Fuoco e fiamme al CCR di Monte Sant’Angelo. La matrice è la stessa: mafiosa. Tutti i particolari [VIDEO]

Correva la sera del 30 settembre 2020 e a Monte Sant’Angelo si consumava l’ennesimo atto intimidatorio, presumibilmente di stampo mafioso. Bruciava parte del Centro Comunale Raccolta Rifiuti.

L’ennesimo, appunto.

A distanza di circa cinque mesi, che son nulla nei tempi di atti criminali, il Centro Comunale Raccolta Rifiuti (CCR) brucia ancora. Questa mattina, alle ore 06:30, minuto più, minuto meno, un incendio di medie dimensioni ha devastato parte del CCR di Monte Sant’Angelo, ora in gestione commissariale straordinaria e prima della Tecneco raggiunta a novembre 2020 da interdittiva antimafia, poi confermata nei giorni scorsi dal TAR Puglia. Le fiamme hanno coinvolto tre automezzi di proprietà comunale e alcuni cassoni per la raccolta dei rifiuti differenziati.

I dettagli [ESCLUSIVA]

Tutto fa pensare a un atto meditato e programmato, studiato nei dettagli dalla criminalità organizzata, sopraggiunta velocemente durante il turno di inizio lavori. Lo evince il fatto che chi ha incendiato i tre mezzi  è entrato nelle cabine e ha appiccato il fuoco. Mezzi, tra l’altro, ritrovati in fiamme con i motori in funzione e gli sportelli aperti. Un indizio che lascia presupporre che le fiamme siano state date poco prima che i tre camion uscissero dal CCR per iniziare il lavoro di raccolta. Mezzi in funzione, appunto, per scaldare i motori che servono a far funzionare le pompe per alzare il compattatore.

Possibile che nessuno abbia visto? Dall’impianto di videosorveglianza (questa volta funzionava), al vaglio degli inquirenti, si vede qualcosa, anche una persona, ma tutto è secretato per le indagini in corso. Negli abitacoli non sono state ritrovate tracce di materiale incendiario, dato che rafforza la tesi che le fiamme siano state appiccate direttamente agli interni dei mezzi. Ovviamente, sono al vaglio anche le immagini degli impianti di videosorveglianza delle attività perimetrali del CCR, a due passi dal cimitero.

Il punto

Il CCR da anni è nel mirino della mafia locale, subendo vari atti intimidatori, spesso incendiari.

«Qualcuno continua a pensare che Monte Sant’Angelo e la sua comunità si facciano ancora intimidire da atti deplorevoli e intimidatori» è l’esordio sul suo profilo facebook del Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo. Commento duro, a margine anche di un altro atto intimidatorio alla stampa, che nei giorni scorsi, il 3 frebbraio, è stata vittima di un’aggressione, ma in agro sipontino, precisamente sulla Strada Provinciale 58, quella che collega Manfredonia a San Giovanni Rotondo, dove, tra l’altro, abitano personaggi di spicco della mafia garganica.

Cosa c’entra tutto ciò? Ebbene, chi ha subito l’aggressione è un noto giornalista di reportage di mafia, Daniele Piervincenzi, in “visita” di lavoro con la troupe di Sky per girare uno special su TV8,  che andrà in onda nel mese di maggio, sulle vicende mafiose locali, e che l’1 febbraio ha visitato Monte Sant’Angelo, portando i saluti all’Amministrazione comunale.

C’entra o non c’entra? Forse no con l’attuale incendio, ma è stata una visita che la malavita non ha gradito, e che ha annoverato tra le sue codarde azioni da far pesare a chi si batte per la legalità, per la non omertà, per chi vuole questo territorio libero dalla mafia.

«Mi spiace dare una brutta notizia a questi delinquenti: no, non è così. Non ci fate paura ma, soprattutto, non otterrete quello che volete, qualsiasi cosa sia» l’arringa di d’Arienzo, che con Avviso Pubblico mandando al mittente l’atto criminale.

«Da quasi quattro anni –prosegue il Sindaco di Monte- siamo impegnati a risollevare le sorti di questa città, della sua immagine. Lo facciamo quotidianamente con le nostre idee, i nostri progetti, con una chiara e diversa visione di futuro. Lo fa la brava gente, rispettando le leggi e seguendo le regole di una civile convivenza. Ma c’è ancora qualcuno (per fortuna pochi) che evidentemente continua a remare contro lo sviluppo, contro l’economia e contro l’immagine e la reputazione della nostra città e della sua comunità. La Tecneco, società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti, come sapete –ricorda d’Arienzo-, è stata destinataria dell’interdittiva antimafia nello scorso novembre, confermata dal TAR Puglia qualche giorno fa. Ora ci sono tre commissari nominati dalla Prefettura che gestiscono l’azienda. Con loro, ne sono certo, traghetteremo nel migliore dei modi il servizio verso l’individuazione del nuovo gestore, che sarà selezionato mediante una gara d’appalto che si svolgerà tra qualche settimana presso la Stazione Unica Appaltante della Provincia di Foggia. Mi appello –chiude il Sindaco- alle Forze dell’ordine affinché consegnino quanto prima alla giustizia questi miserabili. Monte Sant’Angelo non ha bisogno di loro!».

