L'epigrafe che Federico II di Svevia fece scrivere per Foggia Imperiale
Romano Baratta interviene sull’esclusione di Foggia dal film dello Stupor Mundi Federico II di Svevia anch’egli definendolo “un falso storico”. Lo fa argomentando storicamente e cronologicamente sulla presenza dell’Imperatore a Foggia, perciò incontrovertibilmente riportando ciò che rimane di quel tempo, molto poco, solo un’epigrafe e un arco del portale del palazzo imperiale, ma che migliaia di libri testimoniano seppur con falsi storici. È la storia che lo sigilla, non un film o chi non ha voluto Foggia in esso. “La Meraviglia del Mondo”, il titolo del film del regista e produttore Francesco Lopez con la sua casa produzione indipendente OZ Film, con protagonista e co-produttore l’attore Riccardo Scamarcio, anch’egli con la sua società Lebowski, dedicato alla figura leggendaria dell’imperatore [ndr.]
a cura di Romano Baratta
Si, la storia scritta nei libri non sempre corrisponde agli effettivi accadimenti. Non tutto ciò che avvenne ci viene riportato.
Per esempio un falso storico è non indicare che Foggia fu dal 1223 sede di fatto del Sacro Romano Impero per volontà esplicita di Federico II che divenne imperatore del suddetto impero il 22 novembre 1220, incoronato a Roma da papa Onorio III.
I libri parlano sempre e solo, da Carlo Magno in poi, di Aquisgrana che nei fatti rimase solo come capitale spirituale o di Francoforte per la presenza dei feudatari tedeschi ma non lo erano nei fatti, perché la sede imperiale è dove l’imperatore risiede e decide che sia e Federico II decise, come fece incidere su pietra, che Foggia fosse SEDE IMPERIALE stabile della sua intera corte. L’epigrafe lo dichiara:
“HOC FIERI IVSSIT FREDERICVS CESAR VT VRBS SIT. FOGIA REGALIS SEDES INCLITA IMP(ER)IALIS”
(Federico Cesare ordinò che ciò fosse fatto affinché la città di Foggia fosse reale e illustre sede imperiale)
Leggete ciò che fece scrivere: reale e illustre SEDE IMPERIALE, non solo sede regale e quindi solo del regno di Sicilia.
Nell’epigrafe, nel corpo centrale è espressamente indicato che Federico II è imperatore Augusto (da tre anni) e Re di Sicilia (da 26 anni), quindi non solo Re di Sicilia
“R(E)G(NANTE) D(OMI)N(O) N(OSTRO)FREDERICO IMP(ER)ATO(R)E S(E)M(P)E(R) AVG(VSTO) III ET REGE SICIL(I)E AN(N)O XXVI”
Se Federico II è imperatore del sacro romano impero da tre anni e fece costruire un palazzo imperiale a Foggia nel 1223 dove spostò e decise che fosse la sede imperiale principale con la presenza di tutta la sua corte, va da sé che Foggia divenne Capitale del sacro romano impero di fatto, dove venivano prese le decisioni sia per l’impero che per il regno.
Non c’è bisogno che venga scritto in un libro da qualcuno. È la storia che dichiara. È la storia che lo ha inciso nei fatti avvenuti nonostante ci sia una ritrosia nel volerlo dire e dichiarare.
Federico II è sempre stato un personaggio scomodo e prendeva decisioni anche se non avvallate dai feudatari o dal papa.
La storia non è quella scritta nei libri, che possono escludere, sbagliare o dimenticare volutamente delle informazioni, ma ciò che nei fatti è realmente accaduto.
Ed è un fatto tangibile. Foggia fu Capitale del Sacro Romano Impero e Capitale del Regno di Sicilia di fatto. I feudatari tedeschi potevano pensare altro, ma l’imperatore aveva deciso di fatto dove collocare la sua sede.
A Foggia poi era presente una straordinaria corte culturale fatta di scrittori, architetti, scultori e etc…, riconosciuta, che gettò le basi per il successivo rinascimento, portando a Pisa il celebre Nicola de Apulia detto (poi) il Pisano. Anche queste informazioni non indicate nei libri soliti di storia dell’arte.
Va detto che nel periodo di Federico II le città più importanti furono due: Palermo e Foggia. Le altre hanno valore inferiore sia politico che culturale. Non basta avere un castello per prendere maggiore importanza rispetto a città che hanno visto distrutto il loro patrimonio culturale.
Foggia fu distrutta.
Foggia fu dimenticata.
Foggia ora è in ombra.
Qualsiasi elemento importante viene messo in ombra.
È ora di fare luce.
Quando a Foggia capiranno l’importanza storica e culturale della propria città ci potrà essere una rinascita. Ma spesso sono gli stessi cittadini a nascondere tale importanza, in una sorta di masochismo culturale e storico che viene perpetuato anche da chi le cose le conosce.
Facciamo luce.

L’iscrizione completa dell’epigrafe è:
+ SIC CESAR PIERIVS SIT OPVS ISTVD. P. TO BARTOLOMEVS SIC COM(M)S(I)S R(E)X TRIBVIT ID(E)O .
(Così l’Imperatore volle che quest’opera fosse splendida. Il protomastro Bartolomeo la eseguì, e per questo il Re lo ricompensò)
“+ A(N)NO AB INCARNATIO(N)E M. CC. XXIII. M(ENSE) IVNII XI IND(ICTIONE) R(E)G(NANTE) D(OMI)N(O) N(OSTRO)FREDERICO IMP(ER)ATO(R)E S(E)M(P)E(R) AVG(VSTO) III ET REGE SICIL(I)E AN(N)O XXVIHOC OPVS FELICIT(E)R INCEPTVM EST P(ER) P(RAE)FATV(M) D(OMI)N(V)M P(RAE)CIPIETE(M)”
(Nell’anno dell’Incarnazione del Signore 1223, nel mese di giugno, undicesima indizione; regnante il nostro signore Federico, Imperatore sempre Augusto, al suo terzo anno d’Impero e ventiseiesimo anno come Re di Sicilia; quest’opera fu felicemente iniziata per ordine del predetto signore)
“HOC FIERI IVSSIT FREDERICVS CESAR VT VRBS SIT. FOGIA REGALIS SEDES INCLITA IMP(ER)IALIS”
(Federico Cesare ordinò che ciò fosse fatto affinché la città di Foggia fosse reale e inclita sede imperiale).
Romano Baratta
Light Artist, Lighting Designer, Climate Designer, sperimentatore (1979), Romano Baratta vuole rivoluzionare il modo di illuminare gli spazi, in quanto troppo ingessati e non idonei al benessere sociale.
Ha studiato scenografia presso L’Accademia di Belle Arti di Brera e si è specializzato in Lighting al Master in Lighting Design di Brera con docenti del calibro di Piero Castiglioni. Clicca qui per saperne di più.