Il Questore della BAT, dott. Alfredo Fabbrocini
Capitanata e BAT, due territori, due province sotto assedio della mafia, di bande criminali organizzate e improvvisate da teste calde in assenza di quei vertici oggi in galera, molti al 41bis.
È lo scenario tracciato ed incontrovertibile di due aree ben conosciute dal dott. Alfredo Fabbrocini, oggi Questore della BAT, ieri capo della Squadra Mobile di Foggia, colui che il 13 maggio 2011 a Monte Sant’Angelo, nella frazione di Ruggiano, arresta Giuseppe Pacilli, alias “Peppe U’ Montanar”, prima ex autista e uomo di fiducia del capo “clan dei montanari” Francesco li-Bergolis, poi braccio operativo del successore Franco li-Bergolis, nipote di Francesco.
Lo sfondo evidenziato non è rassicurante, alla luce anche di criminalità ben dotata di persone affiliate, conniventi e fiancheggiatrici, e per una presenza di Forze dell’ordine non sufficienti. È ciò che il Questore in un’intervista a La Gazzetta del Mezzogiorno ha reso pubblico dopo aver annunciato, anche in sede di Commissione Antimafia, un altro distretto stabile a Bisceglie, dal vicino mese di giugno, della Polizia di Stato, operativo fin da subito ma in prova per tre mesi.
«La provincia di Barletta-Andria-Trani è oggi sotto l’attacco di due criminalità. Parliamo di aree spesso sprovviste di presidi stabili, dove i controlli diventano difficili da garantire con continuità ed efficacia» spiega il dott. Fabbrocini riferendosi alla criminalità organizzata, che non è solo mafia ma bande di assaltatori, rapinatori a vario titolo e in particolar modo di autovetture. Difatti, le aree succitate, seppur ben definite da confini criminali invalicabili, a volte s’intrecciano e a volte collaborano. E son quelle della “società” foggiana che nell’insieme delle varie batterie che la costituiscono e clan della provincia di Foggia è stata ribattezzata “quarta mafia”, e quella nord barese della BAT con influenze di quella barese.
Un insieme che combattuto unendo le forze e le sinergie delle varie Forze dell’ordine e loro reparti, come g’ avviene, rende vita molto difficile a ci delinque. Ma non basta. Alfredo Fabbrocini rincara la dose, affermando (sempre a La Gazzetta del Mezzogiorno) che con il nuovo distretto a Bisceglie: «Saremo più presenti sul territorio e potremo operare in sinergia con le altre forze di polizia» Ma «In particolare manca ancora una presenza stabile nelle città di Margherita di Savoia, San Ferdinando e Trinitapoli, che confinano con il Foggiano. Continueremo a lavorare per rafforzare la copertura del territorio».
L’evidenza è sotto gli occhi di tutti. Ci vorrebbero più commissariati, oltre alle già operative caserme dell’Arma e Fiamme Gialle. Tuttavia, quello di Bisceglie diverrà stabile ma solo dopo gli annunciati tre mesi di prova, un banco propedeutico per future iniziative similari per altre città, Ministero volendo.