Le investigazioni, condotte dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Severo e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, hanno consentito di portare alla luce una serie di furti di autovetture perpetrati nei territori di Puglia, Molise e Abruzzo, nonché di ricostruire il ruolo centrale svolto da un soggetto, già noto alle Forze dell’Ordine, per le medesime fattispecie di reato.
Gli indagati.
Sono quattro le persone indagate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, due finite in carcere e due ai domiciliari, rispettivamente Antonio Bonaventura, 33enne di San Severo, e Pasquale Carbone, 28enne di Foggia, Alessio Bevilacqua e Daniele D’Angelo, 22ennei entrambi, il primo di San Severo l’altro di Lucera.
Il modus operandi
I quattro terminati alle misure cautelari si avvalevano prevalentemente di applicazioni di messaggistica criptata per comunicare, ricorrendo solo raramente ai canali telefonici tradizionali, nel tentativo di eludere le attività investigativeAlcuni dei veicoli così sottratti venivano successivamente ceduti ad altri soggetti, anch’essi destinatari della misura cautelare, i quali se li sarebbero procurati al fine di commettere ulteriori reati, come emerso dall’attività tecnica..
Nel corso delle indagini, accanto all’impiego di tecnologie avanzate, è risultato determinante anche il ricorso ai metodi investigativi tradizionali, quali servizi di osservazione, pedinamento e controllo del territorio, elementi che, unitamente all’esperienza degli operatori, hanno consentito di superare le strategie elusive adottate dagli indagati.
Le ipotesi investigative hanno trovato pieno riscontro grazie a mirate attività tecniche audio-video, che hanno consentito di documentare in modo dettagliato, e talvolta in diretta, la commissione dei furti di autovetture.
È opportuno precisare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la posizione degli indagati è ancora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e che gli stessi non possono essere considerati colpevoli sino alla eventuale pronunzia di una sentenza di condanna definitiva.