nota di Pasquale Cataneo, Consigliere comunale di Foggia Civica Italia.
«Intanto a Foggia la Guardia di Finanza ci celebra, Bari ci cancella e la Sindaca tace».
L’esclusione di Foggia e di gran parte di Capitanata dal film “La Meraviglia del Mondo” su Federico II si trasforma in un caso politico e culturale. A riaccendere la miccia è il consigliere comunale Pasquale Cataneo, che parla apertamente di una «ferita identitaria e di incomprensibili, scellerate omissioni» da parte della giunta Episcopo e della Regione Puglia, incapaci di far rispettare la storia della città che fu sede regale e imperiale per quasi trent’anni.
Il paradosso: Celebrata dalle Fiamme Gialle, dimenticata dal cinema barese
A rendere lo “sfregio” ancora più stridente è un paradosso istituzionale che arriva dalle colonne del mensile “Il Finanziere” (giugno 2026). Da un lato, la Guardia di Finanza – un’istituzione che vanta ben 252 anni di storia – viene precisato nel pregevole editoriale Speciale Festa del Corpo del mese corrente dal titolo “Perché Foggia”. La forza di polizia più antica l’ha scelta per le sue celebrazioni d’alto profilo “calandosi pienamente nella politeia di Foggia’’, riconoscendo la centralità strategica, economica e storico-culturale del capoluogo dauno: “territorio rigoglioso e diversificato nelle sue risorse naturali, operoso, anche se talvolta forse non pienamente valorizzato” e legandola esplicitamente alla visione amministrativa e d’avanguardia del sovrano svevo, esaltandone il territorio «le cui pagine di storia e cultura furono così magnificamente scritte da Federico II di Svevia, non a caso detto Stupor Mundi».
Dall’altro lato, invece, la produzione cinematografica barese ha scientemente ignorato questo ruolo “documentato, centrale e unico” di Foggia come sede regale e imperiale, cancellandola dai luoghi della pellicola dedicata a Federico II. Ed accade così che mentre i vertici nazionali della Guardia di Finanza riconoscono la centralità storica federiciana di Foggia , la produzione cinematografica barese, finanziata da Apulia Film Commission (AFC), Rai Cinema e il Ministero della Cultura, la ignora e Palazzo di Città tace, seppur – come precisato dall’eletto nell’ultima seduta di Consiglio Comunale del 22 giugno sul Consuntivo 2025, il Comune di Foggia- ha versato circa 90mila euro ad AFC quale quota associativa nel triennio 2024-2026.
Una “storia stuprata”: La rottura politica e la richiesta di riscatto
Cataneo accusa la maggioranza di aver accettato passivamente l’ennesima scelta Bari-centrica, elencando una serie di atti rimasti lettera morta: dalla delibera comunale di febbraio 2024 al programma “Foggia: storia, segni e sogni di Federico II”, fino alla mancata individuazione della sede a Foggia della Fondazione “Secondo Federico” (prevista dalla legge regionale 31/2023), e da lui sollecitata quando ci fu l’adesione ad AFC con Delibera C.C. di Foggia n.253/2024.
«È anche per questi motivi che siamo usciti dalla coalizione» – affonda il colpo Cataneo, evidenziando come il Comune abbia tradito il proprio claim elettorale “non è tutta un’altra storia”. L’esponente meridionalista lancia un ultimatum: «Comune e Regione Puglia, anche tramite Apulia Film Commission, possono e devono porre rimedio».
«Faccio un appello urgente e diretto a tutti i consiglieri regionali e ai parlamentari eletti in Capitanata: – chiosa Cataneo – uscite dal silenzio, prendete una posizione netta e fate sentire la vostra voce a Bari per fermare questo scippo culturale e storico sollecitando Regione Puglia e AFC al rispetto dello statuto e del passato che Foggia merita, e di intervenire a Roma presso il Ministero della Cultura e Rai Cinema per ripristinare l’obiettività e il rispetto della storia.»
Foggia e l’intera Capitanata non accetteranno di essere tradite dalla storia riferita nel docufilm.