La vicenda riguarda l’inchiesta “Ares”, nel 2019, dove emerse che a San Severo i clan locali, quello di Nardino e Testa-Lapiccirella, furono beccati dalla magistratura soprattutto per traffici illeciti di droga nella parte alta della Capitanata.
A distanza di qualche anno e dopo indagini la Direzione Investigativa Antimafia è riuscita a venir a capo di beni patrimoniali ottenuti con attività illecite. In particolare si riferiscono a quelle di Stefano Romano, dove la Corte d’Appello di Bari, su richiesta della Procura generale, ha confiscato al 37enne, ritenuto vicino al clan Nardino, un immobile e otto rapporti finanziari. La confisca giunge anche dopo la condanna a 7 anni di reclusione, sempre nel processo Ares, inflitta nel 2022 per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso e per associazione mafiosa.
Le indagini della DIA sono svolte con la precisa strategia di colpire e indebolire il sodalizio mafioso, per le attività criminali, colpendo anche i beni patrimoniali ottenuti ed accumulati illegalmente.