L’Intervista. “Sabato, domenica e lunedì”, a Torremaggiore in teatro va in scena l’opera Eduardo De Filippo. Lo racconta il regista Paolo Di Capua

Dopo mesi di attesa per l’emergenza sanitaria in corso, finalmente si potrà ritornare in teatro. Torremaggiore lo farà prestissimo. Ad allietare quanti vorranno assistere a una commedia dal vivo ci penserà la compagnia dell'associazione culturale "Gruppo Teatrale Il Baffo", di Torremaggiore, di Paolo Di Capua, che metterà in scena, il 17 - 18 - 19 e il 24 e 25 ottobre 2020, presso il teatro "Luigi Rossi" a Torremaggiore, “SABATO DOMENICA e LUNEDÌ”. L’opera di Eduardo De Filippo è stata completamente riadattata dal regista Paolo Di Capua.

La redazione ha voluto incontrare i protagonisti del gruppo teatrale. Lo ha fatto durante una pausa nelle ultime prove. Con il regista ripercorriamo gli eventi che hanno portato a questa realtà, tracciando brevemente le fasi più salienti della sua ascesa.

Paolo ci racconta che l'associazione nasce nel 2018. Già negli anni ‘80, a circa 17 anni, a livello amatoriale si avvicina al teatro. È negli anni ‘90 che in lui scoppia l’amore per Eduardo e il suo teatro. La prima opera che in quegli anni scoprì e portò in scena fu "Natale in casa Cupiello", un classico che mette a dura prova ogni regista teatrale, l’esame per eccellenza della cultura teatrale, non solo classica partenopea.  Erano tempi in cui si avevano pochi mezzi a disposizione, ma c’era tanta passione, ripagata dell'apprezzamento che il pubblico dimostrò in quell'occasione. L'amore per Eduardo De Filippo nasceva dal fatto che le sue opere raccontavano e raccontano fatti di vita quotidiana, sempre attuali. Ma Paolo le vede troppo pesanti e così decide di rimodularle, di renderle più semplici, di più facile lettura. Dopo varie interpretazioni, rimodulazioni, tentativi di conferire alle sue regie, quel tocco personalizzato, fu un amico che a Paolo Di Capua ripropose dopo trenta anni di riportare in scena “Natale in casa Cupiello”, presentandolo  con la compagnia attuale, la stessa che in questo teatro, a Torremaggiore appunto, nel gennaio del 2019 riscosse un bellissimo successo. In lui, in quel momento nacque l'idea insieme con gli altri di creare un'associazione, una OdV – Organizzazione di Volontariato- , non solo per loro ma soprattutto per i tanti giovani che amano il teatro e vogliono entrare in questo mondo.

D: Buongiorno Paolo, complimenti per aver messo in scena un’opera così famosa e molto difficile. Innanzitutto grazie per aver scelto Torremaggiore come platea inaugurale. Seppur il teatro abbia autori moderni e contemporanei, come mai continui vuole fortemente rappresentare i classici di Eduardo De Filippo?

R: Eduardo ha scritto circa cinquantasei opere divise nella cantata dei giorni pari e in quella dei giorni dispari. Tutte le commedie di Eduardo, oltre ad essere belle, sono sempre attuali e alla fine lasciano un messaggio allo spettatore, che viene ad assistere allo spettacolo".

Nelle sue parole di Paolo emerge l'amore per questo teatro, per queste opere. Ma ha deciso di riadattare questi testi, che a volte possono apparire abbastanza duri, rocciosi. Anche perché il pubblico di Torremaggiore, ma non solo, ha bisogno di ridere, e forse in questo periodo ha bisogno di “staccare la spina” e di rilassarsi.

D: Dalla sua esperienza che emozioni verranno fuori, quale sarà il feed-back?

R: Chi andrà a seguire questo spettacolo avrà l'impressione di entrare in un film. Ci saranno colonne sonore,  pezzi musicali, pause, sguardi di un uomo, di una donna, la gelosia, in poche parole il sentimento sarà protagonista. Spero che comunichi messaggio di solidarietà, bene comune, aiuto reciproco, amore per il prossimo.

D: La rappresentazione era programma da mesi. In questo periodo di “fermo obbligato” è cambiato qualcosa sul piano emozionale?

R: L'opera sarebbe dovuta andare in scena a marzo, ma a causa del lockdown ci siamo dovuti fermare. In questi mesi sono continuate le prove, anche se con pause varie. Tuttavia questo prolungarsi delle prove è stata anche l'occasione per eliminare errori, inesattezze, per migliorarci. Lo spettacolo, se tutto fosse andato secondo i piani, lo avremmo portato anche a Lucera, al Teatro Garibaldi, e a San Marco in Lamis. Ma ne riparleremo il prossimo anno. Le emozioni , credo, saranno amplificate perché l’augurio è di star insieme, un modo di vivere che oggi è “contingentato” e che dovrebbe insegnare a darci una mano.

D: La compagnia come ha reagito a questo fermo e alla ripresa? Come si organizzerà per dar la possibilità a chi vorrà di seguirle in teatro con le attuali normative vigenti di emergenza sanitaria?

R: Oggi non posso che ringraziare tutti gli attori che interpretano i personaggi dell’opera. Ringrazio di cuore tutto lo staff che si è impegnato al massimo per dare il meglio. Tuttavia, a malincuore credo che forse dopo  lo spettacolo di Torremaggiore, ci sarà un nuovo periodo abbastanza lungo di lockdown, ma il gruppo "Il Baffo" ci sarà anche nel futuro. Lo spettacolo, in accordo con i responsabili del teatro è stato organizzato su più date, con repliche, proprio per garantire la distanza e la piena sicurezza. Saranno rispettati tutti i protocolli e si chiede anche agli spettatori pazienza e collaborazione.

D: Allora paolo, ci vediamo il 17 per “la prima”.

R: Noi vi aspettiamo, per concedervi una pausa di serenità e per sorridere insieme.

La prima data dello spettacolo teatrale sarà il 17 ottobre2020, come detto, presso il teatro "Luigi Rossi" a Torremaggiore.  C’è disponibilità ancora per qualche biglietto. “SABATO, DOMENICA e LUNEDÌ” vi aspetta.

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