Massima pena per l’assassino di Franca Marsco, la 72enne tabaccaia uccisa mentre lavorava il 28 agosto del 2023 in via Marchese de Rosa.
Al 45enne Redouane Moslli la Corte d’Assise di Foggia ha inflitto l’ergastolo con 14 mesi di isolamento diurno. Sentenza confermata dopo due ore di camera di consiglio con l’impianto accusatorio puntellato dalla Procura e le parti civili.
Una pena esemplare quella della Corte, anche dopo l’esclusione delle aggravanti contestate dalla Procura consistenti nei futili motivi e la minorata difesa. Alla difesa son state respinte le richieste per impedire l’ergastolo. Ciò perché l’accusa ha formalizzato che il delitto non sarebbe stato cagionato da una rapina terminata nel peggior dei modi, bensì da commissione. Difatti, dopo le prime dichiarazioni dell’omicida, che avrebbe confessato il tragico epilogo giustificandolo come «Sono stato io, ma non volevo uccidere», le indagini hanno appurato che Redouane Moslli avrebbe agito in circa un minuto, rubando poche centinaia di euro e due telefonini cellulari anziché i 7mila euro rinvenuti nella borsa della tabaccaia. Fu un comportamento anomalo che, anche dopo le dichiarazioni dei familiari di Franca Marasco, hanno convinto i magistrati che quell’omicidio fu intenzionale e commissionato da altre persone, oggi ancora ignote. Ad aggravare i fatti e perciò confermare la tesi dell’accusa son stati anche due elementi decisivi per l’ergastolo: le coltellate inflitte in punti vitali e la testimonianza della sorella della vittima che durante l’aggressione era al telefono con lei e mai ha sentito preferir parola rapina, seppur stava chiedendo aiuto.
Tra 90 giorni, e non oltre, saranno rese le motivazioni della sentenza e la difesa è già propensa a ricorrere in Appello.