E se Macchia si staccasse da Monte Sant’Angelo…?

Sembrerà un’assurdità ma l'ipotesi è stata vagliata da una buona parte dei macchiaioli. Le vicende legate alla costruzione nell’area industriale di Macchia di un impianto di riciclo plastica, sulle carte per ora per favorire l’economia circolare, e sulle ipotesi, tutte da verificare, sul probabile insediamento di un impianto di incenerimento rifiuti, hanno dato il via a discussioni sul futuro della frazione montanara.

La frazione di Macchia, ai piedi del Gargano sipontino, quello sovrastato da Monte Sant'Angelo, con una vasta area agricola sempre più trasformata in industriale, è da molti giorni protagonista fra i temi discussi da cittadini, politici, amministratori, associazioni, agricoltori e imprenditori.

In ballo c’è, senza dubbio, il futuro dell’area industrialmente più produttiva di Monte Sant’Angelo.

Nei prossimi mesi, come anticipato, si dovrebbe insediare un centro di raccolta e riciclo della plastica, precisamente nel lotto 12. Quest’area, negli anni precedenti è stata già oggetto di insediamenti industriali, chi benefici, chi dannosi per le persone e l’ambiente –sottosuolo in primis-, per l’agricoltura, per lo stesso sviluppo territoriale più propenso alla coltivazione dei terreni e del turismo. E l’annosa vicenda ANIC è la conferma.

La discussione, tuttavia e come accade tra parti non convergenti sulle scelte fatte, è diventata accesa, sbattendo in prima pagina notizie sia inedite con documenti alla mano sia mostri da verificare.

Il tema non piace ai cittadini di Macchia, i macchiaioli, che ancora una volta si vedono oggetto di scelte da loro non condivise. In democrazia, seppur c’è chi rappresenta la popolazione, è doveroso ascoltare il popolo. Un ascolto fatto sia da incontri, sia da referendum come ultima spiaggia.

Da qualche ora sulla pagina facebook del sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, è in essere una discussione sulla vicenda in oggetto, innescata da un post che annuncerebbe a Macchia costruzioni industriali nocive. È tutto da provare giacché non vi sono delibere che lo comprovino, solo una di discussione comunale poi confermando l’opposto con una determinazione.

Il tema ha, però, innescato una discussione parallela, quella a Macchia, e i macchiaioli, converrebbe ancora rimanere sotto il comune di Monte Sant’Angelo o migrare su quello dei vicini comuni di Manfredonia o addirittura di Mattinata? Una scelta drastica, da più parti sostenuta se si vive in un’area periferica dimenticata e sempre oggetto di sviluppo industriale piuttosto che di interventi di lavori pubblici.

L’area è rimasta la stessa da anni, anche decenni, dove le strade sono tratturi asfaltati e con una carreggiata che non permette il doppio senso di marcia delle autovetture, l’illuminazione è rarefatta e gli unici edifici costruiti con un piano regolatore risalgono a decenni fa, mentre le abitazioni degli ultimi anni, un centinaio, sono frutto di costruzioni abusive poi condonate.

«I primi interventi che riuscii a realizzare avvennero durante l'amministrazione DC-PCI grazie alla disponibilità del sindaco Troiano e anche perché ero il leader della DC (decisi di non entrare in giunta) –ha commentato Giovanni Ciliberti, medico e già amministratore di Monte Sant’Angelo-.  Realizzammo con lire 600 milioni l'allargamento della strada che partendo dalla SS 89 (di fronte all'accesso di Macchia, vicino la chiesa) si immette sulla litoranea, oltre a questa realizzammo la pavimentazione di alcuni tratturi, l'allargamento della strada del cimitero e il rifacimento con pavimentazione, panchine e luci della piazzetta antistante la chiesa. Dopo queste opere per 40 anni non è stato fatto altro se non la spesa di milioni di euro per la rete idrica e fognante. Allo stato attuale la fogna è rimasta solo un'idea e i due impianti di depurazione sono ruderi murari e la rete idrica è da terzo mondo, infatti per 23 giorni gli abitanti della frazione e le case sparse sono state se la acqua. Questo è lo stato di Macchia, che sindaci e assessori hanno pensato che Macchia fosse solo il luogo per andare a Ciancamasidde o a Varcaro».

