Ancora sangue sulle strade cittadine di Foggia. Erano circa mezzogiorno quando alla periferia sud di Foggia, precisamente su via Cerignola (tutti la conoscono ancora come via Bari), all’altezza dell’incrocio “Quadrone delle Vigne”, subito dopo il cavalcaferrovia, è avvenuto un conflitto a fuoco tra due auto.
Nella sparatoria, coinvolte più persone, è rimasto ucciso il 33enne Giuseppe Stefano Bruno, nipote di Gianfranco Bruno, soprannominato “primitivo”, contiguo alla batteria Moretti della “società” foggiana, storica criminalità mafiosa locale.
Nel conflitto a fuoco son rimasti feriti il padre, Pasquale, e il fratello, Saverio, della vittima e, dai rilievi della polizia scientifica il presunto omicida.
Sul posto son giunte diverse pantere della polizia di stato, ambulanze e unità della polizia locale per gestire la viabilità immediatamente interrotta nei due sensi di marcia.
Dalla prima ricostruzione sembrerebbe che il presunto killer era a bordo di una Lancia Musa e avrebbe affiancato i tre uomini della famiglia Bruno, che presumibilmente erano usciti o di ritorno alla propria abitazione ubicata nei pressi dell’agguato, sparandogli. Rimasto ferito ad un braccio, il presunto omicida, originario di Manfredonia, sarebbe fuggito per poi essere catturato.
Sul posto la polizia ha rinvenuto una pistola, di calibro 9, presumibilmente appartenente a una delle persone coinvolte nella sparatoria. Inoltre, parrebbe che sul posto vi fossero altre persone che hanno partecipato al raid di fuoco. I feriti sono stati trasportati sia al Policlinico Riunti di Foggia e sia alla Casa di Sollievo Sofferenza di San Giovanni Rotondo, quest’ultimo con elisoccorso per le critiche condizioni cui versava.
Le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile di Foggia, che non esclude nessuna pista, tutte apparentemente valide, cui la più accreditata sarebbe un regolamento di contri tra batterie mafiose foggiane o con una del sipontino. Non escludono neanche un’azione solitaria per come si è svolto l’agguato e da chi.
Aggiornamento ore 16:30
Rosa Barone (M5S): “Incrementare presidi di vigilanza e rafforzare la sicurezza sul territorio. Chiesto incontro al Prefetto”.
“La città di Foggia continua a vivere una situazione estremamente delicata sotto il profilo della sicurezza. L’agguato in via Cerignola, in pieno giorno, in cui è stato ucciso Stefano Bruno, e sono rimasti feriti il padre e il fratello, parenti di Gianfranco Bruno vicino al clan Moretti, è solo l’ultimo di una serie di episodi avvenuti nelle ultime settimane.
L’ipotesi di un regolamento di conti rende sempre più urgente quanto chiediamo da tempo a tutti i livelli: una sezione dedicata della DDA che possa stanziare qui, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Serve una maggiore e più visibile presenza dello Stato e incrementare i presidi di vigilanza e i sistemi di controllo del territorio.
Desidero ringraziare le Forze dell’Ordine per il lavoro straordinario che svolgono ogni giorno, spesso in condizioni difficili, ma è evidente che da sole non possono bastare: servono più uomini, più mezzi, più prevenzione.
Come M5S stiamo lavorando per questo, con interrogazioni parlamentari e presenterò una mozione per impegnare la Giunta regionale a sensibilizzare il Governo nazionale a valutare ogni iniziativa utile a rafforzare la sicurezza nella nostra provincia. Insieme agli altri eletti della provincia di Foggia ho chiesto un incontro con il Prefetto Paolo Giovanni Grieco. Vogliamo dare risposte chiare ai cittadini di Foggia”.
Giandonato La Salandra (FdI), componente della Commissione parlamentare Antimafia: “Foggia non può essere ostaggio della violenza criminale”.
“Quanto accaduto a Foggia rappresenta un’allarmante escalation della violenza mafiosa sul territorio. L’agguato odierno si inserisce in una scia di sangue chiaramente riconducibile alla criminalità organizzata, a regolamenti di conti che mirano a riaffermare il controllo mafioso attraverso la violenza e l’intimidazione.
Tra l’altro, nelle ultime settimane Foggia ha già visto un omicidio e un femminicidio sconvolgere la comunità: un quadro inaccettabile.
Non può esserci alcuna zona grigia: serve innanzitutto sostenere senza esitazioni il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.
Come componente della Commissione parlamentare Antimafia, chiederò che venga mantenuta alta l’attenzione su Foggia e sull’intera Capitanata, affinché nessun territorio venga lasciato solo di fronte alla pressione delle organizzazioni criminali. La legalità deve prevalere, senza compromessi”.