La V Commissione, presieduta da Loredana Capone, si è riunita in seduta straordinaria per esaminare, sotto molteplici aspetti, e soprattutto con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, il tema drammatico degli incendi in Puglia.
Una seduta fiume che ha dato voce ai Carabinieri Forestali, all’Arif, ai Vigili del Fuoco, al coordinamento delle associazioni di volontariato della Protezione Civile e al volontariato dei Vigili del Fuoco, ai direttori dei parchi regionali, ai sindaci, oltre che ai consiglieri richiedenti l’audizione: la stessa Capone e Paolo Pagliaro (mentre era assente il terzo richiedente Stefano Minerva), all’assessora con delega alla Protezione civile, Debora Ciliento, e alla dirigente della Protezione civile, Barbara Valenzano.
“L’audizione – ha introdotto la presidente della Commissione – nasce dalla volontà condivisa di mettere intorno allo stesso tavolo tutti gli attori, perché solo con la collaborazione e proposte comuni si può migliorare la risposta regionale agli incendi, con l’obiettivo di coordinare meglio le azioni, condividere ciò che la Regione sta facendo e può fare, e capire cosa possono fare anche Stato, enti locali e volontariato”.
Capone ha sintetizzato le maggiori criticità sulla base delle quali capire se si può intervenire e come. Temi che sono stati ripresi e riproposti in modo più o meno omogeneo da tutti gli attori intervenuti: carenza di personale e di mezzi disponibili, flotta aerea nazionale spesso distante dalla Puglia, scarsa prevenzione e manutenzione del territorio (a cominciare dalle sterpaglie e dalle proprietà private abbandonate), recupero di mezzi inutilizzati nei distaccamenti, necessità di rafforzamento del volontariato e sviluppo massivo di campagne di sensibilizzazione.
Le premesse sono state condivise anche dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, che però ha chiesto risposte che non ritiene di essere riuscito ad ottenere, in particolare in merito al bisogno di reperire risorse economiche adeguate per carburanti, manutenzioni e gestione operativa, all’efficienza della cabina di regia della Protezione Civile e – più in generale – sulla idoneità della macchina organizzativa. Pagliaro ha chiesto: quali sono le falle? Cosa c’è che non funziona e perché? Perché mezzi della Protezione Civile acquistati con fondi regionali non sono stati assegnati? Come si pensa di migliorare l’integrazione operativa tra tutti i soggetti coinvolti?
Domande alle quali ha provato a rispondere l’assessora Ciliento, affermando che la Regione ha investito molto, che il sistema segue procedure nazionali, che la carenza di personale nei Vigili del Fuoco non dipende dalla Regione e che la vera chiave è la collaborazione, la responsabilità dei cittadini e un uso efficace delle risorse già disponibili.
Più nel dettaglio, ha riassunto il contenuto della relazione della Protezione Civile consegnata alla Commissione, nella quale sono elencati gli interventi effettuati sinora.
La Regione Puglia ha impegnato circa 70 milioni di euro per una serie di interventi finalizzati al potenziamento delle attività di prevenzione e contrasto. Tra questi: interventi di prevenzione in cinque aree protette regionali (Monti Dauni, Gargano, Alta Murgia, Sud Salento, Alto Salento) per un totale di 2,76 milioni di euro (552.000 euro per ciascuna area); finanziamento ai Comuni per circa 2 milioni di euro (fondi POR Puglia FESR-FSE); potenziamento, per circa 3 milioni di euro, delle strutture impegnate nella lotta attiva (Convenzione Regione-Protezione Civile-ARIF); potenziamento della flotta aerea regionale con un investimento di circa 8,5 milioni di euro (bilancio autonomo) per l’affidamento triennale di due elicotteri regionali stanziati presso l’Aeroporto “Gino Lisa” di Foggia e l’Aeroporto di Grottaglie; monitoraggio agrometeorologico e idraulico per il triennio 2025-2027 da circa 16 milioni di euro su bilancio autonomo regionale; rete radio regionale con un impegno di 15 milioni di euro (fondi POC) per garantire le comunicazioni di emergenza (incluso il sistema 112 e 118); adeguamento ed efficientamento dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia per ospitare i mezzi nazionali (Canadair) e la logistica di grandi rischi, per circa 10 milioni di euro.
