16 marzo 1978, Via Mario Fani, Roma. Rapimento dell'on. Aldo Moro e uccisione della sua scorta [foto: ANSA]
Roma, 21 gennaio 2016, dopo attente analisi e lettura dei documenti che la Commissione parlamentare sul rapimento del Pres. Moro ha prodotto ad oggi, l’onorevole Gero Grassi, componente, nonché fautore della stessa commissione, ha rilasciato questa dichiarazione.
“Abbiamo acquisito le foto dell’archivio de Il Messaggero e tra queste c’è anche quella pubblicata oggi dal giornale. Abbiamo chiesto un riscontro ai Ris e vedremo l’esito di questa analisi. Solo dopo potremo dire se quell’uomo ripreso sul muretto di via Fani, di fronte al bar Olivetti, sia il famigerato Antonio Nirta, confidente del generale Delfino, infiltrato, ‘ndranghetista. Nirta all’epoca aveva 57 anni mentre la foto mostra un trentenne: potrebbe trattarsi di qualcuno della sua famiglia ma è solo una ipotesi. La faccenda è molto delicata ma, intanto, conferma che la Commissione si sta muovendo lungo binari seri: tutto quello che alla fine metteremo in fila saranno ‘fatti’. Superfluo sottolineare che l’esistenza di quello scatto è stata ‘accantonata’: nonostante si trovasse in un archivio nessuno ha svolto le immediate, indispensabili e doverose analisi investigative. Vorremmo dire che al delitto Moro, nella migliore delle ipotesi, è stata riservata solo una dose enorme di superficialità: purtroppo mi pare che ci sia ben altro”.
Ad Maiora!
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