Più che uno sfogo è la cruda verità di chi abita a Macchia, di chi in quiescenza coltiva le sue terre e cerca di vivere in un ambiente salubre, a due passi dal mare e dalla montagna. Affermazioni che hanno indotto lo stesso Ciliberti a spingersi oltre le solite discussioni. Da lui, infatti, parte l’idea di proporre una consultazione popolare sul futuro della permanenza di Macchia nel comune di Monte Sant’Angelo. «Io credo che sul destino futuro di Macchia dovrebbero esprimersi gli abitanti della frazione e poi in ordine di importanza le attività turistico-alberghiere, quindi il settore olivicolo» ha dichiarato Giovanni Ciliberti. Non avrebbe tutti i torti considerando che Macchia è sempre stato l’ultimo pensiero di chi da anni ha governato Monte, tant’è che in questa ultima amministrazione non si è proceduto a nominare i rappresentanti dell'organo consultivo della frazione.

D’altro canto è il sindaco d’Arienzo che innanzitutto rimanda la mittente il post che ha innescato la discussione, quello di insediamenti industriali nocivi, poi risponde alle lecite precisazioni di Ciliberti: «Giovanni Ciliberti Egregio dottore, in occasione dell’inaugurazione del monumento a San Camillo de Lellis, ho chiesto scusa pubblicamente come Sindaco e come rappresentante della comunità a tutti i nostri concittadini di Macchia, per come abbiamo sempre trattato quel pezzo del nostro territorio. Non mi meravigliano quindi le sue parole. Credo però che il tempo delle parole sia finito. Ora bisogna dare risposte. Concrete e visibili risposte».

Risposte che sarebbero dovute arrivare da qualche tempo e che oggi potrebbero rimanere insolute considerando che mancano pochi mesi all’elezione della nuova amministrazione comunale. Risposte che potrebbero trasformarsi in fatti se vi fosse una rielezione dell’attuale organo politico montanaro. Ma sarebbe doveroso compiere i fatti prima della elezione, a sicurezza del fabbisogno territoriale, anche perché non si sa chi governerà il centro micaelico. “Nulla di valore può essere perso prendendo tempo” [cit. Abramo Lincoln].

Un referendum che ponga al centro i macchiaioli e su cosa vorrebbero fare e da chi vorrebbero essere amministrati. Insomma, e se Macchia si staccasse da Monte Sant’Angelo…?

L’ipotesi è quella vagliata dallo stesso Giovanni Ciliberti, che ricorda al sindaco che esistono leggi e iter che in un paese democratico sono percorribili.

