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Punti di (s)vista. Il degrado stradale di una Monte che vuole risposte e chiede interventi

Ieri, 31 luglio2022, nella rubrica “Contrappunti”, è stato ospitato un interessante articolo del dott. Giovanni Ciliberti, un pensiero del tutto dovuto da chi ha il polso della situazione locale.

Con “La buona politica dei novelli Robin Hood”, Ciliberti ha posto in evidenza in modo inequivocabile l’annoso problema della riqualificazione pavimentale stradale in alcune parti di Monte Sant’Angelo, che a breve sarà oggetto di lavori con un finanziamento statale di € 60.000. Riqualificazioni svolte, pare, sempre in zone già migliorate anzitempo o centrali nel paese, ma mai considerando quelle periferiche e oltre i confini urbani, come per esempio le strade di congiungimento tra Macchia e interne a essa o con la Foresta Umbra.

Ebbene, proprio per quest’ultima area, tra l’altro scrigno di uno dei due beni UNESCO, cui Monte si fa garante, interviene su facebook Gianfranco Eugenio Pazienza. Con un una foto e un post pubblicato, Pazienza segnala pubblicamente lo stato di degrado e pericolo, che vuol dire abbandono di chi dovrebbe intervenire (il Comune di Monte Sant’Angelo), della strada che da Monte porta alla Foresta Umbra.

«Questa è lo stato (fossi e rovi, cunette come inutile orpello) in cui versa la strada che collega i due siti UNESCO del Gargano: la Foresta Umbra (foreste vetuste) e Monte Sant'Angelo (basilica grotta dell'Arcangelo). Quale colpa e quale condanna deve espiare il Gargano interno (cuore del Parco agonizzante), meta delle nuove forme di mobilità?» è ciò che Gianfranco Eugenio Pazienza ha scritto su facebook, alzando l’asticella in un altro commento: «Questa strada oltre ad essere orami frequentata da ciclisti e camminanti, in estate, quando il tempo sulla costa non è bello, è percorsa da molte centinaia di auto che si dirigono a Monte o a San Giovanni Rotondo. Mostrando il volto incomprensibile (e non ammissibile) di un Parco Nazionale».

Ogni considerazione è superflua; rimane solo intervenire. E ciò è compito dell’Amministrazione comunale di Monte Sant’Angelo per #LaCittàdeidueSitiUNESCO.

Ciò detto, rimane sempre l’incompiuta risposta a tante domande poste dai Montanari, anche da chi ha ridato fiducia all’attuale Amministrazione ma rimane in silenzio, che per conoscerne responso o devono avventurarsi in un Albo Pretorio non alla portata di tutti, o ricercare tra i post auto-proclamatori dei social e non tutti hanno facebook o sanno utilizzare internet, o attendere che qualcuno della stampa lo scriva sempre che sindaco e/o assessori si degnino di inviarne notizia con comunicati stampa a mezzo email (il cerca/trova lo facciano altri...collaboratori).

La risposta che si vuol avere, in altre parole, è quella che se l’UNESCO elargisce fondi per collaborare a conservare suoi beni, questi come vengono utilizzati e dove e per come? Faggete e Grotta dell’Arcangelo fino a ora come son stati trattati, e con essi le vie per raggiungerle e servizi affini e di pubblica utilità e sicurezza?
Qualcuno può e vuol rispondere ai Montanari che tramite questa testata giornalistica chiedono risposte, giacché non le ottengono direttamente o a mezzo stampa (solo post auto-proclamatori su facebook)?

È possibile che chi voglia recarsi in Foresta Umbra o visita la periferia di Monte Sant’Angelo debba assistere a scenari orripilanti di lavori pubblici incompiuti? Strade bucate, manto stradale usurato, carreggiate invase dalla vegetazione, segnaletica stradale verticale occultata da rami ed erbacce, perlopiù con fori da armi da fuoco (non è un bel biglietto da visita…), segnaletica stradale orizzontale invisibile, e dulcis in fundo ma questo è più un problema di gestione dei proprietari e della Forestale, animali selvaggi vaganti, vacche, pecore, cinghiali, cavalli, che sostano o attraversano la strada, mettendo in gravissimo pericolo chi percorre quelle strade.

Se si vuole che Monte Sant’Angelo riacquisti quell’importanza culturale, storica, pellegrina, religiosa, turistica, che vuol dire anche opportunità di lavoro e centralità nell’incremento demografico, l’Amministrazione comunale intervenga nell’immediato e si accolli responsabilità di cinque anni che non hanno prodotto ciò che doveva fare come si era prefissata nel 2017. Lo stato di abbandono dell’area abitativa di Macchia è una prova incontrovertibile, e non bastano scuse pubbliche del sindaco a placar animi e sedare controversie che portano a spopolarla, sebbene chi ci viva lo fa solo per un tetto spesso “sgangherato”, il resto utilizza i servizi offerti dalla vicinissima Manfredonia. Un dato che deve far riflettere e che inesorabilmente porterà Monte a diventare tra qualche anno un paese con meno di 9mila abitanti –a fronte dei circa 11.400 di oggi-, tra l’altro con un indice di età anagrafica ultra sessantenne, diventando un paese per soli pensionati.

Ad Maiora!

#puntidisvista  ♨️ #freethinker  #MonteSantAngelo  #ForestaUmbra #LaCittàdeidueSitiUNESCO

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