La nave aeromobile "portaerei " Giuseppe Garibaldi | ph. Marina Militare
Il 09 marzo 2026 Il gruppo consiliare pugliese del M5S depositò una mozione, a prima firma della consigliera Annagrazia Angolano, per chiedere alla Giunta di esprimere parere negativo alla cessione della portaerei “Giuseppe Garibaldi” alla Repubblica Indonesiana poiché la definì «un altro duro colpo per Taranto, un simbolo dell’identità stessa della città, che da decenni ospita le principali funzioni della flotta italiana».
Oggi, 14 marzo 2026 escono altre rivelazioni sulla richiesta di cessione della nave aeromobile portaerei “Giuseppe Garibaldi” della Marina Militare Italiana. Da fonti giornalistiche, cui il “Fatto Quotidiano” diede anticipazioni con l’articolo “Nave a Giacarta e affare Drass: la lettera dell’ok ministeriale“ a firma di Marco Lillo e Valeria Pacelli, parrebbe che l’affare di Stato sarebbe legato al famoso viaggio cosiddetto “privato/personale” del ministro della Difesa Guido Crosetto.
Rivelazioni denunciate con un video del deputato Mario Turco, vicepresidente M5S e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, confermando di aver depositato un’interrogazione parlamentare al riguardo, che testualmente dice: «Vi ricordate la presenza del ministro Crosetto a Dubai in pieno attacco USA nei confronti dell’Iran? Non era semplicemente in vacanza, perché apprendiamo da fonti giornalistiche che in quei giorni c’era il socio e presidente della Drass SPA e scopriamo anche da fonti giornalistiche dell’esistenza di una lettera d’intenti tra il governo italiano e quello indonesiano per trattare una doppia operazione. Da una parte il governo italiano cede gratuitamente la nave Garibaldi, simbolo della Marina italiana del valore di 54 milioni e in cambio si parla di una compensazione con una commessa affidata, guarda caso, alla Drass SPA, una società vicina al ministro Crosetto ed una società che scopriamo sempre da fonti giornalistiche che abbia finanziato anche la campagna elettorale di Fratelli d’Italia. Noi su questa operazione abbiamo depositato una interrogazione parlamentare e chiediamo al ministro Crosetto di chiarire l’interesse pubblico della nave Garibaldi con l’interesse privato della Drass SPA. Come si conciliano queste due operazioni?».
A quanto pare il ministro Crosetto non era propriamente (o solo) in vacanza a Dubai, come disse di essere lì per un viaggio di famiglia per “un periodo di ferie“, aggiungendo poi di esser partito per motivi istituzionali, infine per “lavorare perché si trovi un nuovo equilibrio in Medioriente”. Dunque, non sapeva dell’imminente attacco Israele-Usa all’Iran, anche se poi rimodulò “di non aspettarsi un’escalation del conflitto, dopo di aver raggiunto i suoi figli per metterli in salvo”.
Più versioni che non ha convinto la stampa d’inchiesta su quanto detto (forse ha convinto i giornalisti dei talk show che lo hanno intervistato), tant’è che il dubbio è sorto. Difatti, il Fatto Quotidiano ha scavato ed è riuscito a risalire al probabile, o presunto che sia, motivo di Crosetto a Dubai. In un pezzo pubblicato oggi, il Fatto scrive: «Turco fa riferimento a diversi articoli usciti sul Fatto Quotidiano a firma di Marco Lillo e Valeria Pacelli che approfondiscono il caso della nave Garibaldi e di alcune lettere, non mostrate dall’esecutivo al Parlamento, inviate dal capo dell’Agenzia Logistica del ministero della Difesa indonesiano, l’Air Marshall Yusuf Jahuari e dirette al capo della Direzione nazionale armamento del nostro ministero della Difesa italiano, Giacinto Ottaviani».
Ma il caso non è stato snocciolato solo dal Fatto e da Turco, anche da un giornalista d’inchiesta, Franco Fracassi, che sul suo canale Telegram ha pubblicato un video molto importante, spiegando nei dettagli ciò che potrebbe essere avvenuto, ovviamente scavando nei documenti pubblici e da fonti molto vicine agli attori della vicenda.
C’è un passo esplicativo in cui Fracassi fa capire il probabile motivo della presenza cosiddetta privata di Crosetto a Dubai, legata alla nave Giuseppe Garibaldi, la portaelicotteri italiana oggi dismessa, più che portaerei ma meglio presentarla così come aeromobile, dal valore di 54 milioni di euro che il governo Meloni voleva regalare alla Repubblica Indonesiana. Fracassi mette insieme il ministro, FdI e la Drass SPA azienda molto vicina a Fratelli d’Italia, che ricordiamo è il partito co-fondato da Guido Crosetto, tanto da finanziare la sezione toscana negli ultimi 4 anni. Nella Drass SPA, nei documenti del CDA di qualche anno fa compare un nome importante, Caio Giulio Cesare Mussolini, si, lui, il pronipote del Duce, dimessosi nel 2019 per candidarsi alle scorse europee in FdI, figlio di Guido che nel 2001 si candidò con Forza Nuova alle comunali a Roma, a sua volta nipote dell’altro Guido secondogenito del Duce. All’epoca della sua esperienza in Drass SPA era un dirigente, responsabile della divisione del Medioriente. Legami che indiscutibilmente mettono in relazione Crosetto, e perciò FdI, e Drass SPA e che pongono dovutamente degli interrogativi che, da persona pubblica e ministro qual è Crosetto, dovrebbe rispondere.
Sapremo la verità? O i cespugli che circondano questa ennesima azione dell’attuale governo italiano riusciranno a offuscare ciò che va detto?