Punti di (s)vista. Belligerante ma non troppo

Putin non è impazzito. Vuole l'Ucraina per le sue strategiche aree commerciali. Attacca e bombarda luoghi meno importanti preservando quelli strategici, come i porti.

Propaga anche fake news per destabilizzare l'opinione degli stati Nato e il suo stesso popolo.

È uno stratega, non c'è dubbio, di scuola KGB, perciò anche militarmente certo delle sue decisioni e azioni.

Chi scatena una guerra è un criminale, come lo è chi oppone reazioni militari anche difensive.

Le sanzioni sono la diplomatica azione di chi vuole evitare scenari bellici che, oltre a sacrificare vite, cerca un'intesa per porne la fine. L'estrema ratio diplomatica è inibire lo Swift, ma come risponderà la Russia (e Cina sottobanco)?

Biden pare il Bush del 21esimo secolo, forte della sua potenza militare e debole della sua credibilità in casa propria.

Zelensky si sente solo. Un dato di fatto che probabilmente lo porterà a trattare con Putin, anche con il suo estremo sacrificio.

Putin combatte l'esercito ucraino e nello stesso tempo lo esorta a consegnare Zelensky. È belligerante ma non troppo, stratega con l'elmetto e politico con la corona.

Chiede una resa ai suoi nemici in nome di una pace che lo porterà a guidare l'Ucraina commercialmente, finanziariamente, anche politicamente con un suo pupo.

La Nato nel frattempo evita il contatto militare e fa bene, altrimenti sarebbe causa di quella Terza Guerra Mondiale che sta scatenando la Russia fiancheggiata dalla Cina.

Nato, un'organizzazione che si mostra con "NATO - OTAN", che "riverbera" come un "omen - nomen", e a molti non piace e che invece dovrebbe rassicurare iniziando dalla divulgazione.

Contestualmente c'è un'Europa, e russi compresi, che scende nelle piazze, ma Putin se la ride perché son le solite manifestazioni di faccia, che giustamente sono per la pace ma nella sostanza rispondono con fiori ai proiettili.

Come del resto facciamo tutti, vendendo le armi agli stessi paesi che ci minacciano. Un bigottismo tutto economico in nome del denaro, fregandosene dei popoli.

La Cina osserva e attende, sperando che Putin abbia l'Ucraina, che diverrebbe l'area di confine commerciale con l'Europa, perciò con gli States, in altre parole potere contrattuale a pieno titolo.

Scenari geopolitici che in sostanza erano nell'aria da anni, spinti da venti belligeranti già esistenti in alcune province ucraine fiancheggiate dalla Russia. Il Donbass è la sua plastica realtà, da anni in guerriglia, la stessa che potrebbe solleticare il naso a Putin se l'Ucraina non cede.

L'espansionismo di un paese legittima forzature, ma quelle democratiche e con le trattative, non con la guerra. Ma chi è abituato a ragionare con l'elmetto in testa conosce solo questa variante.

In casa propria non si interferisce, a meno che guerre e genocidi non siano i prossimi scenari. Un esempio già vissuto, 70 anni fa, e recentemente con anni di scontri in Medio Oriente dove gli USA hanno fallito, finanche nel ritiro delle truppe.

Nel mezzo ci siamo noi, con il nostro import/export sempre più in affanno e con prezzi stratosfericamente innalzati. Un impoverimento generale che si ripercuote sui cittadini, sempre meno assistiti e allontanati dai sistemi di potere che li hanno globalizzati per aumentare spese incassate da loro. Ma questo accade in Italia non negli USA, che sono autonomi economicamente.

Una pecca tutta italiana che non ha saputo e voluto investire in infrastrutture energetiche solo per salvare facce politiche in nome di governi arcobaleno che hanno depauperizzato il fu Belpaese.

Come finirà?

Putin otterrà l'Ucraina trattando con i generali ucraini, e Zelensky....

Solo Putin sa che fine farà, mentre la Nato osserverà e continuerà a propagandare Peace in the world.

Ad Maiora!

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