Elisabetta Belloni, ad un passo alla presidenza della Repubblica Italiana

Non ce l’ha fatta la dott.ssa Elisabetta Belloni a essere eletta Presidente della Repubblica Italiana. Nella storia della Repubblica poteva essere il 13esimo Capo dello Stato e la prima donna a ricoprire la massima carica al Quirinale. In realtà non è mai comparsa, se per qualche preferenza, tra i numeri apicali degli scrutini che si sono succeduti in questi giorni.

Il suo nome è uscito “sotto copertura” -tanto per rimanere in tema Servizi..."- prepotentemente dopo il sesto scrutinio, dopo l’ennesima débâcle di un sistema politica che ha fatto acqua da tutte le parti.

Una scelta fortemente voluta dapprima da diverse parti politiche parlamentari, poi solo dalla Lega lasciata sola nell’investitura. Una silurata da pusillanimi. E qui è caduto l’asino mentre trainava il carretto dei consensi trasversali. Giammai un Presidente divulgato dai leghisti di un centrodestra non tutto unito, forse anche perché donna, un nome bipartisan espresso anche dal centrosinistra solo per bruciarlo e far bruciare chi lo ha enunciato. Non si può avere come Capo una dei Servizi Segreti il pensiero machiavellico di chi preferisce una pedina da muovere a piacimento.

Poteva essere la svolta per l’Italia, una donna al vertice, a garanzia della Costituzione, ambasciatrice del nuovo corso politico e intrecciatrice di politiche internazionali oggi labili.

Una donna a capo del DIS –Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza-, l'organo di cui si avvalgono il Presidente del Consiglio dei ministri e l'Autorità delegata per l'esercizio delle loro funzioni e per assicurare unitarietà nella programmazione della ricerca informativa, nell'analisi e nelle attività operative di AISE e AISI, due Servizi Segreti italiani. Una donna con un curriculum inappuntabile e sostanzioso, ma tecnico, con l’occhio lungo e con una mente fine, che a livelli internazionali è ben vista e considerata, specie ora con gli attuali venti di guerra tra Russia e Ucraina, e le conseguenze che ne deriverebbero per tutta l’Europa e gli stati membri della NATO. Una donna che non le manda a dire e che conosce tante cose.

Sarebbe stata una scelta oculata, che vede oltre le solite scelte partitiche e che la stessa Belloni, l’indomani del suo incarico al DIS affermò: «Per l’assunzione di incarichi che comportano una forte responsabilità anche individuale, le donne sono particolarmente idonee. Perché le donne hanno quasi per natura una propensione alla decisione senza tentennamenti e all’assunzione di responsabilità anche quando ciò comporta dei rischi personali».

La politica di politicanti da teatrino di piazze ha detto no! Chissà perché… E non certo perché non è un politico di lungo corso, e neanche perché una donna. Forse per la sua strategica posizione?

Un particolare non passa inosservato, la Belloni è la prima donna che ricopre posizioni apicali nella carriera diplomatica e nei Servizi di Sicurezza Nazionale. È stata la prima donna a frequentare un collegio dei Gesuiti, all’interno della Chiesa Cattolica Romana che viene chiamato anche Compagnia di Gesù, quell’Ordine religioso da cui proviene anche Papa Francesco. Formazione rigorosa, dove l’ubbidienza è al vertice, la riservatezza è virtuosamente sacrale, la perfezione è uno stile di vita. Ubbidienza è ciò che un Capo deve alla Bandiera, alla Costituzione Italiana, al Popolo Italiano. Elisabetta Belloni è tutto questo. Peccato non averla avuta come Presidente della Repubblica Italiana.

 

Qurinale e Servizi Segreti

 

Ma chi è Elisabetta Belloni?

fonte: www.sicurezzanazionale.gov.it e varie

Nata a Roma nel settembre 1958, si laurea in Scienze politiche presso l’Università LUISS di Roma.

In carriera diplomatica dal 1985, presta servizio alla Farnesina presso la Direzione generale degli affari politici, poi nel 1986 lavora presso l’UNIDO a Vienna.

Dal 1989 al 1992, nuovamente alla Direzione affari politici, segue i lavori della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE), è Vice Capo della Delegazione CSBM (Confidence and Security Building Measures) a Vienna e, in seguito, membro della delegazione italiana alla conferenza di Helsinki sui seguiti della CSCE.

Dal 1993 al 1996 è Primo Segretario a Vienna alla Rappresentanza diplomatica presso le Organizzazioni internazionali poi, sino al 1999, presta servizio all’Ambasciata d’Italia a Bratislava.

Rientrata a Roma nel 1999, lavora presso l’Ufficio Russia della Direzione affari politici. Nel 2000 è capo della Segreteria presso la Direzione per i Paesi dell’Europa; nel 2001-2002 è Capo dell’Ufficio per i Paesi dell’Europa centro-orientale.

Dal 2002 al 2004 è capo della Segreteria del Sottosegretario di Stato agli Esteri. Nel 2004 è nominata Capo dell’Unità di Crisi della Farnesina.

Dal 2008 al 2012 è Direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo; dal 2013 al 2015 assume le funzioni di Direttore generale per le Risorse e l’Innovazione.

Promossa Ambasciatore di grado nel 2014, nel 2015 assume l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Dal 5 maggio 2016 è Segretario Generale della Farnesina.

Nel 2018, fu protagonista del toto-nomi  di un mandato di Presidente del Consiglio nella XVIII Legislatura.

Il 12 maggio 2021 il Presidente del Consiglio dei ministri ha nominato l’Ambasciatore Elisabetta Belloni Direttore generale del DIS.

Della vita privata di Elisabetta Belloni si sa poco. Ora vedova, fu sposata con Giorgio Giacomelli, padovano, deceduto nel febbraio 2017. Giacomelli era un diplomatico con ruoli apicali. Fu Ambasciatore dove in 30 anni di incarichi ricoprì servizi istituzionali nei territori della Siria e della Somalia.

Nel corso della sua carriera Elisabetta Belloni fu anche docente di Cooperazione allo sviluppo alla Luiss di Roma, parla 4 lingue -inglese, francese, spagnolo e tedesco-.

Fu tre volte insignita di alte onorificenze internazionali, quella di Cavaliere della Legion d’onore in Francia nel dicembre 2007, di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana il 1° giugno 2017, di Dama di Gran Croce dell'Ordine del Fedele Servizio, in Romania, il 15 ottobre 2018.

 

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