La Pro Loco di Monte Sant’Angelo, attraverso i suoi dirigenti, Michelangelo d’Apolito e Franco Gabriele, si è fatta interprete dell’esigenza di ripubblicare il libro di Giovanni Tancredi, Folclore Garganico, di cui è Editore Claudio Grenzi di Foggia.
Un desiderio e una necessità che viene dell’intera popolazione di Monte Sant’Angelo, per continuare ciò che ha fatto e ha cercato di operare il nostro Tàta Giuvànne, il quale già nel 1948 dava alla stampa la prima edizione di Folclore Garganico. Un testo fondamentale per conoscere, non solo la storia e la cultura della nostra Città, quanto l’ampio panorama riguardante il folklore del nostro Gargano, tanto da porsi ad esempio della cultura popolare meridionale. Quindi un giusto plauso e un lodevole riconoscimento alla nostra Associazione Pro Loco, che in questi ultimi anni sta dando alla Città il proprio contributo di crescita culturale ed economica. Infatti è merito della Pro Loco, se il Museo Etnografico “Giovanni Tancredi” si è aperto al territorio e, quindi, al pubblico attraverso nuovi mezzi, come la digitalizzazione interattiva e l’Intelligenza Artificiale; il Laboratorio Sonoro del Gargano; la Fototeca Tancredi online; il Vocabolarietto online del dialetto di Monte Sant’Angelo e, oggi, la ristampa del volume Folclore Garganico.
Afferma l’Editore Claudio Grenzi: “Questo libro è l’opera maggiore di Giovanni Tancredi, maestro, pedagogo ed etnografico, nato a Monte Sant’Angelo nel 1872, instancabile raccogliotore di canti, leggende, proverbi, usi e costumi del Gargano e fondatore del Museo delle arti e tradizioni popolari che oggi celebra il suo centenario. Nelle ampie pagine Folclore Garganico intreccia feste religiose e civili, riti del ciclo della vita, saperi contadini, abiti e fogge, paesaggi urbani e rurali – dal rione della Grotte alle masserie dell’interno – restituendo con rara finezza la voce delle classi popolari del promontorio garganico”. Scrive Rosa Palomba, Vicesindaca, Assessora Istruzione, Cultura e Turismo della Città di Monte Sant’Angelo: “Il Museo, nato nel 1925 grazie all’impegno di Giovanni Tancredi, ha saputo trasformarsi in un’officina della memoria e in un laboratorio di futuro: “aperto, dinamico e produttore di cultura”, come recita la sua missione”. Mentre il Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, scrive: È con grande orgoglio che ci ritroviamo oggi per segnare un momento storico per la nostra comunità: il centenario del Museo Etnografico Tancredi, una istituzione che da un secolo raccoglie, custodisce, interpreta e trasmette la cultura, le arti, i mestieri e le tradizioni del Gargano. Fondato nel 1925 dallo studioso Giovanni Tancredi, il Museo si è posto sin dagli inizi come “contenitore di risorse per la cultura territoriale”. Infine il Presidente della Pro Loco Michelangelo d’Apolito: “Il centenario della fondazione del Museo Etnografico Tancredi rappresenta un momento straordinario per la comunità di Monte Sant’Angelo e per l’intero Gargano. Un secolo di ricerca, conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale popolare merita di essere celebrato con un gesto che non solo onori il passato, ma che rinnovi il dialogo tra generazioni…e l’opera di Giovanni Tancredi, il Folclore Garganico, pubblicato per la prima volta nel 1938, costituisce il capolavoro di Tancredi e la sintesi più alta della sua lunga e appassionata indagine sul mondo popolare garganico. Folclore Garganico si impone ancora oggi come un volume di straordinaria ampiezza e profondità, una sorta di grande arca della memoria in cui l’autore raccoglie, descrive e interpreta la vita quotidiana, le tradizioni, i riti, le credenze, l’arte e la cultura materiale della nostra gente…Il Gargano che emerge dalle pagine di Tancredi è un mondo vivo, ricco, stratificato e profondamente identitario, fatto di gesti, parole, oggetti, musiche e memorie che definiscono chi siamo”.

La pubblicazione del volume del Folclore Garganico, con una nuova veste cartonata, che sarà donato, da parte dell’Amministrazione comunale, a tutte le scuole della Città, è primo passo verso la conoscenza e la divulgazione della figura di Giovanni Tancredi, di cui personalmente mi sono interessato quando nel 2003, ho pubblicato il libro Giovanni Tancredi: La Vita, Le Opere, L’Epoca, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003. Un doveroso omaggio alla figura del nostro grande studioso, che con Folclore Garganico ha raggiunto il suo apice di storico della Città micaelica, di antropologo di fama nazionale, tanto da far conoscere il nostro Gargano a livello Europeo attraverso le sue conferenze e le sue Mostre, raggiungendo anche continenti lontani, come l’Argentina, dove negli anni Cinquanta e Sessanta, è stata terra di approdo e di vita di tanti nostri concittadini.
Del resto analizzare la figura di un uomo, come Giovanni Tancredi, che visse a cavallo di due secoli, tra la fine del XIX e la prima metà del XX, significa rappresentare, in tutta la sua organicità, la vita sociale, economica e culturale di un popolo, quale fu quello di Monte Sant’Angelo, che per oltre un cinquantennio si è identificato nella figura di Giovanni Tancredi, con la sua complessa personalità di grande cultore delle tradizioni popolari del Gargano. Egli incarnò, per diversi decenni, l’intellettuale garganico, colui il quale fece della cultura e della sua operosità gli elementi base per incidere profondamente nel tessuto sociale e culturale della sua Città e dell’intera Capitanata. Ed, infatti, nella prima metà del XX secolo, molti intellettuali di Capitanata si rifacevano, per spirito di emulazione e per laboriosità, al nostro Tancredi, proprio per quella sua capacità di coinvolgere direttamente la società e la cultura dell’epoca. Una società che, a dire il vero, dopo le lotte risorgimentali e i tanti problemi post unitari, non aveva tutti gli stimoli per dedicarsi alla cultura e agli studi. Del resto l’Italia in cui il Tancredi operò, nella sua prima giovinezza, specie nel Meridione, era un’Italia povera, misera, priva di strutture culturali, tali da incidere sul tessuto sociale delle popolazioni. Il nostro Tancredi seppe esprimere con la sua opera educativa e la sua personalità di storico e di antropologo l’uomo nuovo dedito al bene comune ma soprattutto a far si che i giovani potessero un giorno raggiungere una istruzione tale da elevarsi verso il benessere. Del resto la sua Scuola dell’Infanzia o Ricreatorio Educativo è stata la prima nel Mezzogiorno d’Italia tale da porsi ad esempio alle nuove generazioni. Ed infatti, dalla sua opera traspare l’amoreverso la nostra Città, ma soprattutto verso la nostra comunità che si identifica specialmente attraverso lo studio del passato per porre poi le basi del nostro presente e del nostro futuro.
Giovanni Tancredi, attraverso lo studio delle tradizionali popolari, lega, in maniera indissolubile, la cultura del presente con quella del passato, in maniera che il presente trovi il suo legame e le sue radici nel passato, in cui la coralità dell’esperienza e il rispetto della gente verso la propria cultura popolare siano di esempio alle generazioni che verranno. Il Tancredi era consapevole di questa continuità, ma aveva anche la consapevolezza che solo recuperando ciò che stava scomparendo, i giovani potessero amare e rispettare di più le loro tradizioni culturali e, quindi, la loro Città espressione del nostro Genius Loci.