“Il sogno di Giacobbe…sulle orme dell’Angelo” riflessioni critiche del prof. Giuseppe Piemontese

Dal 22 al 30 Settembre 2018 si tiene presso il Castello di Monte Sant’Angelo  la Mostra collettiva di Pittura e Scultura dal titolo “Il Sogno di Giacobbe…sulle Orme dell’Angelo”, a cura dell’Associazione Artistica “Il Sogno di Giacobbe”, di Foggia. All’inaugurazione sono intervenuti  il critico d’Arte Dott. Vito Cracas, il Presidente dell’Associazione Artistica “il Sogno di Giacobbe”, Maestro Zahi Issa, tra i maggiori protagonisti dell’arte figurativa moderna di levatura internazionale, il Prof. Giuseppe Piemontese della Società di Storia Patria per la Puglia e Michele Mangano direttore della Bella Cumpagnie e Danza Nova. Ha condotto l’attrice Floriana Rignanese in qualità di  presentatrice della serata.

Nel mio intervento, oltre a far riferimento al senso di appartenenza e al ruolo che oggi deve avere la cultura nei confronti della politica, con riferimento al contenuto della Mostra, ho sottolineato che una delle fonti di ispirazione da parte degli artisti  è la sacralità, legata da una parte ai vecchi testi sacri, come l’Antico e il Nuovo Testamento e dall’altra alla religiosità popolare, che ha come fonte principale la vita dei Santi. Nel nostro caso una delle fonti riguarda la figura dell’Angelo, come messaggero di Dio, ma soprattutto come elemento fondante della teologia legata al rapporto fra l’uomo e Dio, fra la terra e il cielo, fra la fragilità dell’essere umano e la sacralità di Dio, come termine ultimo della perfezione legata all’infinito.

La Mostra collettiva che si tiene tuttora nel Castello di Monte Sant’Angelo, si immette, quindi, in un filone di interpretazione del sacro attraverso la figura dell’Arcangelo Michele, come referente di una città che ha costruito la propria immagine proprio sulla figura di San Michele. Una figura altamente simbolica, ma nello stesso tempo radicata nell’uomo, attraverso il pellegrinaggio inteso come ricerca dell’assoluto. Ed infatti proprio in questa ricerca dell’infinito, come elemento di purificazione e di salvazione, vi è l’identità assoluta di una città, come Monte Sant’Angelo, che sorge su un Monte che nel tempo ha acquistato attraverso il culto micaelico e il pellegrinaggio la qualifica di Montagna Sacra, quale simbolo di elevazione verso Dio. Un’elevazione che si raggiunge solo attraverso “le orme dell’Angelo”, che fa da tramite fra l’uomo e Dio, fra ciò che si desidera e ciò che la realtà ci dà nella sua limitata necessità di vita.

Del resto nell’arco dei secoli la figura dell’Arcangelo Michele è stata sempre raffigurata nelle sue principali tematiche, come elemento di salvazione dal peccato, come elemento di ricongiungimento con Dio, come elemento di vittoria del bene sul male. In tutto questo gli artisti vi hanno immesso la loro sensibilità e la loro interpretazione, come elemento di  superare se stessi attraverso il dono dell’arte, che trasfigura la realtà in sogno e la rende partecipe del mistero di Dio. E in tutto questo vi è sempre un profondo anelito verso ciò che l’arte vuole raggiungere e cioè rendere visibile l’invisibile, tale da rendere la realtà come un elemento fondante di vita da vivere pienamente. La Mostra, di cui parliamo, è un tentativo di accostare l’immagine dell’Arcangelo Michele alla città di Monte Sant’Angelo, là dove per primo nasce il culto micaelico nel mondo occidentale, tanto da rendere, nell’Altomedioevo,  partecipe i cosiddetti “barbari” del mistero di Dio e quindi della sacralità del dono come elemento fondante della solidarietà umana.

Nella Mostra si vedono figure alate che volteggiano sulla città micaelica, con scene legate alla passione di Cristo, ma soprattutto all’Uomo immerso nella sua quotidianità, come elemento di vita  e di riscatto attraverso la sacralità del luogo stesso.  Un messaggio di amore, che si inquadra però in un mondo in cui la lotta per la vita spesso diventa motivo di guerra e di genocidio. Un mondo  forse troppo costruito sulla spada  e sugli scudi, anzichè sulle ali dell’Angelo, quale simbolo di pace e di fraternità. In questo senso la Mostra “Il Sogno di Giacobbe… sulle Orme dell’Angelo”, è anche un messaggio all’uomo e alla sua natura, fatta di violenze e di guerre. Un messaggio di pace, ma soprattutto un messaggio di solidarietà fra i popoli, siano essi di razza bianca o nera, cristiani o musulmani, credenti o non credenti. In questo senso l’arte riesce, oggi come nel passato, a farci prendere coscienza e conoscenza del dualismo fra bene e male, in una perpetua ansia di riconoscere in se stessi l’immagine di Dio, attraverso la presenza dell’Angelo.

A tutti i partecipanti della Mostra, fra cui BORGHESAN Giorgio, ISSA Burhan, CAMBARAU Efisio, CAMPANIELLO Arcangela, CARNEVALE Nico, CELESTE Palmina, CHIAZZOLLA Daniela, DELLE NOCI Anna, DE MONTE Maria, de STEFANO Maria Pia, DE TROIA Giacomo, DICAROLO Silvano, GESARIO Nancy, MARELLA Gina, OUATU Gheorghita - PITTA Gianni, SEPE Michela, SPAGNOLI Carolina, STILLA Filomena, TESSE Nicla, VURCHIO Valentina, è stato consegnato un Attestato di Merito, mentre agli organizzatori è stato donato il libro del Prof. Giuseppe Piemontese La Via Sacra dei Longobardi. Alle radici cristiane dell’Europa, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2008.

 GIUSEPPE PIEMONTESE, Società di Storia Patria per la Puglia

 

 

 

Last modified on Martedì, 25 Settembre 2018 11:50
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