Federico II di Svevia, lo "Stupor Mundi"
a cura di Pasquale Cataneo, Consigliere comunale e componente Coordinamento CIVICA ITALIA Foggia.
L’esclusione dal film su Federico II è un insulto alla storia. Quella vera.
L’esclusione di Foggia e di gran parte della Capitanata — Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Incoronata, Apricena — dalle riprese del film La Meraviglia del Mondo, dedicato alla figura di Federico II di Svevia, rappresenta una ferita culturale e identitaria per un territorio che fu, per quasi trent’anni, una delle sedi politiche e simboliche più importanti dello Stupor Mundi. Una scelta che appare in palese contrasto con la documentazione storica e con il ruolo centrale che Foggia ebbe nella vita politica, amministrativa, scientifica e personale dell’imperatore svevo.
Foggia, capitale politica dell’Impero svevo
Dopo l’incoronazione del 1220, Federico II trasferì il baricentro politico del Regno dalla Sicilia alla penisola. Foggia, crocevia naturale tra Nord, Tirreno e Adriatico, fu scelta per la sua posizione strategica e per l’assenza di poteri urbani forti, che ne facilitò l’inserimento nel demanio imperiale.
Tra il 1222 e il 1223 sorse la domus imperiale, un complesso residenziale e amministrativo che divenne uno dei fulcri del governo svevo. La testimonianza più significativa è l’arco superstite del Palazzo Imperiale, accompagnato dalla celebre epigrafe:
«Hoc fieri iussit Fredericus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sedes inclita imperialis».
Un’affermazione inequivocabile: Federico II volle Foggia come sede regale e imperiale. L’epigrafe riporta anche la data di costruzione (giugno 1223), gli anni di regno e il nome del protomagister Bartolomeo, progettista dell’opera.
Federico II: sovrano, legislatore e promotore di cultura
Figura poliedrica e carismatica, Federico II fu protagonista di una stagione culturale, scientifica e giuridica senza precedenti. La sua corte, animata da poeti, giuristi, scienziati e artisti, divenne un laboratorio politico e intellettuale unico nel Medioevo.
Il culmine della sua visione fu il Liber Augustalis, promulgato a Melfi il 1° settembre 1231: un corpus legislativo tra i più avanzati dell’epoca, fondato su un’idea moderna di Stato laico e centralizzato. Le Costituzioni introdussero innovazioni straordinarie:
- Uguaglianza davanti alla legge e abolizione del giudizio di Dio.
- Regolamentazione economica con imposte proporzionate al patrimonio e controllo delle attività commerciali.
- Norme professionali per medicina e farmacia, con licenze e controlli pubblici.
Secondo la tradizione, il principale artefice fu Pier delle Vigne, ma molti studiosi ritengono che la redazione sia frutto di un lavoro collettivo svolto nella sede imperiale di Foggia, poi pubblicato a Melfi.
A Federico II si deve anche il celebre trattato De arte venandi cum avibus, una delle opere scientifiche più rigorose del Medioevo, redatta nell’arco di trent’anni e rimasta incompiuta per la morte dell’imperatore. Anche per questa opera, la scelta di Foggia e della Capitanata non fu affatto marginale.
Una città al centro della vita personale dell’imperatore
Il legame tra Federico II e Foggia non fu solo politico e culturale. Qui, il 1° dicembre 1241, morì l’imperatrice Isabella d’Inghilterra, terza moglie dell’imperatore, dando alla luce Margherita di Sicilia, come riportato dalla Chronica di Riccardo di San Germano.
Anche dopo la morte dell’imperatore, il rapporto con la città rimase evidente: i funerali si svolsero a Foggia e, per sua volontà, il cuore venne deposto nella cattedrale. La salma, esposta e omaggiata da moltitudini di sudditi, fu poi trasferita a Palermo per la tumulazione nel sarcofago di porfido rosso antico.
L’esclusione dal film: errore storico e occasione mancata
Le riprese del film hanno coinvolto numerose località pugliesi e lucane — Castel del Monte, Bari, Andria, Barletta, Molfetta, Carovigno, Melfi, Lagopesole, Monticchio, Palermo — oltre a Jesi e Napoli. In Capitanata risultano previste solo Lucera e Castelfiorentino. Foggia, nonostante il suo ruolo storico centrale, non compare.
Questa scelta evidenzia una doppia responsabilità:
- Chi esclude Foggia ignora un ruolo storico documentato, centrale e vissuto dell’imperatore.
- Chi rappresenta il territorio, pur essendo stato informato e sollecitato con atti formali, non è riuscito, anche in questo caso, a far riconoscere e tutelare Foggia e le altre località autoctone nella promozione storica e culturale che il film offrirà ad altre comunità.
Il risultato è l’ennesima beffa per Foggia e per la Capitanata, ancora una volta marginalizzate nei grandi racconti culturali e mediatici, che sono realizzati altrove con co-finanziamenti pubblici.
Responsabilità endogene ed esogene: un problema ricorrente
Come già accaduto per l’aeroporto, la Fiera, la stazione AV, la ferrovia Foggia‑Manfredonia, le strade, le dighe con le pale, la sede della CUN del Grano Duro e dell’Agenzia Sicurezza Alimentare, la Biblioteca Magna Capitana, tempi biblici o occasioni mancate; non si tratta di “foggianesimo”, ma di responsabilità precise — interne ed esterne — che penalizzano Foggia, la Capitanata e i foggiani.
Un prossimo comunicato illustrerà nel dettaglio a partire da questo caso come, negli ultimi anni, siano state ignorate visioni, proposte e pianificazioni che avrebbero potuto trasformarsi in azioni concrete e invece hanno prodotto errori storici e occasioni mancate.