Nonostante questo impegno finanziario, dall’intervento del Comandante della Regione Carabinieri Forestale “Puglia”, Angelo Vita, l’andamento storico evidenzia il 2026 quale anno più gravoso degli ultimi sei anni (con riferimento all’inizio della stagione), superando sia il 2025 sia il critico 2021. Un picco dovuto principalmente ai numerosi roghi verificatisi nella seconda metà di maggio. Ad oggi in Puglia si sono già registrati 76 incendi, di cui ben 63 nell’ultimo mese (dato superiore allo stesso periodo dell’anno scorso). La superficie media percorsa l’anno scorso per singolo incendio è stata di 25 ettari (circa 40 campi di calcio). Per il 2026 il dato ultimo è di una superficie media colpita di circa 10 ettari, ma si tratta di un dato iniziale non predittivo per il resto dell’estate. Inoltre, ha chiarito il comandante, la Puglia è la seconda regione in Italia per superficie media percorsa dal fuoco per singolo incendio.
Vita ha infine riferito che l’attività dei Carabinieri Forestali si concentra molto sul controllo delle fasce di protezione obbligatorie entro il 31 maggio e che nel 2025 sono state elevate 1.400 sanzioni per un importo di oltre 1 milione di euro (somma incamerata dalla Regione). Nel 2026, nei primi 10 giorni di giugno, sono state già notificate 47 sanzioni amministrative e si prevede un incremento esponenziale.
La peculiare situazione di difficoltà dei parchi regionali è stata evidenziata dal direttore del Parco di Ugento, laddove si è sviluppato l’incendio nello scorso weekend. Francesco De Franchi ha sviluppato un ragionamento che, partendo dall’emergenza incendi, ha investito il ruolo pubblico ed essenziale dei parchi, che non devono essere considerati strumenti di promozione turistica e marketing territoriale, bensì vere e proprie infrastrutture ecologiche della Puglia, presidi di legalità e di tutela ambientale. Il direttore ha chiesto quindi un cambio di rotta amministrativo immediato, per mettere le aree protette nelle condizioni di operare prima che scoppino gli incendi, redigendo, come previsto dalla legge, una sezione specifica del Piano AIB per i parchi regionali, uno strumento operativo non ancora attuato ma che avrebbe efficacia, prevedendo inoltre linee operative specifiche per i parchi costieri.
Ad oggi non esiste una dotazione finanziaria certa per il 2026 disponibile a inizio anno. De Franchi ha aggiunto che i parchi si trovano nell’assurda condizione di dover programmare gli interventi più delicati prima dell’estate senza disporre ancora dei fondi, costringendo i Comuni gestori ad anticipare risorse tramite faticosi avanzi di bilancio. Ha quindi proposto di riformare la disciplina di assegnazione dei contributi regionali, rendendoli un finanziamento certo e strutturale per l’esercizio di una funzione pubblica delegata, e ha chiesto di aumentare lo stanziamento annuale in modo coerente con i compiti richiesti.
Confermando le premesse sulle carenze di uomini, i rappresentanti sindacali dei Vigili del Fuoco hanno lamentato il sottodimensionamento del corpo di 350 unità, chiedendo di farsi portavoce presso il governo della necessità di incrementare l’organico. Inoltre, hanno evidenziato la mancanza di protocolli uniformi di attivazione, di interoperabilità piena tra la struttura regionale della Protezione Civile (SOUP) e i Vigili del Fuoco, nonché di un modello integrato di prevenzione, monitoraggio e analisi predittiva.
Nelle conclusioni dell’assessora Ciliento vi è l’impegno ad attivarsi per superare innanzitutto le difficoltà di comunicazione tra le diverse strutture interessate.
Capone è infine tornata sia sul maggior coordinamento, sia sul rafforzamento dell’azione dello Stato: la Regione ha speso 10 milioni per l’aeroporto di Protezione Civile Gino Lisa, ma il governo non si attiva per la dotazione di un Canadair, indispensabile per la Puglia e anche per le altre regioni.
Barone (M5S): “La Regione sta investendo su prevenzione e contrasto. Chiesto audizioni sul perché non venga applicata la legge sul fuoco prescritto”.
