La Strada Regia delle Calabrie | ph. Italia.it
Dopo 8 anni di ricerche sul campo è stata riscoperta la Strada Regia delle Calabrie, l’antica via di collegamento che in alcuni punti si incrocia anche con la Consolare Romana che conduceva a Roma.
Nasce il Press Tour – Strada Regia delle Calabrie – siti paleocristiani – opere ingegneristiche d’epoca romana e ottocentesche sconosciute, appartamenti reali, geositi come le Grotte di Pertosa e Auletta, borghi antichi, taverne che hanno ospitato Gioacchino Murat e Garibaldi, antiche stazioni postali ancora intatte ed in piena natura, le scritte in latino di benvenuto ai viandanti del Gran Tour.
La Strada Regia delle Calabrie è la strada attraversata anche da importanti eserciti! Ben 2200 anni di storia, 260 chilometri, 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province, 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo.
“Otto anni di ricerca fatta sul campo, camminando a piedi centimetro dopo centimetro, studiando le mappe storiche e con le cartografie alla mano siamo riusciti a ritrovare l’antica Strada Regia delle Calabrie che è la via di più lunga del Sud Italia, percorsa in 2000 anni di storia. Abbiamo trovato antiche taverne ottocentesche, monumenti, luoghi, siti archeologici e tratti di strada abbandonati, inoltrati in meravigliosi boschi. Ad esempio abbiamo ritrovato anche il basolato originale della Consolare Romana che collegava anticamente il Sud con il Nord. Siamo riusciti a trasformare questa ricerca anche in un progetto georeferenziato e a farlo diventare un possibile itinerario turistico. Porteremo la stampa in questi posti, alle taverne che hanno ospitato Murat, Garibaldi, oratori come Cicerone e vedremo tante cose originali come la maestosa Fontana della Regina, a Sicignano degli Alburni, in piena natura. Entreremo in taverne d’epoca borbonica. Vedremo le maestose opere ingegneristiche secolari e di epoca romana che sono in aree talmente interne che non sono mai state raggiunte dalla stampa. Ben 2200 anni di storia, 260 chilometri, 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province, 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo, grandi opere di ingegneria romana e borbonica come gli splendidi ponti, basiliche, chiese, siti religiosi, siti archeologici, musei di scienze naturali e geo – scienze, grotte come Pertosa-Auletta, ipogei. Tutto questo è “La Strada Regia delle Calabrie” che la stampa vedrà. La Strada Regia delle Calabrie è un’antica via di comunicazione che univa le città di Napoli e Reggio Calabria. Era la più lunga e importante via di comunicazione terrestre dell’Italia Meridionale, che ricalca in gran parte il tracciato della più antica strada di epoca romana nota come “via Popilia” o “Capua-Regium”. L’abbiamo riportata alla luce dopo otto anni di ricerche e di studio condotti sul campo, studiando antiche cartine, ritrovandone tratti storici in piena vegetazione, ma anche Epitaffi di fine ‘700. Una strada importante attraversata dai viaggiatori del Gran Tour, dai grandi eserciti, da importanti scrittori. Di tutto questo abbiamo ritrovato le testimonianze, le tracce e le mostreremo”. Lo ha annunciato Luca Esposito, architetto, autore del Progetto e Studio sulla Strada Regia delle Calabrie, referente della valorizzazione dei Borghi di Archeoclub D’Italia.
Oggi, grazie alla Regione Campania e all’Anci Campania, è realtà il Press Tour lungo l’antica Strada Regia delle Calabrie.
Dalle Ville del Miglio d’Oro al Ponte Vicereale sul fiume Sele, dalla visita al tratto originario della Strada Regia delle Calabrie con l’epitaffio di Ferdinando IV di Borbone con il quale si dava il benvenuto ai viandanti ed in particolare ai viaggiatori del Gran Tour. La stampa vedrà il tratto stradale romano della Consolare Romana, ma anche la Taverna della Duchessa, stazione di posta integra, risalente a fine ‘700.
