“Mìzze ‘o lìsce”: poesie in dialetto per ricordare suoni, odori e colori di Foggia

Mìzze ‘o lìsce, per gli abitanti di Foggia “d’u quàrte“, era la Piazza dell’Addolorata, l’unica nel borgo medievale – ’a càpe de cavàlle – ad essere pavimentata con mattonelle di asfalto, lisce per costituzione e, pertanto, idonee allo svolgimento dei tanti giochi di cui oggi, purtroppo, se ne è perduta la traccia, soppiantati da playstation e smartphone. Angelo Giorgio Pellicano con questo suo piccolo libro di poesie pubblicato da edizioni fogliodivia, ci riporta indietro nel tempo, ci racconta di una Foggia passata, quasi sbiadita, che continua a vivere e resistere attraverso l’uso del dialetto, dei suoni, dei colori, degli odori, dei cibi, degli elementi che caratterizzano la città che per l’autore è «‘u bagùglie de tùtte ì recùrde».

Grazie alla disponibilità e alla passione del Presidio del Libro di Foggia – Gruppo di Lettura “Scripta… volant”, il libro “Mìzze ‘o lìsce. Pensieri e ricordi” sarà presentato mercoledì 31 ottobre 2018, alle ore 18.30, presso il Circolo Culturale Fampalà (Piazza Mercato 11). Saranno presenti: Giuseppe Messina, presidente del Presidio del Libro di Foggia – Gruppo di Lettura “Scripta… volant”; Giorgio A. Pellicano, autore del libro; Angelo Capozzi, docente in Tradizioni foggiane e cultura dei Dauni. Nel corso della serata saranno lette alcuna poesie.

Le pagine del volume sono un’occasione per rivivere luoghi, paesaggi, volti, mestieri ormai scomparsi, in un susseguirsi di stati d’animo, emozioni, riflessioni e confessioni in cui lo sguardo fiducioso verso il futuro spesso cede il passo al sentimento della nostalgia per «l’ànne ka sò passàte». Perché prima se l’uomo era al centro di tutto, della piazza, della vita, oggi non è più così. Mìzze ‘o lìsce, infatti, vuole esprimere anche il concetto di alienazione dell’uomo e la sua solitudine in un contesto urbano sempre più deserto di rapporti, di comunità, di condivisioni. Per questo, l’autore invita ad avere speranza, a credere ancora nella rinascita dell’uomo, perché è impossibile guardare al futuro senza ricordare il passato, da dove si è partiti, le radici della propria storia. Grazie alla disponibilità dell’autore, una parte del ricavato sarà destinato al sostegno del dormitorio di accoglienza per senza fissa dimora allestito nella parrocchia di Sant’Alfonso dei Liguori a Foggia.

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