“Gli incendi che negli ultimi giorni hanno colpito il Salento e la provincia di Foggia, arrivando a raggiungere la Fortezza Svevo – Angioina di Lucera richiedono una risposta immediata da parte delle istituzioni. La Regione Puglia in un anno ha investito 70 milioni di euro nella Protezione Civile e oltre 2 milioni 760mila euro sono stati impiegati nelle attività di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi nelle cinque aree interne regionali: Monti Dauni, Gargano, Alta Murgia, Sud Salento e Alto Salento; 2 milioni di euro sono stati destinati ai Comuni per l’adozione di tecnologie per il controllo e la mitigazione del rischio incendio e per il miglioramento delle aree boscate. È stata sottoscritta una convenzione tra Regione Puglia, Protezione Civile Regionale e Arif per il potenziamento dei mezzi destinati all’antincendio boschivo con un investimento di 3 milioni di euro, e ulteriori 1,5 milioni sono stati spesi dalla Protezione Civile per l’acquisto di mezzi AIB distribuiti a Enti Parco, Comuni e Organizzazioni di Volontariato. Per il sostegno al volontariato della Protezione Civile, che svolge un ruolo fondamentale per quello che riguarda la repressione degli incendi, è stato predisposto un avviso pubblico con risorse che ammontano a 2,5 milioni di euro. Per la prevenzione degli incendi è necessario che i cittadini facciano la propria parte pulendo i terreni dalle sterpaglie e creando fasce di protezione tagliafuoco, come impone la normativa regionale. Spesso purtroppo questo non avviene e si preferisce bruciare le sterpaglie, tanto che la maggior parte degli incendi di questo periodo si è concentrato nell’ultimo fine settimana di maggio, ovvero quello in cui scadeva il termine per realizzare le fasce di sicurezza. Per il mancato rispetto della normativa i carabinieri forestali hanno comminato 1400 multe per un totale di quasi 2 milioni di euro. La campagna antincendio boschivo è partita ieri ed è necessario il confronto tra tutti gli attori interessati perché le soluzioni coinvolgono più livelli. Serve una revisione nazionale della normativa e maggiori risorse per gli enti Parco. Non possiamo non sottolineare come anche il Governo debba fare la sua parte, data la carenza di 350 vigili del Fuoco in Puglia, con le unità sul territorio costrette a sopperire anche al personale mancante. A loro deve andare il nostro grazie. Oggi ho chiesto anche di dare attuazione alla legge sul fuoco prescritto, approvata nella scorsa legislatura a prime firma del consigliere Casili, che consentirebbe di ridurre drasticamente la portata degli incendi, come già accade in Spagna e Portogallo, dove questa tecnica ha ridotto dell’80% la devastazione dovuta al fuoco. Chiederò un’audizione per capire perchè non si dia seguito alla norma, applicata anche in altre Regioni, e lo stesso farò per l’applicazione della legge regionale con cui è stata istituita la Banca della Terra di Puglia. Parliamo di una norma che, se applicata, porterebbe risultati per quello che riguarda il contrasto dell’abbandono delle terre, ma fino ad ora pochi Comuni hanno fornito il censimento delle terre incolte e dobbiamo capire come risolvere le criticità. Oggi sono emerse proposte e spunti di confronto su cui continueremo a lavorare in commissione”.
PD: “La lotta ai roghi si vince con la prevenzione, servono più coordinamento e investimenti”.
Aprendo i lavori della V Commissione consiliare permanente, convocata d’urgenza per affrontare il tema degli incendi che nelle ultime settimane hanno colpito numerose aree del territorio pugliese, in particolare la provincia di Foggia e il Salento, la presidente Loredana Capone, ha sottolineato la necessità di affrontare il fenomeno con una visione che metta al centro la prevenzione: “Un incendio non distrugge solo pinete o macchia mediterranea mette in pericolo persone e centri urbani. La convocazione d’urgenza della V Commissione è servita a condividere da parte di tutti la consapevolezza che la lotta agli incendi si vince innanzitutto con la prevenzione”.
“Gli incendi – prosegue Capone – non iniziano quando si alza una colonna di fumo ma molto prima: quando un terreno viene lasciato in stato di abbandono, quando manca la manutenzione, quando si sottovaluta il rischio. Per questo è fondamentale che ciascuno faccia la propria parte: istituzioni, enti locali, volontariato, proprietari pubblici e privati, cittadini. Il rafforzamento del dispositivo regionale, l’aggiornamento dei protocolli operativi e la disponibilità di nuovi mezzi, rappresentano passi importanti, ma da soli non bastano se non sono accompagnati da una diffusa cultura della cura e della tutela del territorio. La Puglia ha speso 10 milioni di euro per un Canadair nell’aeroporto Gino Lisa per attrezzarne la sede, e speriamo che arrivi presto anche perché dovrà rispondere alle esigenze interregionali di Abruzzo e Molise. Mettere insieme le forze tra regione, governo e comuni, tra Corpo dei Vigili del Fuoco, volontari, Protezione Civile, Carabinieri forestali, è quindi indispensabile per intervenire sia sul profilo della prevenzione che dell’organizzazione interna”.
