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Editoriale. Violenza urbana e immigrazione

a cura di Matteo Impagnatiello, membro Comitato scientificoUnidolomiti.

Nella notte tra il 31 dicembre 2021 e il 1° gennaio 2022, nel centro di Milano, si è verificato almeno un episodio di aggressione sessuale di massa ai danni di una donna da parte di una trentina di stranieri. Pratiche assenti nella nostra cultura, come “taharrush gamea” (espressione araba che equivale a molestia collettiva), si avviano a diffondersi anche in Italia. Anni fa, era accaduto in Germania.

A Colonia, tra il 31 dicembre 2015 e il 1° gennaio 2016 numerose donne denunciarono di aver subìto rapine e molestie sessuali da parte di gruppi di stranieri nordafricani o arabi: circa duemila giovani uomini, alcuni ubriachi se non sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, stranieri e per lo più arabi, derubarono o commisero violenze sessuali nei confronti di un migliaio di donne, dopo averle isolate e accerchiate.

Sia nel caso italiano- avvenuto in tempo di pandemia sanitaria-  sia nel caso tedesco, le Forze di polizia, a fatica sono riuscite a ripristinare l’ordine e la sicurezza pubblica. In Italia, è nota la loro carenza di organico. Intanto, negli spazi pubblici cittadini, dove una volta potevano accedere le famiglie, ora prosperano spaccio di droga, commercio di prostitute, presenza di ubriachi, arredo urbano danneggiato e strade sporche. Sono segnali di degrado, inciviltà e illegalità diffusa che inquietano e preoccupano.

Non di rado, strade, piazze e parchi diventano teatro di violenti risse tra stranieri di diversa nazionalità, che si affrontano armati di spranghe, asce o qualunque altro oggetto disponibile. Stazioni ferroviarie e vie limitrofe, ad una certa ora, diventano pericolose per l’incolumità pubblica. Di fronte al dilagare del degrado e dell’illegalità, si assiste alla fuga dei residenti storici, consapevoli di uno Stato poco efficiente: interi quartieri si svuotano di italiani per cedere il posto agli immigrati, regolari o illegali.

Nel contempo la trasformazione urbana si completa con la presenza di negozi etnici o comunque gestiti da stranieri. E le problematiche legate alla convivenza con gli immigrati aumentano in modo esponenziale, con pesanti ricadute sociali.

L’ultimo decreto flussi del Governo Draghi ha allargato le maglie delle quote riservate agli ingressi di cittadini stranieri, ampliando considerevolmente il loro numero: 69.700 nuovi ingressi autorizzati nel 2022. Le Istituzioni restano sorde al clima di preoccupazione per l’ondata di immigrazione che si abbatte sui nostri territori.

Nel 2021 sono sbarcati sulle coste italiane 67.040 immigrati, poco meno del doppio rispetto ai 34.154 dell’anno scorso.  

Nonostante sia sempre più evidente il fallimento dell’integrazione e del modello di società multietnica (per usi, costumi ed abitudini diverse incompatibili con la società accogliente), al 1° gennaio 2021 gli stranieri residenti in Italia risultano essere 5.171.894 e rappresentano l'8,7% della popolazione residente.

Nell’agenda politico-istituzionale mancano misure finalizzate al contrasto delle mafie straniere. Triadi cinesi, clan ucraini, cult nigeriani, dealers marocchini, gang di latinos, mafia georgiana: presenze criminali che si infiltrano nell’economia italiana, inquinandola.

Né emergono strategie di contrasto all’immigrazione clandestina, senza le quali saremo costretti ad assistere inermi all’intensificarsi di fenomeni che nulla hanno a che vedere con la millenaria cultura italiana ed europea.

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