Il Sindaco non le manda a dire. Ma dal dire al fare c’è tanto da fare, scusate il gioco di parole. Quel fare che nient’altro è educare i cittadini alla legalità, a non essere omertosi. Una strada tortuosa ma percorribile. E d’Arienzo la sta smussando, la sta spianando con l’impegno civile, umano e istituzionale, supportato da Avviso Pubblico. Ma, tuttavia, pare che non basti a redimere coscienze ancestrali del “occhio per occhio” e richieste illegali, spesso borderline sul filo legale, su appalti che la mafia vorrebbe controllare. E qui che scende in campo l’azione istituzionale, del Sindaco, della Giunta, di tutta l’Amministrazione comunale, che rimanda al mittente richieste fuori il perimetro della Legge. Azioni che vanno supportate dal lavoro incessante delle Forze dell’ordine, sempre in prima linea, dall’ANAC che deve passare al microscopio tutte le attività intraprese nel campo appalti, e dal Prefetto che oltre a audire il Sindaco (lo farà al più presto dopo l’ennesimo incendio), dovrà mettere in campo azioni maggiori per contrastare la mafia locale.Non bastano foto, selfie, note stampa, interventi in tv e radio, per arginare il fenomeno mafioso; ci vogliono azioni, concrete e chirurgicamente mirate al fenomeno. Contrariamente è solo pubblicità.

La Politica

Ciononostante, il CCR doverosamente continua con la raccolta dei rifiuti a Monte Sant’Angelo, con la Tecneco commissariata perché interdetta e confermata dal TAR Puglia. Emerge un punto di domanda: perché? È ciò che si chiede il MeetUp Monte in MoVimento: «Come Meetup, nel condannare senza se e senza ma questi ignobili gesti, ci chiediamo come mai la stessa azienda continua ad avere la gestione dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti nonostante il provvedimento prefettizio».

Tre mezzi del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti urbani sono stati incendiati alle prime luci dell’alba di oggi.

Un atto che danneggia ulteriormente l’immagine de #LaCittàdeiDueSitiUNESCO, da anni vittima di intimidazioni criminali di stampo mafioso e non solo nel campo rifiuti. È l’affermazione che, in una nota stampa, le sezioni locali di Verso il Futuro e Forza Italia pongono in evidenza, calcando la mano su due quesiti, tra l’altro già affrontati dallo scrivente. «Si tratta del sesto attentato incendiario degli ultimi quattro anni (2017-2020)! Verso il Futuro e Forza Italia esprimono la più ferma condanna di queste azioni delinquenziali, che danneggiano pesantemente l’immagine della nostra Città.

Quest’ultimo gravissimo episodio induce a fare un’amarissima riflessione. Si tratta di un attacco intimidatorio o ritorsivo non solo nei confronti della Tecneco, ora gestita da Commissari, ma anche contro il Comune e la Giunta Municipale per due ragioni?

In altre parole:

  • i tre mezzi incendiati sono ormai di proprietà del Comune, essendo scaduto al 27 settembre 2020 il loro ammortamento;
  • ogni decisione di assunzione o licenziamento, precedente alla gestione commissariale del servizio in questione, assunta dalla Tecneco sicuramente non è stata presa tenendo all’oscuro l’Amministrazione Comunale in carica.

Il quadro intimidatorio di questi ultimi quattro anni è così ampio e articolato che richiede il massimo della chiarezza sul piano amministrativo e una efficace azione investigativa delle Forze dell’Ordine, verso le quali nutriamo assoluta fiducia».

Perché Sindaco?

 

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FOCUS

- Monte Sant’Angelo, incendio CCR. Vendetta?
- ULTIM’ORA. Monte Sant’Angelo. Brucia ancora una volta il Centro Raccolta Rifiuti
- “La storia si ripete”, [VIDEO] il MeetUp Monte in MoVimento sull’incendio del Centro Raccolta Rifiuti di Monte Sant’Angelo
- Alla Tecneco interdittiva antimafia. Il Prefetto Grassi «Scongiurare il pericolo di infiltrazioni mafiose con la PA»

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