Razzismo sul campo di calcio. «Scimmia, gorilla torna nella foresta» Accade anche a Rocchetta Sant’Antonio

Abdoulaye Fofana, venuto dalla Guinea, operaio in un’ impresa edile a Calitri, nell’avellinese, e giovane 21enne calciatore della Heraclea, la locale squadra dilettantistica che raggruppa tre comuni dei Monti Dauni (Candela, Rocchetta Sant’Antonio, Sant’Agata di Puglia), ha subito l’ennesimo caso di razzismo sui campi di calcio.

Il fatto è avvenuto durante la partita di calcio tra Heraclea e Altavilla Irpina, sdisputata domenica 20 febbraio 2022 nel campo sportivo di Rocchetta Sant’Antonio.

Insultato per tutta la partita, Abdoulaye Fofana è uscito in lacrime dopo che l’arbitro ha sospeso la partita.

«Negro di merda, torna nel tuo paese», «Scimmia, gorilla torna nella foresta», le offese più gravi che il giovane 21enne ha ricevuto dai colleghi avversari e che ha dovuto sopportare fino a quando ha reagito, scatenando una risa, poi sedata dopo il fischio della sospensione del match.

Un partita all’insegna della sopportazione, del conforto andare avanti dai suoi compagni di squadra, incoraggiandolo e distraendolo dagli epiteti. Ma alla fine non ce l’ha fatta più, ricordando che già all’andata nel campo irpino era stato già oggetto di offerse razziste sia nel campo che dagli spalti.

Amareggiato il commento del sindaco di Rocchetta Sant’Antonio, Pompeo Circiello: «Nel 2022 siamo ancora costretti ad assistere ad episodi di razzismo».

La società di calcio dell’ Altavilla Irpina, nella persona del presidente, il giorno dopo fa giungere le scuse, accettate da Abdoulaye Fofana ma non dimenticando il barbaro trattamento ricevuto durante un evento che dovrebbe unire e non separare:  «Lo sport deve unire e mai dividere. In campo devono vincere il rispetto, e il fair play. Usare lo sport come strumento per far del male agli altri» il suo commento.

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Redazione

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