Baia Zaiana - la strada abusiva in cemento | ph. Veronika Pelikan
Stop alla cementificazione della strada che porta al mare. È ciò che la Soprintendenza ha formalizzato con un atto in autotutela dell’architetto Anita Guarnieri ritirando, di fatto, l’atto che precedentemente il comune di Peschici, cui dipende la baia, aveva presentato per dar via libera al progetto, pur sapendo che l’area insiste in quella protetta nel Parco Nazionale del Gargano.
In altre parole, Baia Zaiana deve rimanere quel paradiso naturalistico che la contraddistingue e nessun intervento supplettivo che lo possa alterare, specie cementizio, dovrà mutarne la morfologia. Almeno questo è quello che si spera, giacché negli anni si è assistito all’insistente intervento di mani e menti umane a stravolgerne paesaggio, uso e abuso, sia con procedimenti ad hoc, sia con contestazioni e anche prevaricazioni.
Esultano, con piedi in terra, le varie associazioni naturalistiche e ambientali come WWF e Pro Natura. Quest’ultima, per voce del suo vicepresidente nazionale, dott. Vincenzo Rizzi, definisce l’autotutela «strumento utile a sostenere percorsi di sostanziale regolarizzazione di un intervento che ha inciso su uno dei luoghi più belli e fragili del Gargano», un tempo mal interpretato durante opinioni pubbliche, anche istituzionali.
Da qui il richiamo di Pro Natura all’art. 9 della Costituzione Italiana, che testualmente cita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”, commentando a margine della nota stampa a riguardo che «Un passaggio importante, non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello civile e istituzionale”, sottolineando come Baia Zaiana rappresenti “un caso emblematico del rapporto tra legalità, tutela del paesaggio e credibilità delle istituzioni».
Un passo in avanti verso il rispetto della natura e della sua biodiversità, patrimonio non solo dell’umanità ma anche per le future generazioni che ne potranno godere, anche per la legalità che a corrente alternata su questa baia ha sempre avuto mani estranee, in sintesi fa sapere Rizzi, che prosegue: «Zaiana merita legalità, ripristino e verità. E oggi, grazie a questo atto di autotutela, siamo un passo più vicini a un’esigenza di giustizia dovuta al paesaggio e ai cittadini che, in questi anni, non hanno smesso di chiedere trasparenza e rispetto delle regole».
Ora per il comune peschiciano sarà un percorso all’indietro poiché con il ritiro dell’atto in autotutela dell’architetto Anita Guarnieri giuridicamente quella strada non potrà più essere considerata infrastruttura legale e perciò va demolita, in virtù della sua esistenza abusiva in una zona vincolata, e ripristinata quella naturale.
«Il gesto della soprintendenza ha riaffermato che la difesa dei beni comuni non può essere piegata a letture forzate né sacrificata a scorciatoie interpretative», conclude Pro Natura con il dott. Vincenzo Rizzi ringraziando Soprintendenza e l’architetto Anita Guarnieri.
L’area è stata anche oggetto di audizione presso la Commissione Ambiente della Regione Puglia su formale richiesta della consigliera del M5S Rosa Barone.