“L’ennesima tragedia annunciata: le parole di sdegno e di cordoglio non bastano più. Si intervenga concretamente per mettere fine a questa inarrestabile catena di morti sul lavoro nel siderurgico di Taranto dove ormai la sicurezza non è garantita”.
E’ quanto dichiara il segretario generale Confil Luigi Minoia dopo la morte questa mattina nell’ex Ilva del giovane operaio dell’indotto Loris Costantino che a 36 anni lascia moglie e due figli. “In attesa che la magistratura faccia il suo corso nella individuazione delle cause e delle responsabilità e in attesa di un futuro sempre più incerto con migliaia di famiglie al collasso – prosegue il segretario generale della Confederazione Italiana Lavoratori – chi ha il dovere di intervenire si assuma fino in fondo il suo ruolo. Non si può più lavorare in un contesto dove mancano le condizioni minime di sicurezza”. Alla famiglia del giovane operaio la Confil esprime vicinanza e sgomento per la tragedia che l’ha colpita.
Sull’argomento interviene anche l’associazione Mai Più nata in Puglia anche come centro studi e di assistenza legale gratuita e tutela delle vittime di infortuni e malattie professionali, con una quindicina di sedi già operative in provincia di Bari: «Morti, infortuni, malattie professionali non sono casualità, non sono incidenti che capitano, sono conseguenze di una catena di mancanze che si possono sanare: le parole, lo sdegno, la rabbia, il dolore non servono, non bastano. L’ennesima giovane vita strappata nella fabbrica dell’acciaio deve indurci ad una riflessione collettiva sulle responsabilità di tutti”. Lo dichiara il presidente dell’associazione “Mai Più vittime sul lavoro” Giuseppe Filannino dopo la morte questa mattina nell’ex Ilva di Taranto del giovane operaio dell’indotto Loris Costantino. “Mai morte sul lavoro può aver meno senso di questa, nell’ex Ilva dove la vita è più fragile di una piuma, si muore sul lavoro oggi come tante altre volte ieri. La fabbrica dell’acciaio che ha reso l’economia della città di burro e che ne impedisce la chiusura. Che senso ha tener in piedi un qualcosa che crea morte, povertà, inquinamento, malattie? Siamo accanto alla famiglia di Loris e a tutte le famiglie delle vittime sul lavoro. Fermiamoci!».
«Esprimo Il mio cordoglio più sincero alla famiglia del lavoratore e a tutti i colleghi che in queste ore di nuovo stanno piangendo la morte di un loro compagno, Loris Costantino. Ancora una volta in poche settimane siamo costretti a commentare una tragedia, dopo la scomparsa a gennaio di Claudio Salamida, caduto in circostanze che sembrano assurdamente simili a quelle di oggi. Ora si dovranno cercare le cause e individuare le responsabilità. Abbiamo fiducia nelle indagini, ma è chiaro che se non si interverrà nell’immediato con maggiori controlli, ogni giorno lavorare all’ex Ilva significa rischiare la propria vita» dichiara il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
«Chiedo con forza che si metta immediatamente in campo un piano straordinario di controlli, manutenzione e risanamento degli impianti che garantisca la sicurezza di tutti i lavoratori e che si avvii con decisione il percorso di decarbonizzazione: in queste condizioni, senza interventi immediati e risolutivi, anche a seguito della sentenza del Tribunale di Milano, l’acciaieria non ha futuro». conclude Decaro.