Sul tema è intervenuto anche il capogruppo del Partito Democratico, Stefano Minerva.
“Gli incendi non si combattono soltanto quando divampano ma soprattutto prima. Per questo serve una rete efficiente tra istituzioni, sindaci, volontariato, Protezione civile e Vigili del Fuoco. Dobbiamo rafforzare la prevenzione, intervenire sulle aree più a rischio e dotare la Puglia di strumenti adeguati, a partire da una presenza stabile di mezzi aerei antincendio sul territorio regionale. La difesa del nostro patrimonio ambientale richiede programmazione, investimenti e responsabilità condivise: è una battaglia che riguarda tutti e che dobbiamo affrontare uniti”.
È intervenuta inoltre la consigliera regionale Rossella Falcone, che ha evidenziato il valore del lavoro svolto dagli operatori impegnati quotidianamente nella lotta agli incendi.
“Poter contare su una rete di professionalità e competenze come quella dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e dell’ARIF che ogni giorno tutela il territorio e le nostre comunità locali è fondamentale. Per valorizzare al meglio questo straordinario impegno è necessario continuare a investire nelle attività di prevenzione, rafforzando gli interventi che consentono di ridurre il rischio di incendi prima ancora che si verifichino. Accanto alla manutenzione delle aree interessate da sterpaglie e vegetazione incolta lungo le strade provinciali, occorre prestare particolare attenzione anche alle pinete e agli alberi compromessi dalla processionaria e da altri fenomeni che ne causano il disseccamento. Il Gargano, così come molte altre aree della Puglia, custodisce un patrimonio ambientale di straordinario valore e, proprio per questo, è necessario utilizzare al meglio le risorse disponibili per intervenire sulle situazioni più critiche e garantire una gestione sempre più efficace del territorio. Investire nella prevenzione significa proteggere i nostri boschi, preservare la biodiversità e mettere nelle migliori condizioni operative tutti coloro che, con dedizione e professionalità, sono impegnati quotidianamente nella difesa dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini”.
Alla seduta hanno partecipato l’assessora all’Ambiente Debora Ciliento, rappresentanti della Protezione civile regionale, ARIF, Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, organizzazioni sindacali e associazioni di volontariato impegnate nelle attività antincendio boschivo.
Il gruppo del Pd evidenzia come la Puglia presenti caratteristiche territoriali particolarmente esposte al rischio incendi. Gran parte del territorio regionale, soprattutto nel Salento, è infatti caratterizzata dalla presenza della macchia mediterranea, distribuita in modo non omogeneo e spesso a ridosso di aree abitate.
Secondo i consiglieri del gruppo di maggioranza “è stato importante il lavoro svolto dalla Regione Puglia sul fronte della prevenzione e del coordinamento delle attività antincendio”.
“È stato evidenziato – riferiscono ancora – come il sistema regionale abbia rafforzato il dispositivo operativo attraverso l’aggiornamento dei protocolli, il potenziamento dei mezzi a disposizione e una pianificazione sempre più integrata tra Protezione civile, ARIF, enti locali e volontariato.
Dai dati illustrati in Commissione emerge che il numero degli incendi registrati negli ultimi anni risulta in crescita rispetto a diverse annualità precedenti. Tra le principali cause individuate l’abbandono dei terreni e la mancata manutenzione delle proprietà private, fattori che favoriscono l’accumulo di vegetazione secca e l’innesco dei roghi. Proprio per questo è stato ribadito come il fenomeno non possa essere affrontato esclusivamente attraverso le attività di spegnimento o di repressione ma richieda una strategia complessiva fondata sulla prevenzione, sulla pianificazione e sulla collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti”.
“La gestione del rischio incendi boschivi rappresenta una sfida complessa che richiede non solo competenze tecniche elevate, ma anche una sinergia operativa costante tra Enti locali, Parchi, Protezione Civile, Carabinieri Forestali e Vigili del Fuoco. Particolare attenzione è stata posta sul tema del coordinamento e della comunicazione tra i diversi soggetti coinvolti, con l’obiettivo di superare le criticità ancora presenti e garantire che le procedure operative siano pienamente condivise e applicate sul campo.
