’analogia di immediata comprensione. Il giorno della Liberazione, quello nel quale, con la proclamazione dell’insurrezione generale di tutte le forze della resistenza e per la libertà, l’Italia e le sue città, si sono liberate contro l’occupazione nazifascista, è il giorno nel quale la “classe” vittima del bullo di turno, si ribella e si libera delle sue prepotenze e angherie. Il bullo è il regime fascista, il governo autoritario che non permetteva libertà di espressione e di dissenso, che vietava i partiti politici, che sopprimeva e puniva ogni forma di diversità, di razza, di orientamento sessuale, di religione.
Forme di regime che ancora esistono, spiega Abbaticchio ai ragazzi. “Il 25 aprile serve proprio a questo – conclude la sua lettera il garante – a ricordarci che la libertà non è come il Wi-Fi, se non la difendi, la perdi. Per questo è importante rispettare le regole e le leggi che il nostro Paese si è dato, grazie alla libertà di voto e di espressione e alla nostra ‘madre’: la Costituzione”.
La lettera ai ragazzi
“CARE RAGAZZE E RAGAZZI,
perché è importante festeggiare il 25 Aprile?
Avete presente il bullo che comanda in classe, decide chi sta nel gruppo WhatsApp e chi no, e se parli male di lui te la fa pagare?
Circa 80 anni fa l’Italia era così, ma su scala nazionale.
Il governo faceva il bullo, niente partiti, niente giornali liberi. Se eri ebreo, gay, Rom o semplicemente contrario, rischiavi il carcere.
Il 25 aprile è il giorno in cui gli studenti di allora i partigiani hanno cacciato quel bullo. Non erano supereroi, avevano spesso la vostra età. Sandra Gilardi, per esempio, aveva solo 15 anni quando faceva la staffetta.
Oggi la libertà è poter dire ciò che pensi, anche sui social, senza finire in prigione. È scontato? No, in molti Paesi non è così.
Il 25 aprile serve proprio a questo: a ricordarci che la libertà non è come il Wi-Fi, se non la difendi, la perdi.
Per questo è importante rispettare le regole e le leggi che il nostro Paese si è dato, grazie alla libertà di voto e di espressione, e alla nostra “madre”: la Costituzione”.
LUDOVICO ABBATICCHIO, Garante Minori Regione Puglia