La prima foto scattata dalle Brigate Rosse il 19 marzo 1978 [fonte: www.fabioruini.eu]
Durante quei tremendi, interminabili e indimenticabili 55 giorni di prigionia ad opera delle Brigate Rosse, il Presidente della Democrazia Cristiana l’on. Aldo Moro comunicò epistolarmente con alcuni membri del partito, dello Stato, del governo, con la Chiesa e il Vaticano, senza ricevere risposte. Ebbe un’intensa attività epistolare, a senso unico però, che mantenne ogni giorno con ben 96 lettere, poche divulgate, molte censurate dalle stesse Brigate Rosse. Lettere ovviamente scritte per chiedere sforzi maggiori per la sua liberazione. Scritti per comunicare a sua moglie, ai suoi figli, ai suoi cari, le condizioni in cui si trovava e di intercedere per la sua vita, perché intese fin dall’inizio essere ad un passo dalla morte. Più volte le BR lo avevano già condannato, ricordandogli che il processo politico era al termine e la condanna era certa, quella capitale.
Senza star qui a pubblicarle tutte, si utilizza il lavoro svolto da un sito che meticolosamente in ordine cronologico le ha raggruppate tutte. È www.anniaffollati.it, come descritto «un piccolo sito amatoriale senza fini di lucro, che non intende certo ricostruire la storia italiana ma, consapevole dei propri limiti e basandosi solo su una grande passione, proverà a rievocare alcuni momenti della nostra storia recente. Concentreremo il nostro racconto su fatti avvenuti tra gli anni sessanta e gli anni ottanta del secolo passato».
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Buona lettura
Comunque, per chi volesse approfondire l’attività della Commissione parlamentare sul Caso Moro può visitare il web site www.gerograssi.it, troverà documenti interessanti e inediti.
Ad Maiora!
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