Baia Zaiana - la strada abusiva in cemento | ph. Veronika Pelikan
Puntualmente, ogni anno, principalmente prima dell’apertura della stagione estiva, anche durante tutto l’anno giacché si parla di un’area protetta insistente nel Parco Nazionale del Gargano, ritorna sulle cronache la Baia di Zaiana, quel tratto di costa della spiaggia paradisiaca garganica, a Peschici, usurpata nel suo intimo essere naturale dalle mani mistificatrici dell’uomo.
Nel merito si sta parlando del tratturo che porta alla spiaggia trasformata in strada cementificata anziché lasciato in terriccio. Sull’argomento si sono espressi “senza se e senza ma” il commissario straordinario del Parco, l’avv. Raffaele Di Mauro con una video-intervista a L’Immediato, la consigliera regionale Rosa Barone che ha chiesto audizione nella Commissione Ambiente della Regione Puglia.
Sul punto, però e giustamente, con un monito a non dimenticare. interviene Vincenzo Rizzi, noto naturalista e ambientalista di Foggia oltre che curatore scientifico del Museo di Storia Naturale di Foggia, di seguito riportata.
«In merito alla vicenda della Baia di Zaiana, esprimo vivo apprezzamento per la presa di posizione del Commissario del Parco Nazionale del Gargano, Dott. Raffaele Di Mauro, che con equilibrio, serietà e senso delle istituzioni ha voluto richiamare l’attenzione su una questione di grande rilevanza ambientale, paesaggistica e civile.
Il suo intervento conferma un principio fondamentale: l’ambiente non può e non deve avere un colore politico, ma deve essere riconosciuto e tutelato come patrimonio comune e come responsabilità condivisa da tutte le istituzioni e dall’intera comunità.
In territori segnati da questioni complesse e stratificate nel tempo, è particolarmente importante che chi ricopre ruoli pubblici scelga di intervenire con chiarezza e responsabilità, contribuendo a elevare il confronto e a restituire centralità all’interesse generale. Per questa ragione, la posizione assunta dal Commissario Di Mauro rappresenta un segnale importante, tanto sul piano istituzionale quanto su quello culturale.
Da rappresentante di una storica associazione ambientalista, ritengo doveroso rivolgere un ringraziamento pubblico per un intervento che ha avuto il merito di affrontare con lucidità e misura una vicenda che merita attenzione, trasparenza e scelte coerenti.
Allo stesso tempo, mi auguro che questa presa di posizione non resti isolata. Anche gli altri esponenti istituzionali del territorio sono chiamati a esprimersi, con altrettanta chiarezza e senso di responsabilità, su una questione che riguarda non solo il presente della Baia di Zaiana, ma anche l’idea di tutela e di futuro che si vuole costruire per il Gargano.
Quando è in gioco un bene di tale valore, il silenzio non aiuta. Serve invece una convergenza istituzionale ampia, seria e concreta, capace di mettere al centro la difesa del paesaggio, dell’ambiente e dell’identità dei luoghi».