Stazione AV Cervaro (layout)
Il caso della stazione AV di Foggia. Emblema dei ritardi che nuocciono ai cittadini e alle imprese meridionali. A cura di Pasquale Cataneo, Consigliere comunale e componente Comitato sorveglianza MIT FSC 2014-2020.
Nel 2026, a circa 15 anni dalla firma del CIS AV/AC Napoli-Bari e verso la fine del PNRR, tra Puglia e Campania il collegamento ferroviario diretto le collega così: Distanza: ~350 km | Tempo di viaggio attuale: 5 ore | Velocità commerciale media: ~70 km/h.
Il Frecciarossa diretto Lecce-Bari-Napoli debutterà evidenziando ancora il divario infrastrutturale esistente tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord. Mentre i governatori di Puglia e Campania, entrambe regioni governate da oltre vent’anni quasi esclusivamente dal csx, plaudono al risultato, i cittadini e le imprese subiscono servizi e tempi con standard molto distanti da quelli presenti nel resto del Paese.
Al Nord, tratte di simile lunghezza si coprono nella metà del tempo, con frequenze doppie o triple e binari adatti all’Alta Velocità reale. Da 15 anni e a costi adeguati a qualità/quantità.
Il miraggio del 2030 e le promesse della politica a Sud
I ‘’festeggiamenti’’ istituzionali dei presidenti di Puglia e Campania per il ‘’nuovo’’ collegamento nel 2026 rischiano di tradursi in una parodia per l’utenza, pendolare e non. La vera svolta è rimandata a fine 2030, anno in cui dovrebbe finalmente completarsi l’intera linea AV/AC per collegare Bari e Napoli in due ore, e Bari e Roma in tre ore.
Questo cronoprogramma mette a nudo, a 80 anni dalla nascita della Repubblica, un ritardo storico non ancora colmato: il Centro-Nord beneficia da oltre quindici anni e dopo ingenti investimenti pubblici, di connessioni ultra-rapide e ad alta frequenza di AV Ferroviaria. La mappa ferroviaria italiana restituisce nel 2026 invece, a 3 lustri dal CIS NA-BA e alla fine del PNRR, l’immagine di una nazione con due parti distinte, separate da investimenti asimmetrici e con ritardi inaccettabili nel Mezzogiorno.
Il caso stazione AV Foggia: l’opera infinita dal 2017
L’emblema di questa asimmetria e del ritardo è la nuova stazione Foggia Alta Velocità CUP: J24C20000000009 . Inserita nella programmazione strategica fin dal 2017 tramite le schede del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020 su proposta partita dal Comune dauno. Il vantaggio tecnico: eviterebbe l’inversione di marcia dei treni nella stazione centrale di Foggia, tagliando come da progetto,11 minuti per i treni veloci e 15 minuti per gli Intercity.
L’infrastruttura, con un rapporto eccezionale costi/benefici e tempi di realizzazione molto contenuti sconta invece, incomprensibilmente, ritardi cronici che si ripercuotono da circa un decennio su tutti i fruitori, pugliesi e non, e sulle finanze pubbliche. Infatti il costo della stazione se fosse stata fatta rispettando il primo cronoprogramma, sarebbe stato di 40 mln € e non i 100 attualmente previsti e sarebbe già entrata in funzione da oltre 6 anni riducendo, da sola, di 1/6 i tempi di percorrenza previsti dal CIS NA-BA tra la Puglia e la Capitale e 1/12 tra la Puglia e Napoli. E cosa accade oggi?
La cantierizzazione dell’opera è ancora solo sua carta, l’inizio della prima fase funzionale è slittata al 2027, la seconda parte del progetto ancora priva di coperture finanziarie integrali!
Il Mezzogiorno continua a viaggiare a scartamento ridotto
I ritardi incomprensibili, le opere finanziate a meta e l’inaugurazione di tratte spacciate per “veloci” con medie commerciali da linea regionale dimostrano che, senza il completamento dei cantieri chiave, la parità infrastrutturale resterà un obiettivo lontano e i cittadini e le imprese meridionali non avranno gli stessi servizi e opportunità del resto del Paese nell’80° anniversario della Repubblica. E, intanto, i Presidenti di Puglia e Campania plaudono…
Caro Presidente Mattarella pur non essendo, anagraficamente, più giovane continuo ad agire da sempre seguendo, in particolare, la Sua esortazione a loro dedicata nel messaggio di fine anno 2025: ‘’Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna.’’
Da cittadino italiano cerco di seguire, nel mio piccolo, il Suo fulgido esempio come servizio al Paese. Viva la Repubblica. Viva l’Italia. Una Sola, con pari opportunità e servizi, stessi doveri e diritti.