Svolta nelle indagini sugli omicidi di Lello Capriati, 41 anni, ucciso a Torre a Mare, sul lungomare sud di Bari il 1° aprile 2024, e di Filippo Scavo, 42 anni, ritenuto esponente del clan Strisciuglio, ucciso il 19 aprile scorso in una discoteca di Bisceglie, nella Bat, entrambi a colpi d’arma da fuoco. Quattrodici presunti esponenti di spicco dei due clan (Capriati e Strisciuglio da anni contrapposti per il controllo del territorio e del traffico di droga), in guerra tra loro da diversi anni nel capoluogo pugliese, sono stati arrestati e fermati nel corso di una operazione della Direzione Distrettuale Antimafia condotta congiuntamente da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Dalle prime luci dell’alba, è in corso una vasta attività di perquisizioni e controlli I dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 nella sede la Procura della Repubblica di Bari.
Aggiornamento post-conferenza
Tra i fermati anche tre giovani tra i 21 e i 22 anni, tra cui Dylan Capriati, nipote di Lello Capriati, ritenuto responsabile – insieme ad altri – dell’omicidio di Filippo Scavo, 42 anni, ucciso il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie. La vittima era considerata figura di rilievo del clan Strisciuglio.
Secondo gli inquirenti, l’agguato in discoteca sarebbe stato pianificato nei dettagli: dalla presenza della vittima nel locale all’individuazione dei sicari, fino al primo tentativo fallito all’esterno e alla successiva irruzione armata culminata negli spari e nella fuga.
Il delitto Scavo viene ritenuto una risposta all’uccisione di Lello Capriati, 41 anni, avvenuta il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, sul lungomare sud di Bari. Un’escalation di violenza che si inserisce nella storica faida tra i due clan, attiva dal 1997.
Complessivamente sono 11 gli arresti e 3 i fermi eseguiti nell’ambito dell’inchiesta. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza.
“Lo Stato ha dimostrato la sua capacità di reazione”, ha dichiarato il procuratore di Bari Roberto Rossi, sottolineando però la necessità di rafforzare l’ufficio Gip del Tribunale: “I numeri sono insufficienti, va potenziato perché è in difficoltà. Faccio mio l’appello del procuratore nazionale antimafia Melillo”.
Le indagini, coordinate dall’aggiunto Giuseppe Gatti, hanno fatto luce su due omicidi simbolo della nuova fase dello scontro mafioso nel capoluogo pugliese.
A riportarlo quest’oggi è l’agenzia Adnkronos.
nota del presidente della Regione Puglia all’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.
“L’operazione portata a termine oggi dalla Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, con il coordinamento dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ci rasserena tutti e ci restituisce l’operato della squadra dello Stato che ancora una volta testimonia la sua presenza e straordinarie capacità di intervento -. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Puglia per i provvedimenti cautelari che questa mattina hanno portato a svariati arresti nella città di Bari –. Quello che stava accadendo in queste settimane era estremamente pericoloso, sia sul fronte della legalità sia sulla percezione di insicurezza che si stava insinuando nelle nostre comunità fino addirittura a indurre tante persone a limitare i propri comportamenti sociali per paura. Di questo ne erano consapevoli soprattutto gli inquirenti e le Forze dell’ordine che nel giro di poco tempo hanno dato a tutti un segnale importante anche sul fronte del controllo del territorio, a cominciare dalle strade e dalle piazze delle nostre città che devono essere di proprietà dei cittadini. Purtroppo non possiamo dire che l’allarme sia circoscritto al capoluogo di regione – prosegue il presidente – visto quanto sta accadendo nella città di Foggia, dove pure si è tornato a sparare per strada, nel nord barese, dove ancora qualche giorno fa è stato ammazzato un cittadino innocente, o a Villa Castelli, nel brindisino, dove è stata incendiata l’automobile del sindaco Giovanni Barletta a cui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Siamo certi che l’operato della magistratura e delle Forze dell’ordine sia al massimo delle loro possibilità e l’arrivo del ministro Piantedosi, annunciato per la prossima settimana, è un segnale concreto della presenza dello Stato sul nostro territorio”.
nota del consigliere Pd Domenico De Santis.
“L’operazione di questa mattina, che ha portato all’arresto di 11 persone e al fermo di altre tre, fra cui elementi di spicco dei clan Capriati e Strisciuglio, è un segnale importante contro una criminalità pericolosa e arrogante, che cerca di farsi sempre più largo.
Oggi lo Stato ha dimostrato la sua presenza grazie al lavoro della Direzione distrettuale antimafia, dei magistrati e degli investigatori, che meritano un plauso per il risultato raggiunto.
Le indagini sono state rapide e non hanno lasciato scampo ai presunti responsabili di questa recrudescenza criminale, con quanto avvenuto fra Bari e Bisceglie.
Grazie ai Carabinieri, alla Polizia e alla Guardia di Finanza, che hanno partecipato all’operazione odierna dando una risposta chiara. Lo Stato c’è a tutela della sicurezza delle città e dei cittadini”.
nota dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Tonia Spina e Andrea Ferri.
“Esprimiamo il più sentito ringraziamento alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e al Comando provinciale dei Carabinieri della Bat per la brillante operazione che ha portato all’arresto di 14 esponenti dei clan Capriati e Strisciuglio. Si tratta di una risposta concreta, tempestiva e determinata alle tensioni registrate nelle ultime settimane sul territorio di Bisceglie e di un segnale forte della presenza dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata in Puglia.
Un plauso particolare va all’importante e capillare attività investigativa condotta sul territorio della nostra Provincia dai Carabinieri, che si confermano presidio fondamentale di legalità e sicurezza per le nostre comunità. Lo Stato c’è ed è presente: nonostante le difficoltà, dimostra di avere il controllo del territorio e di saper rispondere con fermezza a ogni forma di criminalità. Alla Procura della Dda e a tutte le forze dell’ordine impegnate in questa operazione va il nostro sincero apprezzamento per l’impegno quotidiano e il senso dello Stato dimostrato”.
nota del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Tommaso Scatigna.
“Desidero esprimere la mia gratitudine e quella di tutta la comunità barese sana nei confronti della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e del Comando provinciale dei Carabinieri della Bat per la brillante operazione che ha portato all’arresto di 14 esponenti dei clan Capriati e Strisciuglio.
Lo Stato c’è e non tarda a farsi sentire con efficacia ogni qual volta bisogna tutelare le nostre comunità che pretendono di vivere in sicurezza. La legalità è un baluardo che va difeso costantemente e la lotta alla criminalità organizzata va condotta strenuamente come, ancora una volta in queste ore, lo Stato ha saputo dimostrare. Nessuno di noi, nella propria vita quotidiana, abbassi mai la guardia o si lasci sopraffare dalla paura. Ma sia piuttosto sempre fiducioso che magistratura e forze dell’ordine sono al nostro fianco”.