È importante il ruolo centrale dei DOS (Direttori delle Operazioni di Spegnimento), figure strategiche nella gestione delle emergenze e nell’attivazione tempestiva delle risorse necessarie, compresi i mezzi aerei. Accanto alle attività di contrasto è emersa la necessità di rafforzare ulteriormente le politiche di prevenzione, intervenendo in particolare nelle aree di confine tra terreni agricoli e superfici boscate, spesso interessate dagli inneschi che possono propagarsi rapidamente verso le aree naturali.
In questa prospettiva è stata sottolineata l’importanza della collaborazione con ANCI e del coinvolgimento diretto dei sindaci nelle attività di prevenzione e manutenzione del territorio. Analoga attenzione è stata riservata ai Parchi regionali, per i quali si sta valutando la definizione di specifici protocolli d’intesa finalizzati a conciliare gli interventi di pulizia e messa in sicurezza con la tutela della biodiversità e degli ecosistemi”.
“Determinante inoltre il ruolo del volontariato organizzato, – proseguono – che nell’ultima stagione ha gestito autonomamente circa il 70 per cento degli interventi. Ma è necessario un rafforzamento strutturale degli organici dei Vigili del Fuoco, anche attraverso una interlocuzione con il Ministero competente. Tra le priorità individuate figura inoltre il potenziamento della Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP), quale punto di raccordo tra Protezione civile, Carabinieri Forestali e Vigili del Fuoco, al fine di migliorare la rapidità e l’efficacia delle risposte alle emergenze”.
Sul piano infrastrutturale va condivisa l’esigenza di garantire una presenza più stabile dei mezzi aerei antincendio sul territorio pugliese. In particolare, è stata valutata positivamente l’ipotesi di utilizzare l’aeroporto di Aeroporto di Foggia come hub operativo della Protezione civile regionale, soluzione che consentirebbe di ridurre sensibilmente i tempi di intervento sia sul Gargano sia nelle aree più meridionali della regione. L’assessora Ciliento ha annunciato che a partire dal prossimo mese di settembre, sarà avviata una revisione complessiva delle procedure di pianificazione e coordinamento, finalizzata a colmare le criticità emerse e a rendere sempre più efficiente il sistema regionale di prevenzione e lotta agli incendi boschivi”.
In chiusura, Capone ha ribadito il valore del lavoro svolto da tutte le strutture impegnate nella tutela del territorio.
“La tutela del patrimonio boschivo e paesaggistico pugliese è una responsabilità collettiva. Non servono contrapposizioni, serve invece un’alleanza sempre più forte tra istituzioni e comunità locali – prosegue Capone – Solo così possiamo ridurre il numero degli incendi, proteggere l’ambiente e garantire maggiore sicurezza ai cittadini. La sfida non è soltanto spegnere i roghi quando si verificano, ma creare le condizioni perché quegli incendi non si sviluppino. È su questo terreno che dobbiamo concentrare i nostri sforzi e costruire un impegno condiviso, concreto e permanente”.
Scianaro: “L’assessore Cilento non ha portato nessuna soluzione in Commissione. Si cambi passo. Basta rincorrere le emergenze”.
“Voglio ringraziare il nostro capogruppo, Paolo Pagliaro, e la presidente della Commissione Ambiente, Loredana Capone, per aver permesso una rapida discussione del tema emergenza incendi. Un momento di confronto sentito, considerata la stagione estiva appena iniziata e, soprattutto, i primi casi di incendi che hanno interessato più territori della nostra regione.
Spiace, invece, che non siano emerse quelle soluzioni che l’assessore Debora Cilento avrebbe dovuto portare in Aula. Mi chiedo: dove sono allocati i circa 500 dipendenti Arif? Sono amministrativi o sono operativi sul territorio per prevenire e contrastare gli incendi? I mezzi a disposizione sono stati censiti e sono sufficienti o sono insufficienti per combattere efficacemente la piaga degli incendi estivi? La Regione Puglia, nel recente passato, ha vissuto una delle pagine più buie della sua storia, se pensiamo agli scandali e ai conseguenti risvolti giudiziari che hanno riguardato chi avrebbe dovuto occuparsi di Protezione Civile. Eppure, ad oggi, non mi pare di rilevare un effettivo cambio di passo rispetto alle inerzie del passato. Mi sarei aspettato risposte dall’assessore Cilento e anche dalla presidente Capone. Prendo purtroppo atto che, per ora, i miei interrogativi e quelli dei pugliesi danneggiati dagli incendi estivi restano inevasi”.