Il Faust nell’era della globalizzazione dall’Homo Sapiens all’Homo Deus

Spettacolo teatrale della compagnia “Gloops” di Parma e del laboratorio teatrale “Ridere insieme…” dell’associazione “Genoveffa de Troia”.

Nell’ambito del Programma MONTE SANT’ANGELO SUMMER FESTIVAL 2019,  il 10 Agosto, alle ore 20.30, presso il Chiostro delle Clarisse, si terrà uno spettacolo teatrale liberamente tratto dall’opera “La tragica storia del dottor Faust” di C. Marlowe, intitolato “HAI PERDUTO IL CIELO, FAUST”, a cura dell’Associazione “Genoveffa de Troia”, in collaborazione con la Compagnia teatrale “GLooPS” di Parma, sotto la regia di Gabriella Carrozza, attrice e formatrice, con l’aiuto di Michele Notarangelo, responsabile del Laboratorio teatrale “Ridere insieme…”.

Scrive a tale proposito Maria Francesca Notarangelo, attrice della Compagnia di Parma: “Hai perduto il cielo, Faust” è una rappresentazione in chiave moderna e onirica di un grande mito, ispirato agli scritti di C. Marlowe e di J. W. Goethe, in cui si racconta il vissuto di Faust, medico e mago del 1500, sapiente studioso di filosofia e teologia che, per ottenere più conoscenza, potere e giovinezza, vende la propria anima a Mefistofele. Vivere è un tormento per Faust,  non può accontentarsi di vivere la propria realtà, ha “bisogno” di andare oltre i confini della conoscenza e della scienza, tanto da essere disposto a vendere la sua anima al diavolo”. Ma, oggi, ci chiediamo: Chi è Faust e chi è Mefistofele? Certamente, ormai, è scaduto il tempo dell’Homo Sapiens, che ha determinato, attraverso i secoli, la nascita di varie rivoluzioni, da quella agricola, a quella industriale, fino a quella tecnologica. Oggi l’Homo Sapiens, ormai è al tramonto, anche perché egli ha finito per mettere in crisi i principi e i valori della stessa modernità, quali erano un tempo riconoscibili attraverso la Ragione, il Progresso, la Scienza, la Civiltà.

Oggi l’Homo Sapiens  è stato sostituito dall’Homo Deus, tanto da produrre una vera e propria crisi di rigetto di tutto ciò che un tempo si credeva necessario alla felicità dell’uomo. Ma ben presto si è visto che il tutto ha prodotto violenza e orrori, tanto da creare le basi per la soggezione della Natura all’uomo, il quale è diventato padrone assoluto del mondo, ma soprattutto del proprio destino. Del resto, oggi, l’Uomo-Faust, invece di innalzarsi verso Dio, ha creato l’inferno in terra, tanto da compromettere, attraverso l’hybris,  la superbia che diventa tracotanza, l’esistenza stessa del Pianeta Terra. In questo senso l’hybris rappresenta la violazione del limite, cioè la protervia di poter superare i limiti imposti dal rispetto dovuto alla divinità, alla natura e agli uomini. Personifica la violenza e la dismisura, in contrapposizione a  dike, la giustizia,  e a sophrosyne, la saggezza e la prudenza. È la presunzione di forza, di potenza, proprio dell’uomo che offende gli dèi e ne provoca la vendetta. In questo senso, nella modernità la hybris è elevata a virtù, positivamente inserita tra i nuovi valori da esaltare, come modello di comportamento da favorire e implementare. Ed ecco, quindi, ci si chiede: oggi, abbiamo bisogno di un nuovo Faust, oppure di una nuova umanità, che possa dare all’uomo la sua dignità e non solo la sua superbia?  

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Genoveffa De Troia

Da quando C. Marlowe scrisse, nel 1590, la prima opera intitolata Il Dottor Faust, prima ancora di Goethe nel 1808,  il Faust esprime emblematicamente lo spirito dell’uomo euro-occidentale, incessantemente proteso alla ricerca della conoscenza e alla conquista del bene, trovando nello Streben nach dem Unendlichen - il titanico “sforzo proteso all’infinito” - il suo significato principale. In altre parole, il Faust di Marlowe e poi di Goethe ha rappresentato lo spirito dell'umanità europea e occidentale, che sin dai suoi albori nella Grecia antica volge la sua attenzione alla conoscenza teoretica, alla prassi trasformatrice, alla tecnica orientata eticamente e all'umanizzazione del mondo grazie al legame inscindibile tra scienza e tecnica, tra sapere e saggezza pratica, legame acuitosi e mostratosi in tutta la sua proficuità dall'inizio della storia moderna, nel periodo rinascimentale, alla rivoluzione scientifica e all'avvento del cartesianismo fino alla crisi della modernità e, quindi, all'imminente rivoluzione tecnologica.

Nell’opera di Goethe, Faust è il simbolo del "desiderio della dominazione, della potenza e dell'abbandono", ma anche lo “spirito del Sistema”, della volontà indomabile, bramosa e penetrante di inquadrare e comprendere l'universo nella sua interezza ed abbracciarlo con la mente, che caratterizza il personaggio di Faust sin dalla prima pagina della prima parte della tragedia, come tutta la storia del pensiero occidentale a partire da Platone fino a Husserl, nell'unione di un'armonia illuminata che è Ragione, e di un impeto implacabile che è Volontà. In questo senso, in virtù delle ragioni appena esposte, Faust può dirsi l'incarnazione culturale suprema della modernità e la relativa opera, la mitopoiesi fondante, di quella che rappresenta l'idea primigenia e originaria che definisce la cultura europea, lungo tutto il corso della sua storia. Solo che, l’intero percorso della modernità, a detta di molti scrittori, fra cui Marx, Nietzsche,  Freud, Haidegger, è stato un fallimento, tanto da produrre, nel Novecento, ben due guerre mondiali e forme estreme di autoritarismo, come il nazismo, il fascismo e il comunismo. E allora ci si chiede: da dove nasce tale hybris o superbia e dove essa può oggi portarci, in un mondo in cui i valori fondanti dell’Illuminismo e della modernità sono ormai decaduti e tramontati, in un  mare di nostalgia, come afferma Marcello  Veneziani,  e di persistente risentimento verso il passato. Da tutto ciò, si ricava che Faust, interpretato dalla Compagnia “GLOOPS” di Parma,  è il simbolo della crisi dell’Io, dell’uomo contemporaneo, nel suo rapporto con la realtà. In questo senso, molti sono i temi contenuti nella tragedia del Dottor Faust, come quello del peccato, della dannazione e della redenzione; il tema della brama di conoscenza; quello della magia e infine il personaggio di Faust che diventa, grazie alla caratterizzazione che ne fa Marlowe, topos letterario egli stesso, capace di ispirare altre grandi opere letterarie dei secoli successivi, fra cui il Faust di Goethe.

GIUSEPPE PIEMONTESE, Società di Storia Patria per la Patria

 

Last modified on Sabato, 10 Agosto 2019 19:34
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