Stefania Rago
Un tragico evento è stato quello che ha scosso tutta la città di Foggia, quello del 23 aprile scorso per il femminicidio della 46enne Stefania Rago uccisa dal marito, dal 48enne Antonio Fortebraccio, guardia giurata, con 4 colpi della pistola in dotazione.
Mentre uno degli avvocati dei figli dei coniugi, Jessica e Michael di 27 e 23 anni, l’avv. Michele Sodrio (l’altro è l’avv. Salvatore Ammirati), conferma il delitto come “femminicidio”, il Tribunale di Foggia – Ufficio GIP convalida il fermo del Fortebraccio come indiziato di delitto, avvenuto al termine di una lite nella loro abitazione.
L’uomo avrebbe colpito la donna con quattro colpi di arma da fuoco mentre si trovava nella camera da letto, per poi presentarsi presso la Stazione Carabinieri di Foggia Principale. Immediatamente i Carabinieri e personale sanitario si erano precipitati a casa della coppia, constatando il decesso della donna e rinvenendo la pistola – verosimilmente utilizzata per il delitto – su un comodino della stanza.
L’arrestato, incensurato, in fase di interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il GIP ha convalidato il fermo dei Carabinieri e ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere, contestando all’indagato il reato di femminicidio.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, non può essere considerato colpevole fino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.