Presentazione del libro del prof. Giuseppe Piemontese...

Presentazione del libro del prof. Giuseppe Piemontese

Monte Sant’Angelo nelle cartoline e foto d’epoca

Monte Sant’Angelo - Piazza acceptus - ore 19,00

Cartoline

Oggi, 17 Agosto 2018, sarà presentato il libro del prof, GIUSEPPE PIEMONTESE, Monte Sant’Angelo nelle Cartoline  e Foto d’Epoca,  Bastogi Libri Roma 2017, nell’ambito  della Terza Edizione JUNNO FESTIVAL DELLE PICCOLE COSE: L’ARTE DI ESSERE UMANI.  

Secondo l’Autore il libro soddisfa il desiderio di conoscere, da un punto di vista urbanistico, ma soprattutto antropologico, la città di Monte Sant’Angelo attraverso le immagini fotografiche delle Cartoline e Foto d’Epoca riguardanti il periodo che va dal 1900 fino agli anni Sessanta.

Un percorso alquanto suggestivo  della storia urbana e antropologica dalla città micaelica, che si distingue non solo per l’aspetto religioso legato al pellegrinaggio cristiano, ma soprattutto per il ricco patrimonio storico-artistico della città; una città mediterranea, ma soprattutto una città europea, legata da una parte  al mondo orientale, attraverso il culto micelio, ma dall’altra legata alla presenza di vari popoli e civiltà, ad incominciare dai Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini ed Aragonesi, i quali ognuno per le sue caratteristiche culturali, hanno lasciato le proprie testimonianze, tale da far assurgere la città, ma soprattutto il suo Santuario, a Patrimonio Mondiale  dell’UNESCO.

Una città dai mille volti e dalle mille connotazioni paesaggistiche, di cui sia i fotografi che gli editori hanno saputo tramandarci attraverso le loro cartoline e le loro foto d’epoche. Un racconto quanto mai suggestivo, di cui rimane un’eco nelle descrizioni dei viaggiatori che dal Settecento in poi ci hanno lasciato, fra cui Gregorovius, Lenormant, Bertaux, J. Ross, C. Alvaro, G. Ungaretti, R. Bacchelli e tanti altri.

Luoghi dell’anima, ma soprattutto luoghi del cuore, tanto da rendere le immagini che vengono riprodotte nel libro, immagini piene di fascino, per quel legame stretto fra uomo e natura, fra la città e la sua storia millenaria, fra i suoi monumenti e quel senso di appartenenza che traspare integro attraverso le immagini del Centro storico, con la sua architettura spontanea, ma soprattutto attraverso quel legame stretto fra la sua gente e il luogo di appartenenza. Un sentimento collettivo che affonda le sue radici in un legame identitario fra l’uomo e il suo ambiente. Un legame che purtroppo oggi si tenta di annullare e di dimenticare, in nome del consumismo e della perdita della propria memoria storica.

 

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