«Vorrei ricordare al sindaco di Monte Sant'Angelo, ai consiglieri comunali e a quanti sono convinti di decidere il mancato futuro del territorio di Macchia con i suoi abitanti che vi è una legge nazionale adottata dalle regioni che permetterebbe alla frazione di Macchia di aderire ad uno dei comuni contigui (Manfredonia o Mattinata) a seguito di un referendum della popolazione residente prima e della città cui si chiede di aderire. Il referendum può essere richiesto anche da un gruppo limitato di persone» affonda Ciliberti, che prosegue: «Dico questo perché una simile idea è già in progetto. Per Monte sarebbe la fine! Ecco perché ritengo che sia giunto il momento di dare agli abitanti di Macchia quanto gli spetta di diritto: abitazioni (i giovani che si sposano vanno ad abitare a Manfredonia), una frazione di 400 abitanti che non sia fatta solo di case sparse collegate da un tratturo asfaltato che lascia passare una sola macchina e da una chiesetta. Innanzitutto la partecipazione alle scelte del proprio territorio oltre che posti di lavoro perché a partire dall'insediamento Amici, hanno mantenuto solo la candela. Lo scioglimento del consiglio comunale di Monte Sant'Angelo per presunte infiltrazioni mafiose ha determinato falsi pregiudizi su una popolazione di grandi lavoratori che vede da una parte l'occupazione del 100% degli uomini nel settore agricolo e la disoccupazione totale delle donne. Quest'ultima cosa, assieme allo scarso livello di istruzione degli uomini e all'assenza di laureati e alla scarsità dei diplomati è la dimostrazione dello stato di abbandono di Macchia da parte del comune di Monte, cui è seguita da parte dei macchiaioli una sorte di rigetto verso Monte tanto che, anche per motivi logistici, il punto di riferimento è diventato Manfredonia non solo per le scuole. Non mi sembra che alla popolazione sia stato chiesto un parere sulla realizzazione dell'impianto oggetto di tante critiche –ha proseguito Cilberti rivolgendosi a d’Arienzo- . C'è qualcosa di ancora più grave che denota la scarsa (meglio dire assente) considerazione in cui si tiene la popolazione di Macchia al fine di calpestare la sua partecipazione alle scelte che le riguardano, mi riferisco alla mancata nomina dei rappresentanti dell'organo consultivo della frazione a dimostrazione dell'assenza del rispetto giuridico di una popolazione che sta duramente pagando per colpe che non ha.Molti avranno accettato le sue scuse, ma per la maggior parte sono scuse "di occasione" perché nulla è in itinere di ciò che è indispensabile per la frazione. L'essere riusciti ad avere copiosi finanziamenti da utilizzare per Macchia potrebbe essere visto come un padre che alla sua famiglia affamata porta champagne e caviale ma non un piatto di pasta con almeno le polpette. L'occasione – ha concluso Ciliberti- mi è grata per ringraziarla della risposta e per dirle che i miei interventi non sono mai rivolti a destabilizzarla anche perché, contrariamente a quello della mia area politica, ho preso spesso le sue difese per tutelare, nel mio piccolo, la sua funzione istituzionale».

Quale futuro per Macchia?

FOCUS:

- Una “bomba ecologica” sta per arrivare nel comprensorio Manfredonia, Mattinata e Monte Sant’Angelo

- Gargano Salute Mentale: L’impianto a Macchia non deve essere costruito

- Monte Sant’Angelo. PD: «Vogliamo garantire il lavoro e amiamo l’ambiente»

- Gargano Salute Mentale: "Sta per cadere una pericolosa bomba ecologica sui cittadini di Manfredonia, Monte Sant'Angelo e Mattinata"

- Monte Sant'Angelo. «Il PD di Monte dica la verità: Macchia, da zona industriale a piattaforma dei rifiuti»

- Gargano Salute Mentale: "La salute dei cittadini non è in vendita. Sindaco, risponda alle domande"

- Apollonio: «Il trucco c’è ed è stato scoperto per realizzare un mega impianto rifiuti a Macchia. Cambiato alla chetichella il regolamento ASI»

- Angelo Riccardi sullo sviluppo di Macchia: «La frustazione di essere figli...»

- Matteo Impagnatiello: «Legambiente approva l’impianto a Macchia»

- Impianto trattamento plastica a Macchia, G. Vergura: «Non temiamo il confronto, bene la discussione ma non si alimentino falsità, non ci sarà alcun inceneritore»

- Un Referendum per dire NO all’impianto trattamento plastica a Macchia

- Matteo Impagnatiello (Unidolomiti): «L’assenza delle politiche ambientali favorisce il degrado della città»

- Impianto riciclo plastica a Macchia. Grandaliano, commissario dell'Ager, «Non sarà un termovalorizzatore»

- Piattaforma rifiuti a Macchia. Al via petizione popolare per dire "No"

- Piattaforma rifiuti a Macchia. Il testo della petizione popolare per dire "No"

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