Michele Affatato con il poeta Michele Villani
Una settimana intensa, di emozioni, colori, presenze e complimenti quella che ha trascorso l’artista foggiano Michele Affatato dal 12 al 19 aprile 2026 a Termoli, dove nel Castello Svevo ha esposto molte sue opere, una parte già note, altre nuove.
Il profluvio di giovani che hanno ammirato le opere è stata la più grande soddisfazione dell’artista che, entusiasta, si è emozionato a cotanto interessamento per l’arte e il suo messaggio.
È stato un successo la mostra pittorica e creativa, tra le antiche e nobili mura ricche di storia di un castello che al sol guardarlo ci rimanda in quel Medioevo Svevo tanto caro e prezioso a noi del Mezzogiorno d’Italia. Un’era dove l’arte e la cultura era il centro universale dello Stupor Mundi, che tanto fece e tanto lasciò.
Il viaggio artistico-storico-culturale intrapreso da Michele Affatato nell’ esporre le sue opere nei vari castelli della Capitanata, questa volta ha varcato quel confine che nella sostanza è solo geografico poiché la cultura non ne ha, anzi lo cancella nel sapere.
L’unicum artistico che l’artista ha voluto proporre in anteprima a Termoli sono i suoi ultimi studi, trasformati in opere pittoriche: le labbra.
Un lavoro paziente, certosino, di ciò che Michele nota in una donna. Labbra, impronte reali di 86 donne che volontariamente si son prestate a lasciarle. Un omaggio all’unicità della persona, della donna, la universale cosa più bella che il Creato ci ha donato, che la natura contempla, che va rispettata e preservata. L’arte, la natura e la donna sono i suoi fari, gli amori che consentono a Michele Affatato di creare le sue opere, di immortalare i suoi sentimenti su tele e su legni, scolpendoli anche perché tra i suoi lavori artistici si annoverano queste creazioni.
Quadri con cromie anche forti, che tagliano in confini delle sfumature, restituendo allo sguardo un messaggio: la natura, quella cui tanto il pittore ama e rispetta, contemplandola in ogni sua opera.
Una mostra che ha visto l’omaggio romantico di Michele Villani, poeta di San Marco in Lamis, che oltre a concedere alcuni suoi poemi esposti assieme ai quadri ispiratori, ha voluto esserci. L’inaugurazione è stata impreziosita dalla lettura di un suo poema, “Campagna Dauna”, come un’overture a segnare il successo di quella mostra.

L’arte, quella che per una settimana ha reso culturalmente policromatiche le mura grondanti di storia del Castello Svevo di Termoli, cui un comune tanto ci tiene quanto lo rivaluta nel suo splendore e nella sua importanza.
Il grazie per così tanta attenzione alla cultura e significativa sensibilità all’arte va al comune di Termoli, a chi ha creduto fin dall’inizio nella maestria di Michele Affatato, uomo semplice dalla grande umanità e rispetto per la natura, per la persona, per la cultura.
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