L’ex convento dei Cappuccini a Monte Sant’Angelo

Il convento fu fondato nel 1595 dall’ordine monastico dei Cappuccini, lungo l’antica cinta muraria, poco distante dal Castello, anche se in realtà esso risale ad epoche molto più lontane, quando si trovava in aperta campagna, con una primitiva chiesa dedicata a San Nicola di Bari. Man mano che i fedeli incominciarono a frequentare sia la chiesa, ampliata nel 1601, che il convento, questi crebbero di importanza, tanto da ingrandire le loro fabbriche e da instituirvi un vero e proprio ospizio per i più poveri e per i tanti pellegrini che visitavano il Santuario di San Michele, sorto alla fine del V secolo. Quindi un’oasi di preghiera, di pace e di carità francescana, che si distingueva soprattutto nell’ospitalità per i religiosi forestieri che salivano al Gargano. Il convento, tra l’altro, accolse non meno di dodici Ministri generali dell’Ordine in visita all’Arcangelo, tra i quali S. Lorenzo da Brindisi. Tutta l’attuale villa comunale, la zona del palazzo degli studi e gli stessi alberi del Belvedere non erano altro che il grande e profumato giardino del convento dove si coltivavano frutta, verdura e piante medicinali. Tuttavia i religiosi si occuparono soprattutto di malati colerici e nei periodi di epidemie di colera, tutto il complesso era trasformato in lazzaretto con i frati impegnati amorevolmente nella cura dei malati.

Con il tempo le fabbriche, sia della Chiesa che del Convento, si ampliarono, tanto da diventare un complesso molto vasto e ben strutturato, tanto che nel 1678, dopo vari ampliamenti e suppellettili, che comprendevano anche alcuni locali sottostanti il convento e dove oggi sono apparsi due archi dell’antica struttura monastica, adibita probabilmente a refettorio o a ricovero momentaneo dei malati, la Chiesa, adiacente il Convento, venne consacrata dal cardinale Orsini, che fu papa con il nome di Benedetto XIII (1649-1730). Con il Settecento il complesso divenne molto più ampio, tanto da ospitare numerosi giovani francescani, che erano sempre in prima fila per soccorrere chi ne aveva bisogno, ma soprattutto i malati cronici, tanto da trasformare i locali in un vero e proprio hospitium.

MSA 17giu2022 Archi ex convento Cappuccini Villa Comunale 001

Arco murario sottostante l’ex Convento dei Cappuccini

Nel 1880, su progetto dell'Ingegnere Giuseppe Hueber, fu   costruita   l’attuale scalinata ed il   pianerottolo sporgente con la balaustra di pezzi lavorati in sostituzione della ringhiera di ferro già progettata. La    facciata è liscia e povera di decorazioni. Al di sopra del portale vi è una nicchia nella quale è collocata una bellissima statua di San Michele Arcangelo.

Entrando ci si trova subito sotto un grande arco sulla cui volta, nel centro, è dipinto un angelo a tempera, arco che sorregge il coro, dove vi è uno splen dido organo fatto costruire dal Sacerdote   don   Nicola Rinaldi nel 1935/40. La chiesa è a due navate: una centrale e una laterale chiamata il Cappellone, divisa tra loro da due piccoli archi che poggiano su due pilastri quadrangolari.

Sulla sinistra della navata centrale si sono due archi ciechi che fungono da nicchie. Nella prima nicchia c'è la statua della Madonna del Rosario e quella del   Sacro   Cuore; nella seconda vi sono due grandi statue di pietra raffiguranti S. Pietro e S. Gi ovanni, provenienti dalla distrutta chiesa di San Pietro.

In una parte dei locali rimasti liberi, dopo la soppressione dei frati cappuccini, il Comune vi trasferì l’ospedale civile dove, negli anni 1940/1960, operò il mitico prof. Filippo Ciociola, il quale tenne alto il nome e la fama della città con la sua straordinaria abilità chirurgica, quando la Casa Sollievo di San Giovanni Rotondo era ancora da venire. L’altra parte dei locali ospitò la Congregazione di carità, ente religioso che si occupava della beneficenza e che poi divenne comunale con il nome di E. C. A. Qui trovarono realizzazione un asilo per bimbi, un collegio di formazione ed educazione per le ragazze delle famiglie meno abbienti e la casa di riposo per anziani, affidati alle Suore del Preziosissimo Sangue della beata Maria de Mattias, che hanno curato fino al 2016 e con amore quest’ultimo settore di assistenza ai più bisognosi, così importante della vita sociale cittadina.

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