C’è anche Alfredo Fabbrocini tra i premiati al Premio Ammaturo

Sono quelle persone che ricordiamo per sempre, che porti nel cuore, che hanno lasciato un segno, anche più di uno, nella vita della tua città e di tutta la provincia.

Lui è Alfredo Fabbrocini, dirigente della Polizia di Stato, attuale Capo della Squadra Mobile di Napoli, e già di quella di Foggia.

Un uomo, napoletano, un poliziotto che con passione e fiuto da grande e attento investigatore, e soprattutto persona dalla grande umanità e sempre tra i cittadini, a Foggia ha segnato il tempo.

Quest’anno la Polizia l’ha voluto ancora una volta premiare. Ieri, 15 luglio 2021, è stato tra quelli che ha ricevuto il Premio Ammaturo Legalità, giunta alla sua XII edizione.

L’evento si è svolto nella Basilica di San Gennaro Extramoenia, nel complesso delle Catacombe di San Gennaro, ed è un premio alla memoria del dirigente della Squadra mobile di Napoli ucciso nel 1982 dalle Brigate Rosse insieme al suo collaboratore, l’agente scelto Pasquale Paola.

Come si legge nell’articolo pubblicato sul portale della Polizia di Stato “Prima della manifestazione, nel luogo dell’eccidio, in piazza Nicola Amore, dove è presente la stele alla memoria, il capo della Polizia Lamberto Giannini ha deposto una corona d’alloro in ricordo dei due caduti. Erano presenti il prefetto ed il questore di Napoli, Marco Valentini e Alessandro Giuliano. Durante l'evento, aperto dal questore di Napoli Giuliano e moderato dalla giornalista Rai Alessandra Barone, sono intervenuti il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Giovanni Melillo e il direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo d’Errico. Al capo della Polizia Giannini sono state affidate le conclusioni e nel suo intervento ha ricordato la figura di Ammaturo dichiarando: «Era un uomo molto pragmatico e un profondo conoscitore del territorio» e ha continuato dicendo «C'è un filo che lega il sacrificio di Ammaturo ai giorni nostri, quando un agente di polizia senza timore interviene e rischia la vita e viene gravemente ferito. Questo filo che lega queste attività, questi atti di eroismo quotidiano, è ciò che a noi della Polizia inorgoglisce». In chiusura sono state premiate le operazioni di polizia giudiziaria che si sono maggiormente distinte nel corso dell’anno: quella che ha portato all’arresto di 17 esponenti del clan Vollaro-Mazzarella, quella nei confronti del clan La nuova Vanella Grassi e per finire l’operazione che ha portato all’arresto del latitante Antonio Di Martino".

Proprio per queste operazioni Alfredo Fabbrocini è stato tra i poliziotti premiati.

Carattere forte, detto anche il “Serpico” della Capitanata, come fu soprannominato durante la sua permanenza a Foggia, Alfredo Fabboricini fu quello che materialmente, oltre a svolgere le indagini, mise le manette ai polsi al super boss del “clan dei montanari”, di Monte Sant’Angelo, Giuseppe Pacilli (detto Peppe u’ montanar). Fu anche quello che condusse, con altri suoi colleghi, l’indagine “Romanzo Criminale” che nell’estate dell’anno 2012 insanguinò Manfredonia. Inoltre condusse le indagini per la cattura di Johnny lo Zingaro, al secolo Giuseppe Mastini, ergastolano 57enne, entrato d’impeto per la sua efferatezza nella cronaca nera nazionale.

Tanto per la cronaca e far capire chi è il poliziotto Alfredo Fabbrocini, che oltre agli incarichi succitati, fu alla Mobile di Parma, di Cagliari e capo (direttore) della seconda sezione dello SCO, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, di Roma.

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