A proposito della posa in opera della statua di San Michele in Piazza Cappelletti

In questi giorni, in pieno svolgimento delle festività di San Michele, è sorta una discussione riguardante la posa in opera di una statua di San Michele su una colonna di pietra che si trova all’inizio di Corso Garibaldi, adiacente Piazza Cappelletti. Una situazione abbastanza pirandelliana, in quanto a celebrare l’evento sono intervenute diverse autorità cittadine, di parte ecclesiastica e civile.

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A tale proposito, per avere delle notizie storiche, diversi cittadini si sono rivolti al sottoscritto per saperne di più e per aver dei riferimenti riguardati la colonna che per diversi decenni l’abbiamo visto abbandonata adiacente la suddetta  Piazza Cappelleti, il cui nome deriva da Mons. Benedetto Cappelletti, Arcivescovo della diocesi di Siponto dal 1658 al 1675, il quale è stato il fondatore del Monte frumentario, che favoriva specialmente i contadini nella loro attività agraria. Tale istituzione andava incontro alla concessione di prestiti a basso tasso d’interesse, in cambio di oggetti dati in pegno. Ciò limitava, anche, il ricorso a prestiti ad usura, praticato da cittadini le cui condizioni erano al limite della sopravvivenza.

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Monte Sant’Angelo: Piazza Cappelletti (Seconda metà dell’Ottocento). Foto gentilmente concessa dall’amico Marco Trotta e da Matteo Pellegrino.

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Monte Sant’Angelo: Piazza Cappelletti. In primo piano l’obelisco dedicato alla Madonna (Seconda metà dell’Ottocento).

Foto gentilmente concessa dall’amico Marco Trotta e da Matteo Pellegrino.

Piazza Cappelletti oggi confina con Piazza della Beneficenza, dove  un tempo in questa Piazza, oltre alla Chiesa dei Cappuccini, esistevano vari Ordini benefici, fra cui l’Ordine dei Redentoristi,  l’Ospedale Civile, l’Asilo di Mendicità e  altre pie istituzioni, per cui l’intero quartiere era un luogo di solidarietà e di aiuto ai cittadini indigenti, tanto da innalzare, verso la seconda metà dell’Ottocento, un obelisco all’Immacolata Concezione. L’esistenza di tale obelisco si evince da una foto gentilmente concessa dall’amico Marco Trotta e da Matteo Pellegrino, in cui si nota al centro della Piazza Cappelletti la presenza dell’obelisco, con un basamento molto corposo e una esile colonna, l’attuale che si trova ad angolo di Via Garibaldi, su cui era depositata una statua della Madonna e non come erroneamente si è supposta la statua di San Michele. Tale obelisco venne distrutto nella prima metà del Novecento, probabilmente dopo l’anno 1927, come si evince da una cartolina pubblicata sul mio testo  Monte Sant’Angelo nelle cartoline e foto d’epoca  (BastogiLibri, Roma 2017), dove si nota l’assenza della colonna dell’obelisco. Da ciò si deduce che l’obelisco fu distrutto dopo tale data, per far posto alla costruzione dei palazzi circostanti, lasciandovi tuttavia all’angolo di Via Garibaldi un pezzo di colonna dell’originario obelisco.

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Corso Garibaldi. Ed. Domenico Piemontese, Monte Sant’Angelo, 1927.

 Quindi è falsa e di nessun fondamento storico  la supposizione che l’attuale colonna sia appartenuta all’obelisco di San Michele che vediamo raffigurato nell’incisione dell’Abate di Saint-Non, il quale, fra il 1781-1786, prende come diarista Domenique Vivant-Denon e, con una équipe di disegnatori, fra cui Jean Lous Desprez e Claude Louis Chatelet, giunge nel Regno delle Due Sicilie e quindi a Monte Sant’Angelo, con l’intenzione di visitare la città. In questa sua visita viene effettuata dai suoi disegnatori l’immagine ad incisione del nostro santuario, ancora prima che venisse costruito l’attuale atrio esterno con il suo attuale colonnato. Nell’incisione si vede l’originaria facciata angioina del santuario, ad una sola arcata del 1395 e varie costruzioni laterali, con presenza delle bancarelle dei mercanti e dei Sammicalère, mentre davanti alla facciata della Basilica vi era l’obelisco con un solido basamento, una robusta colonna, un capitello finemente decorato e in cima la statua di San Michele Arcangelo guerriero. Alcuni pezzi di tale colonna oggi si trovano nel Museo Lapidario del Santuario. L’obelisco di San Michele venne rimosso in occasione della risistemazione del piazzale, avvenuta nel 1865 su progetto dell’ingegner Giovanni Faiella di Foggia.  L’immagine ad incisione è  riportata nell’opera dell’Abate de Saint-Non, intitolata  Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile, Dufour & C. Chaillou-Potrelle, Paris 1829, composta da ben 5 volumi con il resoconto dell’intero viaggio.

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Abate de Saint-Non,  Voyage pittoresque,  1781-1786, Paris 1829.  Monte Sant’Angelo, atrio superiore della Basilica di S. Michele.

Un altro viaggio da ricordare è quello dello storico  C. Stieler, il quale nel suo Viaggio pittoresco dalle Alpi all’Etna, Milano 1876, descrive il centro storico di Monte Sant’Angelo con riferimento  a Piazza Cappelletti, di cui si riporta una incisione, dove vediamo gli archi che sorreggono i palazzi circostanti e le scalinate che portano versoi i piani superiori, con un prete accompagnato da un ragazzo. Una scena suggestiva, che ci ricorda la vita di un borgo di fine Ottocento, con la presenza di un asino bardato e di gente che vive al di fuori della propria abitazione.

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  1.   Stieler, Viaggio pittoresco dalle Alpi all’Etna, Milano 1876. Monte Sant’Angelo, Piazza Cappelletti.

 Del resto ciò che scrive lo storico Stieler è abbastanza triste, in quanto in quasi tutte le città meridionali faceva da padrone la malaria e quindi uno stato di evidente povertà e malasanità. La colonna di cui abbiamo fatto riferimento sopra in Piazza Cappelletti doveva essere ubicata proprio all’inizio della Piazza e quindi faceva da confine fra la strada principale, l’attuale Via Garibaldi e  Piazza Cappelletti. È possibile, quindi,  che quando fu deciso l’abbattimento dell’obelisco dedicato all’Immacolata Concezione, un pezzo di essa fu depositato momentaneamente all’angolo di Via Garibaldi e li rimase per decenni fino ad oggi. Da ciò si evince che l’attuale statua di San Michele depositata su questa colonna è un falso storico e quindi un elemento estraneo al contesto ambientale. Del resto bisogna affermare che ci troviamo in piena Buffer Zone e che ogni manomissione di essa è soggetta all’autorizzazione e al consenso della Commissione dell’Ufficio UNESCO, dopo aver sentito il parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e al parere anche della Società di Storia Patria per la Puglia. E tutto ciò non è avvenuto.  

        Quindi, ritornando al nostro tema, l’immagine di San Michele avrebbe bisogno di un posto più adeguato e confacente alla sua Dignità e non essere gettato come un oggetto qualsiasi in angolo di strada senza custodia né protezione. Del resto se vogliamo una città che sia sinonimo di bellezza e di arte, bisogna far si che ciò che si costruisce sia all’altezza della sua fama e della sua storia millenaria.

GIUSEPPE PIEMONTESE, Società di Storia Patria per la Puglia

Last modified on Martedì, 02 Ottobre 2018 09:15
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