“Vedremo un Museo diffuso unico fatto di archeologia, natura, storia. Saremo in una località che si chiama Scorzo, località dove i viaggiatori del tempo si fermavano per pranzare e la stampa pranzerà in una taverna là dove si fermavano anche gli antichi romani, gustando i piatti della tradizione degli Alburni. Tanta bellezza! Entreremo nelle Ville del ‘700, visiteremo appartamenti reali di regge ottocentesche, ma spazieremo dalle Ville Vesuviane a siti archeologici interni del Cilento. Ammireremo la Fontana di Zuppino ma anche la Fontana della Regina, luogo dove c’era una sorgente e dove, durante un lungo viaggio, si fermò a bere la sposa di Ferdinando di Borbone. Da allora il re per ringraziare eresse una fontana bellissima. Un capolavoro artistico straordinario in piena natura. Vedremo il Ponte Romano della Difesa ed entreremo nel borgo medievale di Auletta, scenderemo nelle Grotte di Pertosa che rappresentano un geosito di valore internazionale. Poi saremo al Ponte di Campestrino che è davvero impetuoso, altissimo. Si tratta di una delle più imponenti opere ingegneristiche del tempo, lungo il quale sarà possibile anche vedere cappelle. Queste cappelle erano fondamentali. All’epoca i viaggi erano pericolosi e nascondevano insidie, soprattutto quando erano viaggi di necessità e lunghi e dunque si affidava il proprio viaggio alle preghiere. Vedremo le antiche stazioni postali che abbiamo ritrovato, Stazioni postali del ‘700 e ‘ 800, con i punti di ristoro del tempo, persino gli stalli d’epoca. Un mondo dove tutto si è fermato. La Strada Regia delle Calabrie abbraccia tratti urbani – ha continuato Esposito – anche Epitaffi settecenteschi in città, ma anche Epitaffi come quello di Serre, in piena natura. La Strada Regia delle Calabrie rimette al centro anche tutti i borghi delle aree interne della Campania, tagliati fuori dalle moderne vie di collegamento. Un tempo, questi borghi, erano attraversati da una delle più importanti vie di collegamento e dunque erano parte del circuito economico ma anche turistico del tempo. Con questo progetto diamo una seconda vita ai borghi interni”.
I luoghi del Gran Tour ma anche di eserciti! Ma si entrerà in Basiliche Paleocristiane del salernitano, sull’antica strada Regia, si visiteranno il Museo Archeologico e Parco Archeologico di Ercolano.
La stampa alloggerà in ville del ‘700. Un Tour completo che vuole raccontare l’antica via di collegamento con visite alle Ville del Miglio d’Oro. E tanti saranno i siti di grande valore. Percorrerà lo storico tracciato dell’antica via borbonica che univa Napoli con le estreme province del sud Italia. Un percorso che attraverserà paesaggi e borghi autentici, raccontando tradizioni e aneddoti storici, che aiuterà a comprendere le potenzialità turistiche e culturali di luoghi straordinari.
Un’iniziativa fortemente voluta dalla Regione Campania, che ha creduto e supportato finanziariamente il progetto di Archeoclub d’Italia, con la collaborazione di ANCI Campania per tutte le delicate fasi di sviluppo operativo.
Da Napoli a Casaletto Spartano, sono 35 i comuni campani che, insieme agli altri borghi di Basilicata e Calabria, hanno siglato un protocollo d’intesa con Archeoclub per la promozione e il rilancio in chiave culturale di questo affascinante itinerario storico. Per la maggior parte sono piccoli paesi delle aree interne del nostro Meridione – ha dichiarato Luca Esposito – che per secoli hanno dato ospitalità e ristoro a viaggiatori, militari, funzionari di stato, staffette postali e ai numerosi aristocratici che nel Settecento si recavano in visita nei luoghi del “Grand Tour”, attraversando territori che all’epoca erano sconosciuti e impervi, su cui si tramandavano racconti di fatti misteriosi e cruenti.
E’ proprio questa la via percorsa dall’esercito tedesco in ritirata durante la Seconda Guerra mondiale, inseguito dalle truppe alleate. Quella su cui viaggiavano gli emigranti per imbarcarsi da Napoli e partire per le Americhe. E’ la stessa via percorsa prima da Pisacane e poi da Garibaldi durante l’epopea risorgimentale. L’arteria lungo la quale si muovevano le truppe piemontesi per attuare l’aspra repressione del brigantaggio. Prima ancora la percorse Carlo V d’Asburgo, nel suo viaggio trionfale di rientro dalla celebre crociata in territorio africano. Poi Giuseppe Bonaparte, Gioacchino Murat, il Cardinale Ruffo a capo dell’esercito della Santa Fede e tantissimi altri.
Con questo Press Tour, faremo conoscere con più vigore le bellezze, la storia, le antichissime tradizioni di ospitalità e accoglienza di questi luoghi. Ci rivolgeremo a tutti gli appassionati di storie sorprendenti e dimenticate, ai sostenitori del rispetto del paesaggio e della sua integrità, ai cultori dei sapori genuini e intensi della tradizione gastronomica meridionale ed a tutti gli amanti di quei racconti che aiutano a riscoprire l’identità di un popolo gentile, troppo spesso dimenticato”.
Per info contattare l’addetto stampa nazionale dell’Archeoclub d’IItalia, il sig. Giuseppe Ragosta al numero telefonico 392596745