Monte Sant’Angelo. Archi Villa comunale. La Soprintendenza risponde ma…c’è imbarazzo

Su questa testata abbiamo raccontato la querelle degli archi rinvenuti sul muro di cinta dell’ex convento dei Cappuccini nella attuale villa comunale di Monte Sant’Angelo.

Molti son stati gli interventi da più parti politiche e cittadine, che chiedevano la temporanea sospensione dei lavori di ristrutturazione di quell’edificio presente in villa comunale, in attesa della risposta della Soprintendenza dei Beni Culturali. Tra rimostranze, denunce pubbliche sul web per la chiusura con la malta, ricostruzioni storiche sul convento per dimostrare la sua valenza storica e culturale, risposte di attesa del Comune, oggi finalmente è giunto il verdetto: i lavori di ristrutturazione a quel muro possono proseguire, senza tener conto, momentaneamente, degli archi.

si deduce che le stesse possano essere attribuibili a precedenti fasi trasformative dell’ex Convento dei cappuccini, oramai inglobate nel palinsesto architettonico. Approfondimenti esaustivi debbano essere svolti in occasione di un futuro progetto di restauro che coinvolga l’interno del bene culturale, circostanza che consentirebbe di inquadrare le strutture soggiacenti all’interno del generale assetto trasformativo del palinsesto monumentale” la risposta della Soprintendenza dei Beni Culturali.

Una risposta che ha imbarazzato molti e che lascia quell’amaro in bocca per un bene architettonico che poteva essere restaurato mostrato come bene culturale e storico. A porlo in evidenza sono l’associazione politico-culturale “Armonia” e il Consigliere comunale d’opposizione di “A Monte”, Matteo Notarangelo, primi a far notare e interrogare Comune, Soprintendenza e storici dell’arte e della Letteratura, sul bene prima scoperto, poi ricoperto e infine inglobato, seppur momentaneamente, nei lavori di ristrutturazione e ammodernamento in villa comunale. E ciò accade proprio nel giorno che Notarangelo depositava l’interrogazione consiliare al sindaco. Un caso? Forse..o anche.

«Finalmente, dopo 15 giorni, la Sovrintendenza di Bari ha risposto –le prime parole dell’Ass. Armonia, che ha proseguito- Ribadiamo che se non ci fossero stati i comunicati delle forze di opposizione e, in piena autonomia, del Gruppo consiliare "A MONTE, la Sovrintendenza non sarebbe stata informata del rinvenimento degli archi. Sottolineiamo che anche per la Sovrintendenza quegli archi evidenziano la presenza di strutture inglobate nel "palinsesto architettonico" del Convento. Precisiamo, inoltre, che anche la Sovrintendenza è del parere che siano necessari "approfondimenti esaustivi". Ciò che ci sconcerta, però, è il fatto che con una semplice rimozione di alcune pietre si sarebbe potuto accertare la presenza e la consistenza di eventuali locali. Una verifica, comunque, indispensabile per decidere della utilità e necessità di predisporre un apposito progetto di restauro. Assessore Vergura, c'è stato sul cantiere il sopralluogo dei funzionari della Sovrintendenza? –Incalza Armonia-. C'è traccia, eventualmente, del sopralluogo nel parere? Assessore Vergura, non è il rinvenimento di quegli archi che ha rallentato i lavori. Si svegli! C'è un ritardo di ben 300 giorni su 240 pattuiti tra il Comune e l'ATI aggiudicataria! Si adoperi immediatamente per l'applicazione delle leggi. Ha attivato la procedura per comminare all'ATI le sanzioni di legge, considerato che questo enorme e ingiustificato ritardo ha causato notevoli danni alla collettività e al Comune?».

Il riferimento a Giovanni Vergura non è a caso, giacché da pochi giorni è l’assessore ai Lavori Pubblici, con deleghe ai lavori pubblici, manutenzione, arredo urbano, verde pubblico, patrimonio, servizi cimiteriali e sport, il quale interviene solo ora sulla vicenda, dopo la risposta della Soprintendenza. Un caso? Forse…o anche.

Degli stessi toni è Matteo Notarangelo che in una nota chiede al Soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Bat e Foggia che ha relazionato sul futuro degli archi: «Ma avete aperto? Avete verificato? Gli" approfondimenti esaustivi" verranno fatti? Se si, quando? Nella prossima vita? Ma secondo voi è una risposta? –pressa Notarangelo-. Dopo rismontiamo il chiosco? Questa sarebbe la città dei due siti UNESCO e candidata a Capitale della Cultura 2025? – sarcasticamente chiede-. Si può offendere l’intelligenza della gente?»

Un dato è certo, quegli archi saranno chiusi e chissà per quanto tempo. E' un po’ come quando le Soprintendenze non hanno denaro e decidono di chiudere il bene, nel caso spcifico di farlo sparire tra muri, inglobandolo nei metri quadrati di strutture ammodernate. O peggio ancora, tanto per citar un esempio che ha dell’impensabile, sotterrare il bene per, come dicono loro, sottrarlo a ladrocini, come sta avvenendo per la Tomba della Medusa, in agro Arpinova a Foggia, un sito archeologico risalente al III - II secolo a. C, che doveva diventare un polo museale con tanto di mega struttura che pareva un'astonave, visibile dall'A14 direzione Foggia-San Severo, dove son stati spesi, non investiti, miliardi di vecchie lire, che è il caso di dire andati in fumo, anzi in tasca.

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