Mostra d’arte di Rox Ciuffreda appello per l’istituzione di una pinacoteca

Ciò che contraddistingue il grado di civiltà di una nazione è il considerare il proprio patrimonio culturale quale parte integrante della sua storia e quindi della sua cultura, che si perpetua e si consolida attraverso un’accurata tutela e valorizzazione che avviene nell’ambito di un processo di conservazione dei suoi beni culturali. Oggi la Città di Monte Sant’Angelo, purtroppo, ha poca considerazione  nel creare nuovi contenitori culturali e nuove strutture che possano arricchire il suo patrimonio. E mi riferisco nel non considerare del tutto la istituzione di nuovi Musei e Pinacoteche, in cui si possono conservare e custodire ciò che gli artisti contemporanei producono attraverso un processo di interpretazione e di creazione dell’immagine stessa della nostra città. E in questo mi riferisco anche e soprattutto ai nostri giovani artisti che con difficoltà e sacrifici tentano di rappresentare attraverso le loro opere l’identità stessa della nostra città, e quindi il nostro patrimonio culturale. Del resto è da alcuni anni che invito l’Amministrazione Comunale a istituire una Pinacoteca, dove si possa raccogliere tutto ciò che gli artisti di oggi, ma anche di ieri, hanno prodotto e ci hanno lasciato come immagine indelebile della  nostra città.

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Ed è il caso oggi di una giovane pittrice-scultrice di Monte Sant’Angelo, ROX CIUFFREDA, che pur essendo in giro per il mondo, tuttavia ciò che la caratterizza è ritornare, con la propria anima e sensibilità, alle sue radici, che si manifestano nel rappresentare per immagini, ma soprattutto con il cuore e la sua passione d’artista, i vari aspetti storico-architettonici della sua città, Monte San’Angelo. Un misto di espressività fra mediterraneità e identità etnica del Gargano, aspetti che si caratterizzano attraverso una nuova espressività, dove predomina un plasticismo pittorico che fa delle sue opere uniche e irripetibili per forza espressiva e comunicativa. Opere che possiamo ammirare, oggi, nella Mostra d’Arte che si trova nei locali del  Collettivo SENSO CIVICO, in Via Reale Basilica N. 76 a Monte Sant’Angelo. Uno spazio espositivo del tutto inadeguato per dimensione e spazialità, di cui soffre certamente la stessa Mostra, che avrebbe bisogno di spazi aperti e di nuova dimensione verso l’esterno. Una spazialità di cui la pittrice ROX CIUFFREDA si fa interprete allorquando rappresenta con grande forza espressiva le sue immagini riguardanti i vari aspetti architettonici della città micaelica, sede del culto di San Michele e del suo Santuario, diventato Patrimonio Mondiale dell’’Umanità.

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Un Santuario e quindi una Città, che, oggi, rappresentano, attraverso la religiosità popolare, legata al pellegrinaggio, l’espressione più vera e sentita della civiltà europea, che proprio lungo i grandi itinerari della fede ha manifestato la sua unicità e la sua valenza culturale. ROX CIUFFREDA ne capta l’anima e lo spirito, tanto da creare delle scenografie simboliche, che colpiscono la sensibilità di ognuno di noi e ci trasmettono,  attraverso le immagini, l’anima dei luoghi, nel nostro caso l’anima culturale di una città e di una comunità.

Le sue opere hanno un respiro e una sensibilità che va oltre la stessa immagine rappresentata, tanto da creare una simbiosi fra realtà e sogno, fra oggettività e soggettività, fra cultura garganica  e civiltà mediterranea, legate all’etnia di popoli diversi che si ritrovano e si rinnovano nel loro vivere quotidiano. Una diversa ma univoca appartenenza, che purtroppo oggi tenta a stento di affermarsi, presi come mai da un individualismo deleterio che non tiene conto del senso di appartenenza ad una medesima identità collettiva.

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Il mondo artistico ed espressivo di ROX CIUFFREDA è legato non solo alla sua città d’origine, ma soprattutto ad uno spirito libero che lo porta a conoscere altri mondi, al di là del proprio quotidiano. Un mondo fatto di nuove culture e di nuove civiltà, che lei man mano descrive e rappresenta. Un mondo legato alla mediterraneità,  di un continente quale è quello africano, in cui l’artista ritrova il suo spirito libero e vagabondo, in cerca di nuove sensazioni e di nuove emozioni. Ma che hanno sempre alla base il senso vivo e vero della sua umanità. Una umanità che la lega a tutto ciò che l’uomo produce, nel bene e nel male, in una simbiosi di culture e civiltà che stanno alla base del suo fare arte. Del resto ROX CIUFFREDA, in ogni sua opera, cerca di cogliere quello che è alla base di ogni estenza umana, attraverso una trasfigurazione emotiva, in una realtà in cui il sogno trasfigura la realtà in senso estetico, al di là di ogni narcisismo.

Le sue immagini rispecchiano la bellezza della donna nella sua tenera e vera emotività umana, sia quando esprime gioia di vivere, sia quando esprime un sentimento materno. Una bellezza esteriore, ma soprattutto interiore, di cui si fa interprete l’arte di Rosanna, in arte ROX, in una dimensione non solo oggettiva ma soggettiva. E il tutto narrato e rappresentato attraverso una nuova “materialità” che lega il presente al passato, l’oggetto alla pura contemplazione del suo essere donna, il divenire come forza spirituale, che solo la bellezza, come afferma Dostoevskij,  può salvare il mondo.

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Nelle opere di ROX CIUFFREDA ciò che le caratterizza è il senso emotivo della bellezza, come elemento di vita e di rigenerazione spirituale e umana, in un mondo in cui la bellezza è diventata solo un elemento di secondo piano. Opere, caratterizzate da forti colori che ne plasmano l’immagine e ne determinano la forma, in un processo di grande visibilità e di grande plasticità emotiva, quasi a fermare il tempo, quel tempo che è vita e nello stesso tempo continuità di nuove vite e di nuove esperienze. Un senso magico del colore e della gioia di vivere, in cui il legame con il passato è considerato continuità di  vita, al di là di ogni contaminazione e identità culturale. Identità che per essere tale non è univoca, ma pluridimensionale, in quanto commistione e unione di nuove culture e di nuove civiltà. Del resto tutta l’opera di ROX CIUFFREDA è l’espressione di un mondo a più dimensioni, dove il presente e il passato si intrecciano per descrivere e rappresentarci il futuro, un futuro che non può essere fondato sulla predominanza di una cultura o di una etnia, ma come espressione multiculturale, in un mondo in continuo divenire. E oggi il messaggio di ROX CIUFFREDA è quello di rispettare ogni cultura e ogni civiltà, in nome della solidarietà e della bellezza dei popoli. Non vi è futuro se il tutto non si basa sul rispetto dell’altrui cultura e dell’Altro inteso come valore e come sentimento.

GIUSEPPE PIEMONTESE, Società di Storia Patria per la Puglia

 

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