Il Comune di Foggia
nota del Consigliere comunale di Foggia, Pasquale Cataneo.
«Mentre l’Europa rialloca 35 miliardi del Fondi di Coesione anche per l’emergenza abitativa e l’Italia ne intercetta uno, il capoluogo dauno perde treni milionari. L’affondo: “Maggioranza assente e risorse PNRR a rischio, così la città muore”.
Il paradosso di Foggia sta tutto in due numeri: da una parte i 34,6 miliardi di euro che l’Europa ha appena sbloccato per le priorità urgenti (di cui uno destinato dall’Italia esclusivamente alle politiche abitative); dall’altra lo zero che segna la casella delle risposte amministrative locali. Mentre Bruxelles e Roma ridisegnano le mappe degli investimenti per rispondere alla crisi sociale, a Palazzo di Città il motore sembra rimasto imballato.
Il treno europeo e il “muro” del P.U.G.
L’occasione è ghiotta: la revisione intermedia dei fondi di coesione 2021-2027 permette oggi di convogliare risorse massicce verso l’edilizia sostenibile e la rigenerazione urbana. Un’ancora di salvataggio per una città che vive da anni una cronica emergenza abitativa, con centinaia di famiglie in attesa di un alloggio dignitoso e intere aree urbane segnate dal degrado, strutturale e sociale, e dall’abusivismo.
Eppure, la risposta della politica locale appare segnata dall’ostruzionismo. L’ultimo Consiglio comunale ne è la prova plastica: la mozione per un dibattito monotematico urgente sul Piano Urbanistico Generale (PUG) è naufragata tra tatticismi e mancanza di numero legale che una maggioranza dovrebbe garantire. Un segnale inequivocabile di disinteresse per quello che dovrebbe essere il documento strategico per il futuro economico e sociale del territorio.
Il dossier Housing sociale e i ritardi della Giunta
Non va meglio sul fronte dell’Housing sociale. Nonostante il voto favorevole del Consiglio sull’interesse pubblico, le procedure restano impantanate in un labirinto burocratico. Sotto accusa finisce anche la delibera di Giunta n. 177 dello scorso luglio, rea di non aver recepito il percorso del Documento Programmatico Preliminare approvato nel 2019, ignorando anni di programmazione e rallentando ulteriormente gli interventi necessari.
Una provincia agli ultimi posti: il “medico studia, il malato muore”
I dati macroeconomici scattano una fotografia impietosa: nel 2024 la provincia di Foggia è scivolata all’ultimo posto in Italia per reddito familiare. Mentre Bari e la BAT mostrano segnali di ripresa, la Capitanata arretra, schiacciata da una disoccupazione giovanile e femminile ai vertici nazionali.
“Mentre il medico studia, l’ammalato muore”: è questo il commento amaro che sintetizza la gestione attuale. L’elenco delle occasioni mancate è lungo e pesante:
- 120 milioni di euro per il trasporto rapido di massa “dirottati” verso Lecce;
- Risorse perse per il superamento del ghetto di Borgo Mezzanone;
- Fondi PNRR per asili nido e alloggi che rischiano di sfumare definitivamente.
L’appello: “Invertire la rotta contro lo spopolamento”
Questa “ignavia amministrativa” non è solo un problema contabile, ma una condanna allo spopolamento e marginalità sociale ed economica. Senza una visione corale e una sterzata politica immediata, Foggia resterà a guardare gli altri territori crescere. “È inaccettabile”, è il grido d’allarme, mio e di altri colleghi consiglieri, rivolto a chi è pronto a uscire da questa condizione di minorità per ridare dignità a una città e a una provincia che non meritano di essere gli ultimi della classe».