«200mila euro di soldi pubblici già buttati».
Una rinuncia che pesa come un macigno sul futuro delle famiglie foggiane e che certifica il fallimento politico e amministrativo dell’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo. Con la deliberazione di Giunta comunale numero 164 del 30 giugno 2026 – approvata in fretta e furia alla vigilia della scadenza e con l’assenza strategica della stessa sindaca – la maggioranza del Campo largo ha formalizzato la resa, prendendo atto del definanziamento e rinunciando a ben 7,3 milioni di euro di fondi PNRR (progetto M4C1I1.1) destinati alla realizzazione e al recupero di cinque asili nido comunali. E che dire dello svilimento degli aspetti psico-pedagogici e di altra natura richiamati nella lettera aperta, recentemente inviata alla Sindaca, oltre al concreto passo indietro, l’ennesimo, rispetto alla strumentalizzazione, purtroppo usata pedissequamente in campagna elettorale, della maggiore occupabilità delle donne foggiane nel mercato del lavoro?
A denunciare con forza l’accaduto sono i consiglieri comunali di Civica Italia e Forza Italia di Foggia, P. Cataneo, F. Nunziante, R. Di Mauro, M. Pellegrino, G. Mainiero e P. Rignanese che parlano di un “disastro annunciato” gravissimo per l’intera comunità.
“Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di approssimazione e incapacità gestionale”, dichiarano i consiglieri di opposizione. “Mentre vige il silenzio da parte del vertice di Palazzo di Città, la Giunta, spinta dalle relazioni degli assessori Galasso (Lavori Pubblici), Emanuele (Bilancio) e Di Molfetta (Istruzione), cancella con un colpo di penna cinque strutture fondamentali per l’infanzia e per la conciliazione dei tempi vita-lavoro delle mamme foggiane. La scusa dell’aumento dei costi, lievitati fino a 12 milioni di euro complessivi, non regge: una pianificazione seria e una contrattazione tempestiva con i ministeri avrebbero evitato questo epilogo umiliante”.
I consiglieri di opposizione mettono in evidenza i 324 posti complessivi andati in fumo (tra i nuovi progetti di viale Gandhi-via D’Addedda, via De Palma-via Gramsci, via Parini-via Monsignor Farina e i recuperi in zona viale Kennedy e via Nedo Nadi), e il danno erariale strisciante.
“Oltre al danno, c’è la beffa economica”, incalzano i dieci dell’opposizione. “La delibera 164 ammette che sono già stati spesi oltre 200 mila euro di soldi pubblici dei foggiani per indagini preliminari, verifiche sui terreni e progettazioni tecniche. Soldi letteralmente gettati al vento per opere che non vedranno mai la luce. È inaccettabile che si paghino fior di quattrini per studi tecnici legati a finanziamenti che poi si abbandonano per manifesta incapacità gestionale dei quadri economici”.
“Il mandato dato ai dirigenti per cercare ‘nuove opportunità di finanziamento’ è solo un timido e goffo tentativo di salvare la faccia davanti alla città, specie dopo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha già formalmente risposto picche alla richiesta di fondi alternativi. Chiediamo immediata chiarezza in Consiglio Comunale. Foggia non può continuare a perdere i treni del welfare unitamente a quelli dello sviluppo per colpa di un’amministrazione paralizzata e priva di visione”, concludono i rappresentanti di Civica Italia e di Forza Italia.